Non serve spiegare cosa siano i dieci comandamenti originali: tutti li conosciamo come regole universali per “vivere bene” e guadagnarsi il paradiso. Trasgredirli, si dice, porta a pene eterne. E se applicassimo questa idea al ristrutturare casa? Ecco dieci “comandamenti” opportunamente rivisti per chi deve affrontare la ristrutturazione di casa. Li presenteremo con un pizzico di ironia (mischiando sacro e profano senza offesa), ma i consigli sono seri e professionali.
Seguirli ti aiuterà ad evitare la maggior parte dei problemi e ad ottenere un risultato all’altezza delle tue aspettative. Ignorarli, invece, rischia di farti precipitare nel girone infernale dei committenti disperati, costretti a combattere ogni giorno con imprevisti, ritardi e lavori fatti male – perfino a cantiere concluso.
Sei pronto? Ecco i 10 comandamenti del committente consapevole per una ristrutturazione casa di successo e a regola d’arte.
Comandamento #1: Dai il giusto valore alla tua casa

Primo comandamento cattolico: “Non avrai altro Dio all’infuori di me.” In una ristrutturazione, la tua “divinità” deve essere la casa stessa. Pensaci: la casa è il luogo che ti accoglie ogni giorno, contiene le tue cose più preziose e ti protegge dagli agenti esterni. Per questo, quando decidi di ristrutturare casa devi anzitutto fare in modo che essa possa svolgere al meglio le sue funzioni primarie di sicurezza e comfort.
In ogni progetto ci sono interventi indispensabili e interventi facoltativi. I primi sono quelli necessari per rendere l’abitazione sicura, solida e confortevole, anche se spesso non si vedono a colpo d’occhio: parliamo ad esempio degli impianti (elettrico, idraulico, riscaldamento) rifatti a norma, della struttura portante sana, dell’impermeabilizzazione e isolamento dove servono, di infissi che sigillano bene. I secondi sono quelli estetici o di lusso che appagano l’occhio ma incidono poco sulla funzionalità di base: pavimenti pregiati, rivestimenti decorativi costosi, arredi di design, dispositivi hi-tech non essenziali.
Un errore comune è dare priorità alle cose sbagliate. Ad esempio, c’è chi preferisce conservare un impianto elettrico vecchio di 40 anni pur di investire il budget in piastrelle alla moda. Così facendo, però, mette a rischio la sicurezza della casa per un vezzo estetico. “Dare il giusto valore” alla propria casa significa invece individuare le sue reali esigenze e dare precedenza assoluta agli interventi che le soddisfano, anche a costo di rinunciare a qualcos’altro. In pratica: meglio un impianto nuovo e certificato che un pavimento lussuoso posato su impianti fatiscenti.
Stabilisci quindi quali lavori sono davvero indispensabili (es. adeguare gli impianti, eliminare infiltrazioni, mettere in sicurezza elementi instabili) e quali sono invece “il bello in più”. Dai il massimo della priorità ai primi e valuta i secondi solo se il budget lo permette. Capire i bisogni reali della tua casa è il primo passo fondamentale per una ristrutturazione consapevole e ben riuscita.
Comandamento #2: Non confondere la ristrutturazione con l’home-staging

Secondo comandamento cattolico: “Non nominare il nome di Dio invano.” In altre parole, non dire che stai “ristrutturando casa” se in realtà ti stai limitando a fare altro. Qui non è questione di pignoleria sui termini, ma di capire la differenza tra un intervento superficiale e una vera ristrutturazione, perché da questa distinzione dipendono molti aspetti pratici (permessi, costi, detrazioni…).
Se il tuo obiettivo è solo dare una rinfrescata alla casa – ridipingere le pareti, cambiare qualche mobile, aggiungere magari un paio di pareti in cartongesso decorative, sostituire i punti luce – allora non stai eseguendo una ristrutturazione edilizia vera e propria. Quello che stai facendo si chiamerebbe più correttamente home-staging o semplice manutenzione ordinaria. È un approccio spesso usato per migliorare l’aspetto di un immobile (ad esempio prima di venderlo o affittarlo) senza affrontare interventi sostanziali: si abbellisce e si mascherano i problemi reali senza risolverli davvero.
