{"id":3073,"date":"2018-10-15T05:30:13","date_gmt":"2018-10-15T04:30:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ristrutturazionepratica.it\/?p=3073"},"modified":"2025-04-10T09:27:10","modified_gmt":"2025-04-10T09:27:10","slug":"messa-a-norma-impianto-elettrico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/hausme.it\/blog\/messa-a-norma-impianto-elettrico\/","title":{"rendered":"Messa a norma impianto elettrico: scopri se puoi farlo e come farlo"},"content":{"rendered":"\n<p>Le statistiche sullo stato di sicurezza degli impianti elettrici in Italia non sono rassicuranti. Le abitazioni con impianti elettrici non a norma sono 12 milioni e ogni anno vi sono oltre 45.000 incidenti domestici, tra cui anche incidenti mortali. Quindi la <b>messa a norma dell&#8217;impianto elettrico<\/b> \u00e8 un tema quanto mai spinoso ed attuale&#8230;a cui dovresti essere molto sensibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Attenzione: ti sto parlando di semplice <strong>messa a norma di un impianto elettrico<\/strong> che differisce in modo sostanziale dal rifacimento dell&#8217;impianto elettrico. Questa distinzione pu\u00f2 sembrare una sottigliezza di termini in quanto il risultato di entrambi gli interventi \u00e8 un impianto sicuro e a norma, ma in realt\u00e0 non lo \u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>Sia dal punto di vista delle opere reali che verranno eseguite e sia delle incombenze amministrative e burocratiche differiscono sotto alcuni aspetti sostanziali, aspetti che sicuramente in questo momento ti sfuggono perch\u00e8, come \u00e8 normale che sia.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche tempo fa ho scritto un articolo sul <a href=\"https:\/\/hausme.it\/blog\/rifacimento-impianto-elettrico-guida-completa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rifacimento dell&#8217;impianto elettrico<\/a>, oggi invece parliamo di messa a norma dell&#8217;impianto elettrico.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">LA DIFFERENZA TRA RIFACIMENTO E MESSA A NORMA DELL&#8217;IMPIANTO ELETTRICO<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/hausme.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/messa-a-norma-impianto-elettrico-rifacimento.jpg\" alt=\"messa a norma e rifacimento impianto elettrico\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Prima di addentrarci nell&#8217;argomento di questo articolo ritengo importante partire proprio con il chiarire la differenza tra mettere a norma e rifare un impianto.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti se \u00e8 vero che il punto di partenza \u00e8 lo stesso, cio\u00e8 un impianto obsoleto e, come abbiamo visto nel paragrafo precedente, poco sicuro, il risultato \u00e8 molto diverso.<\/p>\n\n\n\n<p>Puoi considerare la messa a norma come il minimo sindacale per stare tranquillo in casa e il totale rifacimento come il pieno rispetto delle leggi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Peculiarit\u00e0 del rifacimento di un impianto elettrico<\/h3>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/hausme.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/rifacimento-impianto-elettrico.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Quando parliamo di <strong>rifacimento dell&#8217;impianto elettrico<\/strong> stiamo parlando di una vera e propria <b>sostituzione totale<\/b> con tutto ci\u00f2 che ne consegue:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>1.<\/strong> <b>Rimuovere totalmente<\/b> tutto ci\u00f2 che attualmente compone l&#8217;impianto elettrico: si parte dal quadro elettrico, si continua con le dorsali (le linee che partono dal quadro elettrico e si diramano nella casa), con le cassette di derivazione, con i tubi che arrivano fino ai punti di servizio, i cavi elettrici, i frutti e le placchette.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>2.<\/strong> <b>Rifare tutti gli elementi<\/b> che abbiamo appena elencato riprogettando ex-novo l&#8217;impianto in base alle nuove esigenze, sia in relazione alla posizione che al numero di punti di servizio (prese, interruttori, etc.), e soprattutto adeguandosi totalmente alla norma tecnica attualmente in vigore, la CEI 64-8, sia per quello che riguarda le specifiche dei componenti elettrici che per quello che riguarda le specifiche generali dell&#8217;impianto (numero minimo di linee, sistemi di protezione e predisposizioni).<\/p>\n\n\n\n<p>Il rifacimento dell&#8217;impianto elettrico richiede sempre l&#8217;esecuzione di <b>opere di muratura<\/b>, non fosse altro che per realizzare le tracce in cui inserire le nuove canaline in cui passeranno i cavi. E, dal punto di vista amministrativo, \u00e8 considerato un intervento di <strong>manutenzione straordinaria<\/strong>: infatti la legge di riferimento (il Testo Unico dell&#8217;edilizia, d.pr. 380\/2001) fa rientrare in questa categoria di intervento <em>&#8220;le opere e le modifiche necessarie [&#8230;] per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici&#8221;. <\/em><strong>Sostituendo un impianto elettrico stai realizzando un nuovo impianto<\/strong> quindi ci cadi in pieno, con tutti gli obblighi conseguenti (leggi questo articolo in cui ti spiego gli <a href=\"https:\/\/hausme.it\/blog\/permessi-per-ristrutturare-casa-guida-alle-pratiche\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">obblighi legati alle opere di manutenzione straordinaria<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Peculiarit\u00e0 della messa a norma di un impianto elettrico<\/h3>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/hausme.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/messa-a-norma-impianto-elettrico-esistente.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Quando parliamo di <strong>messa a norma dell&#8217;impianto elettrico<\/strong> stiamo facendo tutto un altro tipo di discorso: interveniamo su un impianto esistente <strong>sostituendo e integrando<\/strong> quegli elementi ormai vetusti che consentono di metterlo in sicurezza secondo i <strong>parametri minimi<\/strong> richiesti dalle leggi attuali.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando effettui una messa a norma alla fine ti ritrovi con il sostituire quasi tutto, per\u00f2 non cambi la posizione di prese e interruttori, non aumenti il numero di linee e non sostituisci i tubi all&#8217;interno del muro dentro cui passano i cavi (anzi&#8230;li riutilizzi).<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di lavori molto <strong>meno invasivi<\/strong> e sicuramente molto <strong>pi\u00f9 economici<\/strong> che, sempre secondo il Testo Unico dell&#8217;Edilizia, ricandono all&#8217;interno della <strong>manutenzione ordinaria<\/strong>, che appunto contempla: <em>&#8220;gli interventi edilizi [&#8230;] necessari ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Decidere per la semplice messa a norma dell&#8217;impianto elettrico, invece che per il totale rifacimento, da un lato significa:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>meno caos in casa durante i lavori di realizzazione<\/li>\n\n\n\n<li>la certezza di ottenere un impianto sicuro (se lo fai fare ad un professionista naturalmente!)<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Ma dall&#8217;altro comporta:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>non avere un impianto realmente adeguato alle esigenze di una casa moderna( cosa che potresti ottenere solo aumentando e spostando punti luce, prese, etc. e aumentando le linee)<\/li>\n\n\n\n<li>trovarsi con un impianto difficilmente espandibile se non con altri lavori che a quel punto si riveleranno essere invasivi<\/li>\n\n\n\n<li>rassegnarsi ad una durata inferiore dell&#8217;impianto perch\u00e8 le esigenze e richieste degli apparecchi elettrici stanno mutando e aumentando in continuazione mentre l&#8217;impianto sar\u00e0 dimensionato all&#8217;epoca della sua originaria realizzazione<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Gli unici motivi per cui dovresti scegliere la messa a norma invece del rifacimento<\/h3>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/hausme.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/messa-a-norma-impianto-elettrico-motivo.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><b>Perch\u00e8 scegliere la messa<\/b> a norma e non il rifacimento? Dal mio punto di vista i motivi sono solo due:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Minori disagi<\/li>\n\n\n\n<li>Costi nettamente pi\u00f9 bassi<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Naturalmente se stai<b> ristrutturando casa<\/b> la messa a norma non devi nemmeno prenderla in considerazione. Sei gi\u00e0 stato costretto ad andartene di casa, stai gi\u00e0 rompendo dappertutto&#8230;che senso avrebbe rattoppare un impianto vecchio per ritrovarti con qualcosa che alla fine non risponde alle tue reali esigenze?<\/p>\n\n\n\n<p>Se invece devi intervenire sull&#8217;impianto continuando ad abitare in casa o comunque con tempi brevissimi a disposizione allora la messa a norma \u00e8 probabilmente l&#8217;unica soluzione che hai a disposizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei prossimi paragrafi vedrai che la <b>messa a norma di un impianto elettrico esistente<\/b> ti consentir\u00e0 di ottenere comunque un impianto sicuro per\u00f2 approfondiremo alcuni aspetti essenziali che devi conoscere se decidi di realizzare questo tipo di intervento.