Al contrario, ristrutturare casa significa fare interventi ben più incisivi: ad esempio spostare o eliminare muri, rifare da zero gli impianti idraulici ed elettrici, rinnovare completamente bagni e cucina, sostituire infissi e serramenti, consolidare strutture, e in generale tutto ciò che serve a migliorare la sostanza dell’abitazione. Questa è considerata manutenzione straordinaria o ristrutturazione edilizia vera e propria.
Perché è importante non confondere un semplice rinnovo estetico con una ristrutturazione completa? Per almeno tre motivi fondamentali:
- Detrazioni fiscali: solo i veri lavori di ristrutturazione (manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ecc.) danno diritto ai bonus fiscali previsti dalla legge, ad esempio il Bonus Ristrutturazioni con detrazione del 50% delle spese (fino a 96.000 € per l’abitazione principale nel 2025). Se ti limiti a dipingere e arredare, tali agevolazioni non spettano perché rientri nella semplice manutenzione ordinaria.
- Permessi edilizi: per una ristrutturazione dovrai presentare in Comune le opportune pratiche edilizie (CILA o SCIA a seconda dei casi) e, al termine, aggiornare documenti come l’agibilità. Invece, tinteggiare pareti o cambiare mobili rientra nell’edilizia libera e non richiede permessi.
- Professionalità necessarie: un lavoro di puro home-staging spesso puoi gestirlo da solo (o avvalerti al massimo di imbianchini e arredatori). Una ristrutturazione casa, invece, richiede figure tecniche competenti (architetti, ingegneri, geometri) per progettare e dirigere i lavori, oltre a ditte specializzate per eseguirli. In pratica: l’home-styling abbellisce, la ristrutturazione trasforma con l’aiuto di professionisti abilitati.
In sintesi: chiediti sempre se la tua casa ha bisogno di una vera ristrutturazione o solo di un restyling superficiale. Identificare correttamente la natura degli interventi (come già visto nel primo comandamento) ti aiuta a impostare il processo giusto. Se i problemi di casa tua sono strutturali o impiantistici, dovrai affrontare una ristrutturazione completa; se invece è solo questione di estetica e decoro, potresti cavartela con un rinnovo leggero, senza cantieri invasivi.
Comandamento #3: Pianifica prima di prendere qualsiasi decisione per ristrutturare casa

Terzo comandamento cattolico: “Ricordati di santificare le feste.” Nel nostro contesto, la “festa” è la tua ristrutturazione e “santificarla” significa pianificarla accuratamente prima di agire.
Se non dedichi tempo ed energie a una buona pianificazione, la ristrutturazione rischia di trasformarsi in un incubo: lavori eseguiti male, tempi che si allungano all’infinito, spese fuori controllo e continue dispute con le imprese. Può sembrare esagerato, ma è esattamente ciò che accade nella maggior parte dei casi in cui si parte senza un piano. Molti committenti, presi dall’entusiasmo o dall’urgenza, fanno l’errore di chiamare subito un’impresa e iniziare i lavori di corsa, senza aver prima definito nei dettagli cosa fare e come. Tipicamente il processo “sbagliato” è questo:
- Il proprietario di casa decide di ristrutturare.
- Contatta direttamente una (o più) imprese edili.
- Fa iniziare i lavori il prima possibile (spesso sulla base di accordi vaghi).
Operando così, i problemi sono inevitabili. Ecco alcune conseguenze di una ristrutturazione avviata senza la dovuta pianificazione:
- Non vengono individuati tutti i problemi reali da risolvere in casa (alcuni emergono solo a lavori iniziati).
- Non sono chiare le esigenze e priorità dell’intervento, quindi si rischia di fare lavori inutili o di trascurarne di fondamentali.
- Si propongono soluzioni senza verificare la fattibilità tecnica o normativa, scoprendo magari tardi che qualcosa non era consentito o realizzabile come sperato.
- Non viene redatto un progetto dettagliato: l’impresa inizia i lavori senza disegni esecutivi chiari, andando “a occhio” e commettendo errori.
- Non si preparano un computo e un capitolato con l’elenco preciso delle opere: le imprese forniscono preventivi non omogenei, difficili da confrontare.
- Non si stipula un contratto che tuteli il committente: tempi, pagamenti, penali e responsabilità rimangono vaghi o basati sulla fiducia.
- I lavori vengono affidati sperando nella buona fede dell’impresa, senza garanzie. Se qualcosa va storto, non hai strumenti per tutelarti.
Di conseguenza, durante l’esecuzione tutti i nodi vengono al pettine: spuntano decine di lavorazioni extra non previste (che fanno lievitare i costi), i tempi inizialmente promessi si dilatano, l’impresa può sospendere il cantiere se il cliente rifiuta di pagare i lavori aggiuntivi, e il risultato finale è spesso mediocre perché nessuno ha controllato con competenza ogni fase (tu non sei un tecnico, e senza un direttore dei lavori le maestranze potrebbero fare errori senza che tu te ne accorga). Finita la ristrutturazione “improvvisata”, è facile ritrovarsi con una casa piena di difetti da sistemare e conti ben più salati del previsto.
All’opposto, in una ristrutturazione pianificata a dovere, la fase preparatoria è lunga e minuziosa: si passa più tempo a studiare, progettare e organizzare che non a demolire e costruire. Ogni passaggio preliminare (analisi, progetto, permessi, scelta dei materiali, selezione dell’impresa, accordi contrattuali, ecc.) è fondamentale e non andrebbe saltato, proprio per evitare tutti i problemi elencati sopra. Richiede un po’ di impegno iniziale da parte tua, è vero, ma d’altronde non puoi pensare di investire decine di migliaia di euro “a cuor leggero” senza un minimo di preparazione.
Investire tempo in una buona progettazione è in realtà un risparmio, non un costo. Quindi pianifica ogni dettaglio prima di prendere qualsiasi decisione operativa sulla tua ristrutturazione: la tua “santificazione” preliminare ti verrà ripagata con un cantiere più sereno e un risultato finale migliore.
Comandamento #4: Onora il tecnico e l’impresa

Quarto comandamento cattolico: “Onora il padre e la madre.” Nella ristrutturazione, il “padre” è il tecnico (il progettista e direttore dei lavori) e la “madre” è l’impresa esecutrice. Per ottenere un risultato a regola d’arte servono entrambi: so che probabilmente vorresti fare a meno di pagare un tecnico, ma ti assicuro che ti serve almeno quanto (se non più) dell’impresa.
“Onorare” tecnico e impresa non significa trattarli con ossequio servile, ma riconoscere l’importanza cruciale del loro ruolo e sceglierli con grande cura. In altre parole, non cercare il progettista che ti fa la parcella più bassa né l’impresa che offre il preventivo stracciato. Se imposti la selezione solo sul minimo costo (lo vedremo meglio anche più avanti), ti stai preparando da solo una strada piena di insidie.
Invece, per ogni figura dovresti avere ben chiare le tue esigenze e poi affidarti a professionisti qualificati e adatti a soddisfarle. Un tecnico valido e un’impresa seria magari non saranno i più economici sul mercato, ma valgono ogni euro speso perché ti faranno risparmiare soldi evitando errori, lavori non a norma o soluzioni inefficaci. In altre parole, ti evitano costosi rifacimenti futuri.
Come “onorare” concretamente queste figure? Intanto, scegli un tecnico abilitato di fiducia (architetto, ingegnere o geometra iscritto al rispettivo albo) con esperienza in ristrutturazioni simili alla tua. Sarà lui a tradurre le tue idee in un progetto fattibile, a guidarti nelle decisioni tecniche e a sorvegliare che i lavori siano eseguiti a regola d’arte. Parallelamente, seleziona un’impresa edile affidabile: verifica che sia regolarmente iscritta e in regola (iscrizione alla Camera di Commercio, DURC contributivo a posto), che abbia le attrezzature e le competenze necessarie, e possibilmente chiedi referenze di lavori simili già svolti. Non aver timore di domandare prove della loro serietà – un’impresa professionale sarà ben lieta di dimostrare la propria idoneità presentando documenti e portfolio.
Ricorda che tecnico e impresa fanno parte di un processo integrato ma devono restare figure distinte e indipendenti. Tu sei colui che ha la visione d’insieme e l’interesse finale: coinvolgili al momento giusto e ognuno per il proprio ruolo. Ad esempio, è saggio ingaggiare prima il tecnico per progettare nei dettagli e solo in un secondo momento le imprese, per ottenere offerte sulla base di quel progetto (vedi comandamento #6). Se avrai “onorato” queste figure scegliendole con cura e facendole lavorare in sinergia, la tua casa sarà in ottime mani.