<\/p>\n\n\n\n<p><b>ATTENZIONE: <\/b>per avere un totale adeguamento alle normative tecniche in vigore l&#8217;unica soluzione possibile \u00e8 il rifacimento dell&#8217;impianto elettrico.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I REALI PERICOLI DI UN IMPIANTO ELETTRICO OBSOLETO<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/hausme.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/messa-a-norma-impianto-elettrico-pericolo.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>I pericoli di vivere in una casa con un impianto elettrico obsoleto sono spesso sottovalutati dagli inquilini. Prima di parlarti approfonditamente della messa a norma dell&#8217;impianto elettrico voglio elencarti alcuni rischi a cui stai sottoponendo te e la tua famiglia ogni giorno che rimandi questo intervento.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">1. Rischio Folgorazione<\/h4>\n\n\n\n<p>Ok, te l&#8217;ho messa gi\u00f9 brutta ma \u00e8 la verit\u00e0: la folgorazione \u00e8 una delle morti domestiche (e non) pi\u00f9 frequenti. Ed \u00e8 causata quasi sempre da impianti elettrici non a norma.<\/p>\n\n\n\n<p>I motivi sono sostanzialmente due:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Mancanza di un impianto di messa a terra (contatti indiretti)<\/li>\n\n\n\n<li>Parti in tensione scoperte (contatti diretti)<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Se l&#8217;impianto elettrico di casa tua ha pi\u00f9 di trent&#8217;anni la possibilit\u00e0 che ci sia un impianto di messa a terra in casa \u00e8 realmente risibile. E allo stesso modo la probabilit\u00e0 che sia composto da componenti con parti in tensione di facile raggiungimento \u00e8 elevata.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Un&#8217;altra cosa da sottolineare \u00e8 l&#8217;alta probabilit\u00e0 che il condominio in cui si trova il tuo appartamento non abbia un impianto di messa a terra&#8230;in questo caso ti consiglio di sollecitare l&#8217;amministratore ad adeguarsi facendogli capire che se succede qualcosa ci va di mezzo lui per primo&#8230;<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">2. Incendio<\/h4>\n\n\n\n<p>Impianto non a norma = cavi sottodimensionati rispetto alle attuali esigenze e sistemi di protezione degli stessi (guaine plastiche), troppo sottili, <i>cotte<\/i> (bruciacchiate) o rotte.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre probabilmente non c&#8217;\u00e8 il cosiddetto <i>&#8220;salvavita&#8221; <\/i>(che per la cronaca \u00e8 il nome commerciale dato da un famoso produttore all&#8217;interruttore differenziale)<i>&nbsp;<\/i> oppure non \u00e8 abbastanza sensibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Il risultato di tutti questi componenti, in caso di molti apparecchi collegati ed elevata richiesta di corrente \u00e8: prima il surriscaldamento dei cavi, seguito dalla completa bruciatura delle guaine, cortocircuito e per finire il fuoco.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">3. Apparecchiature elettriche e elettroniche rovinate<\/h4>\n\n\n\n<p>Una caratteristica tipica degli impianti non a norma \u00e8 <b>non avere&nbsp; protezione dagli sbalzi di tensione <\/b>o da surriscaldamenti dovuti ad eccessiva richiesta di corrente (vedi sopra).<\/p>\n\n\n\n<p>Una statistica ci dice che il 70% dei guasti delle apparecchiature di casa \u00e8 causato da sovratensioni di natura atmosferica (un fulmine&#8230;) o causate dall&#8217;ente erogatore dell&#8217;energia, nei confronti di cui mancano le adeguate protezioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Il risultato in questo caso \u00e8 che magari casa tua non brucia, per\u00f2 salta il computer da mille euro, la televisione led da 60 pollici, il forno multifunzione ventilato, la lavatrice-asciugatrice da 6kg.<\/p>\n\n\n\n<p>Basta un solo colpo ben assestato che potresti dover buttare via migliaia di euro di apparecchiature elettroniche&#8230;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">QUANDO UN IMPIANTO ELETTRICO ESISTENTE \u00c8 CONSIDERATO A NORMA?<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/hausme.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/messa-a-norma-impianto-elettrico-riconoscerlo.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Prima di dare per spacciato il tuo vecchio impianto devi dare una risposta a questa domanda: <em>quando un impianto elettrico \u00e8 considerato a norma secondo la legge?