Comandamento #5: Non trasgredire le leggi

Quinto comandamento (il più truce): “Non uccidere.” Compiere una ristrutturazione ignorando le leggi e le regole edilizie è, metaforicamente, l’errore più grave che puoi commettere. Significa “uccidere” sul nascere la buona riuscita dei lavori e mettere a rischio te stesso e la tua casa dal punto di vista legale.
Non lo dico perché amo la burocrazia o perché sia un fanatico delle norme. Anzi, per primo trovo che spesso ci siano paletti assurdi. Tuttavia, ristrutturare casa senza rispettare le leggi è un atto autolesionista: ti espone a problemi enormi, ben peggiori di qualche scartoffia.
Sai quali rischi corri se avvii lavori edilizi senza le dovute autorizzazioni, o facendo “di testa tua” in barba alle normative? Ecco i principali:
- Niente agevolazioni fiscali: senza presentare le pratiche edilizie corrette, perdi il diritto alle detrazioni fiscali per ristrutturazione (che, come visto, possono coprire una parte consistente delle spese). Niente pratica edilizia significa niente bonus in dichiarazione dei redditi.
- Multe salate e lavori bloccati: in caso di controlli al cantiere, lavori eseguiti senza permesso possono portare a sanzioni amministrative pesanti e all’immediata sospensione del cantiere da parte delle autorità competenti.
- Obbligo di demolire gli abusi: se realizzi opere abusive (es. ampliamenti non consentiti, modifiche strutturali non autorizzate), il Comune può ordinarti di ripristinare lo stato originale dell’immobile, ovvero demolire o modificare a tue spese ciò che non è a norma. Oltre il danno, la beffa.
- Impossibilità di vendere l’immobile: una casa con abusi non sanati non può essere venduta legalmente finché le irregolarità non vengono eliminate o sanate. Il notaio, infatti, richiede la conformità urbanistica e catastale: se l’immobile non è conforme, il rogito può saltare. Anche a distanza di anni, un acquirente potrebbe ottenere l’annullamento della compravendita (e una multa per te) se scopre un abuso taciuto all’atto della vendita.
- Problemi trasmessi ai tuoi eredi: se lasci irregolarità edilizie irrisolte, passeranno ai futuri proprietari (figli, nipoti). Significa scaricare su di loro, un domani, la seccatura e i costi di sanare la situazione prima di poter rivendere o modificare ulteriormente la casa.
La legislazione italiana in materia edilizia è complessa, molto più di quanto si creda. Eppure ti esorto a fare tutto in regola, anche se questo per te significa investire un po’ di tempo in più e magari qualche spesa aggiuntiva in oneri e parcelle. D’altronde, se dai il giusto valore alla tua casa (vedi Comandamento #1), capisci che merita di essere completamente in regola – anche per la tua serenità. Una ristrutturazione fatta a norma, con i dovuti permessi edilizi e il rispetto delle norme tecniche, ti permette di dormire tranquillo sapendo che nessuno potrà mai contestarti nulla (anzi, ti godrai i benefici dei bonus fiscali in piena sicurezza).
Comandamento #6: Non chiamare subito l’impresa

Sesto comandamento: “Non commettere atti impuri.” Ebbene, nell’universo delle ristrutturazioni l’atto più “impuro” è partire in quarta chiamando direttamente un’impresa per farsi fare un preventivo, prima ancora di aver pianificato e deciso alcunché. È un riflesso comune (quasi tutti iniziano così), ma quasi sempre porta a risultati disastrosi.
Questa abitudine nasce da un’idea sbagliata ma diffusa: “tanto l’impresa può occuparsi di tutto”. Molti pensano che chiamando una ditta edile si possa delegare a loro ogni aspetto: progetto, pratiche, scelta dei materiali, gestione del cantiere, ecc. Ecco, no: l’impresa edile non è in grado di occuparsi di nient’altro che dell’esecuzione dei lavori, perché non è il suo mestiere. Non perché siano incapaci, ma perché non rientra nelle loro competenze professionali. Pretendere che un’impresa faccia anche da progettista e direttore dei lavori è un po’ come chiedere a un infermiere di eseguire un’operazione a cuore aperto: per quanto un infermiere sia competente nel suo campo, non è addestrato per fare il cardiochirurgo.
Dunque, prima di prendere il telefono e chiamare una ditta, fermati e rifletti. Come puoi ottenere un preventivo serio se non hai ancora nulla di definito da sottoporre? Poniti alcune domande chiave:
- Su che progetto dovrebbe basare il suo preventivo l’impresa? (Se non hai ancora un progetto dettagliato, l’offerta sarà per forza approssimativa.)
- Sulla base di quale computo metrico l’impresa indicherà quantità e prezzi? (Senza un computo dettagliato, ogni ditta farà conteggi diversi e non potrai confrontare le offerte in modo oggettivo.)
- Se chiedi preventivi a più imprese, saranno comparabili tra loro? (Senza informazioni precise, ognuno includerà o escluderà voci a sua discrezione, e tu confronterai mele con arance.)
- Nel preventivo, in assenza di un capitolato, chi decide materiali e finiture da utilizzare? (Rischi che li scelga l’impresa al posto tuo, magari privilegiando ciò che conviene a lei e non ciò che piace a te.)
- L’impresa che prepara il preventivo ha considerato tutte le lavorazioni necessarie? (Spesso alcune opere “spuntano” solo a cantiere avviato, come extra non calcolati inizialmente – con relativi costi aggiuntivi.)
- Senza un rilievo accurato e una conoscenza approfondita dello stato di fatto, come farà l’impresa a quantificare correttamente i lavori? (Le misure prese “a occhio” o su una piantina non aggiornata possono portare a errori grossolani nelle stime.)
Molte imprese, pur di accontentare i clienti impazienti, si adattano a fare offerte anche senza un progetto, inventandosi formule “chiavi in mano” e promesse del tipo “tecnico gratuito” o “progetto compreso nel prezzo”. Non farti illudere: nulla è davvero gratuito. Pagherai comunque tutto (magari il costo del tecnico incluso è semplicemente spalmato altrove) e, in più, il professionista coinvolto in questo modo sarà scelto dall’impresa e non da te. Indovina di chi farà gli interessi quel tecnico “incluso”? In caso di problemi, tenderà a tutelare chi gli paga lo stipendio (l’impresa) e non te, che sei il cliente finale.
In un processo sano di ristrutturazione, il tecnico e l’impresa sono figure rigidamente separate. Prima si svolge tutta la fase di progettazione con un tecnico di fiducia senza l’interferenza dell’impresa; solo quando hai in mano un progetto completo (e un computo metrico dettagliato da presentare) coinvolgerai diverse imprese per chiedere preventivi seri e confrontabili. L’impresa ideale entrerà quindi in scena in una fase avanzata, a valle di progettazione, autorizzazioni e magari con già un capitolato pronto.
Se vuoi affrontare la tua ristrutturazione in modo consapevole e con serenità, resisti alla tentazione di chiamare subito il primo muratore disponibile: metti prima in ordine tutte le caselle del processo (come stiamo illustrando in questi comandamenti) e solo dopo scegli l’impresa giusta per realizzare ciò che hai pianificato.
L’aiuto che ti può dare Hausme
Certo lo so che è complicato, per questo con Hausme ti diamo alcuni strumenti che ti semplificano la vita: hai a disposizione infatti uno strumento che elabora automaticamente e in modo gratuito una prima ipotesi della tua ristrutturazione, fornendoti una stima completa del costo, dei tempi, dell’efficienza energetica e delle detrazioni sfruttabili. E poi ti mette in contatto con tecnici o imprese a seconda della tua esigenza. Non hai ancora provato il nostro simulatore? Vai immediatamente qui:
Comandamento #7: Non cercare l’offerta più bassa per ristrutturare casa

Settimo comandamento cattolico: “Non rubare.” Ovviamente, cercare di risparmiare non è rubare; tuttavia, cercare ossessivamente il preventivo più basso per i lavori significa, in un certo senso, “rubare” valore alla qualità della tua ristrutturazione.
Capisco bene che il budget a disposizione a volte non è alto, e che l’investimento necessario per ristrutturare può spaventare. Ma ricorda: stai intervenendo sulla tua casa, il luogo che custodisce i tuoi affetti e i tuoi beni più cari. Ha senso affidarsi all’offerta più economica se questa comporta lavori scadenti o incompleti? Spesso, la corsa al massimo ribasso nasce anche da una percezione errata dei reali costi di ristrutturazione. Non avendo esperienza, molti pensano che le ditte “ci marcino” con prezzi alti, senza rendersi conto di quante voci e quanti professionisti sono coinvolti in un rifacimento completo.