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Infatti potresti avere un impianto non a norma ed essere convinto del contrario come avere un impianto a norma e domandarti se sia in regola o meno.<\/p>\n\n\n\n<p>Per rispondere a questa domanda dobbiamo ancora una volta fare riferimento alla legge, che in questo caso \u00e8 chiara. Per la precisione sono due le leggi:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Legge 46 del 13 Marzo 1990 &#8211; Norme per la sicurezza degli impianti (ne abbiamo gi\u00e0 parlato poco fa)<\/li>\n\n\n\n<li>D.M. 37 del 22 Gennaio 2008 &#8211; riordino delle disposizioni in materia di attivit\u00e0 di installazione degli impianti all&#8217;interno degli edifici<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>La prima, sebbene sia stata in gran parte abrogata proprio dal decreto 37\/2008,&nbsp; rappresenta il primo momento in cui in Italia sono state date delle regole precise su come dovevano essere realizzati gli impianti (non solo quelli elettrici ma tutti&#8230;).<\/p>\n\n\n\n<p>Per riassumerla la <b>legge 46\/1990<\/b> diceva che <i>tutti i nuovi impianti realizzati a partire da quel momento dovevano essere realizzati seguendo le norme tecniche UNI e soprattutto CEI<\/i>. Tali norme dicono esattamente le caratteristiche tecniche che devono avere gli impianti (p.e. tipologia e sezione di cavi, presenza di salvavita, numero minimo di linee, etc.) e vengono regolarmente aggiornate. Pertanto la CEI in vigore nel 1990 \u00e8 profondamente diversa da quella in vigore oggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo significa che <b>tutti gli impianti realizzati dal 1990 in poi sono a norma se realizzati seguendo le disposizioni tecniche in vigore nella norma CEI nella versione vigente al momento di realizzazione<\/b> (una piaga del settore purtroppo \u00e8 stato il realizzare per molti anni dall&#8217;entrata in vigore di questa legge impianti senza l&#8217;obbligatoria messa a terra&#8230;quindi non a norma).<\/p>\n\n\n\n<p>La legge 46\/1990 introduceva anche un altro obbligo legato all&#8217;installazione degli impianti elettrici: la produzione del <b>certificato di conformit\u00e0<\/b> da consegnare al committente.<\/p>\n\n\n\n<p>Tale obbligo per\u00f2 \u00e8 stato spesso disatteso principalmente per due motivi:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Nell&#8217;impianto non veniva realizzata la messa a terra e quindi non era certificabile<\/li>\n\n\n\n<li>Gli installatori non erano pronti (e spesso nemmeno abilitati) per produrre tale certificato<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Tale documento dovrebbe esistere in tre copie: quella del committente, quella dell&#8217;installatore e quella depositata presso il Comune. Non sono rari i casi in cui il committente l&#8217;ha perso, l&#8217;installatore non esiste pi\u00f9 e il Comune all&#8217;epoca non aveva un archivio per questo genere di pratiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche per ovviare a questi problemi nel 2008 \u00e8 stata promulgata la seconda legge di cui abbiamo parlato sopra: il <b>decreto ministeriale 37 del 2008<\/b>.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa legge \u00e8 quella attualmente in vigore e, in merito alle condizioni che sanciscono l&#8217;essere a norma o meno di un impianto, ci dice alcune cose importanti:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><b>Tutti gli impianti realizzati dal 1990 in poi sono automaticamente norma<\/b>, purch\u00e8 realizzati secondo la norma CEI in vigore all&#8217;epoca;<\/li>\n\n\n\n<li>Tutti gli impianti realizzati prima del 1990 sono <em>&#8220;adeguati (nda. a norma) se dotati di sezionamento e protezione contro le sovracorrenti posti all&#8217;origine dell&#8217;impianto, di protezione contro i contatti diretti, di protezione contro i contatti indiretti o protezione con interruttore differenziale avente corrente differenziale nominale non superiore a 30 mA&#8221;<\/em> (Articolo 6, comma 3);<\/li>\n\n\n\n<li>Tutti gli impianti realizzati dopo il 2008 devono OBBLIGATORIAMENTE essere dotati di <b>dichiarazione di conformit\u00e0 <\/b>(DiCo);<\/li>\n\n\n\n<li>Tutti gli <b>impianti precedenti al 2008<\/b>, ove non sia presente il certificato di conformit\u00e0, possono essere dotati di una <b><em>&#8220;dichiarazione di rispondenza&#8221;<\/em><\/b> (DiRi), redatta da un professionista che abbia specifici requisiti, (cfr. Articolo 7, comma 6) che in sostanza certifica che l&#8217;impianto risponde ai requisiti tecnici in vigore all&#8217;epoca di realizzazione dello stesso o che, nel caso di impianti realizzati prima del 1990, abbia i requisiti minimi che ti ho riportato al punto 2 di questo elenco.