In realtà se scomponi la ristrutturazione in tutte le sue parti (demolizioni, ricostruzioni, impianti, infissi, pavimenti, tinteggiatura, ecc.) e consideri la durata di vita di ciascun elemento, ti accorgerai che il costo annuale di una ristrutturazione ben fatta è inferiore a quello di tanti beni di consumo. Ad esempio, una ristrutturazione completa fatta come si deve ti durerà 20 o 30 anni, mentre uno smartphone costoso lo sostituisci dopo 2 o 3 anni: in proporzione, la spesa per la casa è minore di quella per il telefono!
Con Hausme puoi ottenere gratuitamente una stima completa del costo della tua ristrutturazione, molto prima di rivolgerti all’impresa. Il nostro simulatore ti fornisce costi aggiornati e georeferenziati (oggettivamente a Milano costa di più ristrutturare rispetto a Palermo). Sono costi reali, basati su ristrutturazioni reali fatte di immobili simili al tuo. Puoi vedere quanto potrebbe costarti la ristrutturazione da qui.
In ogni caso il punto è che nella scelta dell’offerta non devi cercare il prezzo più basso in assoluto, bensì la proposta più adeguata fatta dalla persona giusta per le tue esigenze. Questa alle volte potrebbe anche coincidere con l’offerta meno costosa, ma spesso no. Come recita il proverbio, “chi più spende, meno spende”: nelle ristrutturazioni questo è spesso vero, perché pagare qualcosa in più a fornitori seri e qualificati ti evita spese ben maggiori in seguito. Al contrario, la ricerca spasmodica del preventivo più basso porta quasi inevitabilmente a:
- Lavori eseguiti male o con materiali scadenti, se l’impresa per rientrare nei costi è costretta a tagliare sulla qualità della manodopera o dei prodotti.
- Necessità di molti interventi correttivi dopo la fine dei lavori (con ulteriore stress e spese per sistemare guasti, finiture che cedono, malfunzionamenti, ecc.).
- Alla fine spendere di più: sommando i costi di riparazioni e rifiniture mancate, quello che sembrava l’offerta più economica si rivela la scelta più costosa nel lungo periodo.
Mi rendo conto che per chi non è del mestiere non sia facile capire come valutare correttamente un preventivo: i parametri su cui basarsi non sono immediati se non hai esperienza nel settore. Ecco perché Hausme è il tuo partner ideale: ti fornisce tutti gli strumenti per incanalarti in un processo ben organizzato, definire criteri chiari e confrontare le offerte per scegliere il tecnico e l’impresa giusti. Non limitarti alla cifra finale: guarda tutto ciò che comprende, la qualità dei materiali proposti, l’esperienza e le certificazioni dell’impresa, le garanzie offerte e i tempi indicati. Un prezzo troppo basso potrebbe nascondere l’uso di prodotti scadenti o manodopera non qualificata: valuta l’offerta nel suo complesso. In sostanza, dai il giusto valore ai lavori che verranno fatti in casa tua (torniamo sempre al Comandamento #1) e diffida dei prezzi stracciati. Meglio investire il giusto oggi, che pagare doppio domani.
Comandamento #8: Prenditi le tue responsabilità per ristrutturare casa

Ottavo comandamento cattolico: “Non dire falsa testimonianza.” In una ristrutturazione dovrebbe tradursi in: non raccontarti bugie. Quando qualcosa va storto nei lavori, la colpa è spesso attribuita a qualcun altro: “L’impresa ha lavorato male”, “Il tecnico non ha seguito il cantiere”, “Il Comune impone leggi assurde”, “Il vicino è invidioso e fa continui reclami”… Diamo per scontato che in un progetto complesso qualche problema ci sarà e che spesso i colpevoli immediati siano imprese, tecnici, burocrazia o vicini impiccioni. Ma sei sicuro che il committente (cioè tu) sia sempre una vittima innocente e senza colpe?
Uno dei motivi per cui sono fiorite tante aziende che offrono ristrutturazioni “chiavi in mano” è proprio questo: i committenti sperano di liberarsi delle proprie responsabilità affidando tutto a un unico interlocutore. Pensano: “Pago e ci pensano loro a ogni aspetto; se qualcosa va storto, potrò prendermela con loro”. Ufficialmente queste soluzioni “tutto compreso” vengono vendute come un modo per risparmiare preoccupazioni, ma la realtà è che nessuno potrà mai sollevarti completamente dalle tue responsabilità di committente.
In una ristrutturazione tu coinvolgi professionisti proprio perché devi delegare loro cose per cui non sei competente: non devi certo metterti a tirare su pareti in prima persona, né a progettare un impianto elettrico se non l’hai mai fatto. Per ristrutturare casa non ti serve imparare a fare il muratore, l’elettricista, l’idraulico, l’architetto o il geometra. Non ti serve conoscere a memoria tutte le norme edilizie e burocratiche. A queste cose penseranno i professionisti che hai ingaggiato.
Ma c’è una cosa che non puoi delegare: la pianificazione e la gestione della tua ristrutturazione (ok, sono due cose distinte… ma in realtà vanno a braccetto). Su questo aspetto devi prenderti al 100% la responsabilità. Significa che devi essere tu il regista che tiene le fila del progetto: definire insieme al tecnico gli obiettivi, le priorità e il budget, prendere decisioni informate sui materiali e sulle soluzioni quando serve, assicurarti che tutti (tecnico, impresa, fornitori) siano allineati sulle tue aspettative, monitorare l’avanzamento confrontandoti periodicamente col direttore dei lavori. Insomma, restare presente e vigile dall’inizio alla fine.
Questa è l’unica arma che hai a disposizione per ottenere la ristrutturazione che desideri, avere controllo sui costi, non vedere i tempi dilatarsi a dismisura e – soprattutto – affrontare i lunghi mesi dei lavori con la necessaria serenità. Se ti prendi queste responsabilità fin dall’inizio (invece di ignorarle sperando che “ci pensi qualcun altro”), alla fine potrai anche prenderti il merito del successo del progetto. Dopotutto, una ristrutturazione consapevole richiede che il committente sia parte attiva e deciso nelle scelte importanti.
Comandamento #9: Non ascoltare i consigli di parenti e amici

Nono comandamento cattolico: “Non desiderare la donna d’altri.” Lo reinterpretiamo così: non farti influenzare dai consigli sull’altrui ristrutturazione. Questo comandamento andrebbe applicato soprattutto se i suddetti parenti e amici hanno già ristrutturato (e adorano raccontartelo). Sai qual è la frase che un tecnico si sente ripetere più spesso? “Ho un amico che mi ha detto che sarebbe meglio fare così…”. All’occorrenza sostituisci “amico” con parente/collega/vicino e metti alla fine qualsiasi lavoro possibile in casa, ed ecco servito il classico consiglio non richiesto che molti committenti seguono più delle indicazioni dei professionisti.
Non devi assolutamente dar retta ai consigli non richiesti di parenti e amici. Le ragioni sono semplici:
- Queste persone non hanno alcuna vera esperienza di ristrutturazioni, anche se magari hanno fatto uno o due lavori in casa loro. La loro conoscenza si limita alla propria esperienza personale, che è molto limitata (e magari distorta dal senno di poi).
- Non conoscono le leggi, non conoscono le tecniche costruttive, non conoscono i materiali – almeno, non ne sanno più di quanto ne sappia già tu dopo esserti informato e aver parlato con i tuoi tecnici.
- Ti danno consigli a cuor leggero, tanto si tratta della tua ristrutturazione, mica della loro. Se segui un loro suggerimento sbagliato e qualcosa va storto, che succede a loro? Nulla. Non ti hanno obbligato, ti hanno solo “detto la loro”. In pratica, non si assumono alcuna responsabilità: è molto facile dare opinioni quando non si è coinvolti in prima persona!
Tutto ciò non significa che non devi mai ascoltare nessuno o confrontarti con chi conosci. Scambiare idee è utile, e magari qualche spunto interessante può nascere. Ma filtra attentamente queste opinioni esterne e dai il giusto peso (relativo) ai consigli di chi non è del mestiere. Fidati invece dei professionisti che hai scelto: se hai seguito i comandamenti precedenti, avrai un tecnico e un’impresa di cui ti fidi, che conoscono a fondo il tuo progetto e hanno la competenza per consigliarti per il meglio. Ascolta loro prima del “cugino esperto di nulla” 😉.
Comandamento #10: Non desiderare cose che non puoi permetterti

Decimo comandamento cattolico: “Non desiderare la roba d’altri.” Nell’ambito di una ristrutturazione, la tentazione di volere “tutto e subito” è forte: materiali di pregio, finiture da rivista, tecnologie all’ultimo grido, ecc. Sognare è bello, ma bisogna fare i conti con la realtà del budget. In una ristrutturazione ci sono, semplificando, due tipologie di lavori: quelli indispensabili e quelli superflui.
- Gli indispensabili sono quelli che garantiscono che la casa sia sicura, solida e confortevole. Parliamo di rifare impianti pericolosi o fuori norma, consolidare parti strutturali se necessario, eliminare infiltrazioni e umidità, migliorare l’isolamento termico, sostituire infissi marci o impianti di riscaldamento inefficienti, ecc. In breve, tutto ciò che serve a risolvere problemi funzionali gravi e a prevenire rischi (elettrici, idraulici, statici, igienici).
- I superflui sono tutti gli interventi estetici o di comfort aggiuntivo che fanno piacere ma di cui, in senso stretto, potresti fare a meno: finiture di lusso, materiali molto costosi, elementi di design, arredi su misura pregiati, impianti domotici avanzati, ampliamenti non essenziali, ecc.
Un impianto elettrico nuovo fatto a regola d’arte è indispensabile. Un rivestimento in marmo pregiato da 300 € al metro quadro è superfluo. Dei serramenti moderni ad alte prestazioni sono indispensabili. La cucina firmata dal designer famoso è superflua.
Quando pianifichi la tua ristrutturazione, presta molta attenzione a distinguere quali opere devi assolutamente fare e quali vorresti fare se il budget lo consente, annotando anche il costo stimato di ciascuna. Non devi mai rinunciare alle prime, mentre sulle seconde puoi soprassedere (o rimandarle a tempi migliori). Ciò non vuol dire che devi accontentarti di una casa brutta o incompleta – ma che le risorse vanno allocate prima di tutto a garantire la funzionalità e la sicurezza, poi al resto. Puoi sempre aggiungere una finitura di pregio o un elemento d’arredo l’anno prossimo o tra due anni, ma rifare un impianto scadente dopo che hai terminato i lavori è impossibile senza smantellare mezza casa. Quindi dai la precedenza a ciò che conta davvero.
In pratica, mantieni i piedi per terra. Stabilisci un budget realistico e sostenibile, incluso un margine per imprevisti (è sempre saggio prevedere almeno un 10-15% in più sul totale, per sicurezza). Pianifica i lavori e i costi in modo da non fare il passo più lungo della gamba e ritrovarti con enormi problemi economici a metà cantiere. Una pianificazione finanziaria oculata è parte integrante della riuscita del progetto. Solo così potrai evitare di rimanere a corto di fondi nei momenti cruciali. Con un’attenta pianificazione, farai in modo di portare a termine la ristrutturazione senza sorprese sgradevoli, mantenendo l’equilibrio tra ciò che desideri e ciò che effettivamente puoi permetterti.
Conclusione
Seguendo questi dieci comandamenti del committente consapevole, affronterai la ristrutturazione di casa con lo spirito giusto e le dovute precauzioni. Il percorso rimarrà comunque impegnativo – ristrutturare casa non è una passeggiata – ma avrai ridotto al minimo i rischi di errori costosi e stressanti. Ogni decisione ponderata, ogni passo preparato con cura, ti avvicinerà al risultato finale: una casa rinnovata a regola d’arte, che rispecchia i tuoi desideri e che potrai goderti con soddisfazione e serenità per molti anni.
Ora tocca a te: applica questi principi, pianifica con metodo e non esitare a chiedere supporto a professionisti seri quando ne hai bisogno. Qui in Hausme siamo dalla tua parte: inizia oggi stesso a stimare il budget della tua ristrutturazione con il nostro simulatore gratuito e affidati a tecnici e imprese che collaborano con noi. La differenza tra una ristrutturazione caotica e una di successo sta tutta nella consapevolezza e nell’attenzione che ci metterai fin dall’inizio. La tua casa merita il meglio – e con il giusto approccio sarai in grado di garantirglielo. Buona ristrutturazione consapevole!