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p>Da ci\u00f2 emerge che ci sono <b>quattro casi distinti in cui l&#8217;impianto esistente pu\u00f2 essere condierato a norma:<\/b><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Impianto realizzato dopo il 2008 con obbligo di certificato di conformit\u00e0<\/li>\n\n\n\n<li>Impianto realizzato dopo il 1990 e dotato di certificato di conformit\u00e0<\/li>\n\n\n\n<li>Impianto realizzato dopo il 1990 e rispondente alle norme CEI dell&#8217;epoca, con<br>possibilit\u00e0 di certificarlo tramite dichiarazione di rispondenza<\/li>\n\n\n\n<li>Impianto realizzato prima del 1990 e rispondente ai requisiti che ti ho elencato al punto 2 dell&#8217;elenco precedente, con possibilit\u00e0 di certificarlo tramite dichiarazione di rispondenza<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><b>In tutti gli altri casi il tuo impianto per la legge non \u00e8 a norma.<\/b><\/p>\n\n\n\n<p><b>Attenzione ad un aspetto:<\/b> per impianti realizzati dopo il 2008 non \u00e8 pi\u00f9 possibile, in caso di mancata dichiarazione di conformit\u00e0, fare dichiarazioni di rispondenza. Questo \u00e8 un problema dal punto di vista della commerciabilit\u00e0 dell&#8217;immobile (vedi paragrafo precedente), per\u00f2 naturalmente non significa che il tuo impianto non sia a norma. Potrebbe comunque essere stato realizzato seguendo le normative in vigore e pertanto essere sicuro per te e la tua famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Detto di queste casistiche risulta chiaro che<b> il grosso problema <\/b>in merito alla messa a norma degli impianti esistenti <b>riguarda soprattutto gli impianti realizzati antecedentemente al 1990<\/b>, quando nella pratica non c&#8217;erano norme tecniche da seguire obbligatoriamente e quindi meno controllati (oltre che realizzati in un periodo in cui la tecnologia era pi\u00f9 arretrata rispetto ad adesso e in cui le richieste elettriche erano inferiori).<\/p>\n\n\n\n<p>Concentriamoci proprio su questi impianti e approfondiamo quali sono le caratteristiche minime che la legge stabilisce debbano avere per essere a norma.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">LE ARATTERISTICHE MINIME DI UN IMPIANTO ELETTRICO A NORMA<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/hausme.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/messa-a-norma-impianto-elettrico-caratteristiche-minime.jpg\" alt=\"caratteristiche di un impianto elettrico a norma\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Abbiamo detto che per il d.m. 37\/2008 in vigore un impianto realizzato prima del 1990 \u00e8 a norma se \u00e8 dotat<em>o<\/em> di<em>:<br><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8220;sezionamento e protezione contro le sovracorrenti posti all&#8217;origine dell&#8217;impianto, di protezione contro i contatti diretti, di protezione contro i contatti indiretti o protezione con interruttore differenziale avente corrente differenziale nominale non superiore a 30 mA&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Vediamo cosa vogliono dire uno per uno i termini utilizzati qui sopra dalla legge (ti ricordo che \u00e8 l&#8217;estratto dell&#8217;<i>articolo 6 comma 3 del d.m. 37\/2008<\/i>).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">1.Sezionamento<\/h3>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/hausme.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/messa-a-norma-impianto-elettrico-sezionamenti.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><b>Sezionamento<\/b> significa che l&#8217;impianto deve essere sezionato, cio\u00e8 diviso in pi\u00f9 linee. La norma CEI attualmente in vigore prevede vari livelli di sezionamento dell&#8217;impianto riferiti sia alla dimensione dell&#8217;immobile che al livello di evoluzione dell&#8217;impianto che si vuole realizzare.<\/p>\n\n\n\n<p>Diciamo che come minimo, perch\u00e8 il tuo vecchio impianto ante 1990 possa essere valutato a norma, sarebbe necessaria una linea prese e una linea luci.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sezionamento non \u00e8 uno sfizio per complicare le cose ma ha una ragione pratica: serve per fare in modo, in caso di guasti, di poter intervenire su una parte dell&#8217;impianto mentre il resto continua a funzionare.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">2.Protezione contro le sovracorrenti<\/h3>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/hausme.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/messa-a-norma-impianto-elettrico-protezione-sovracorrenti.jpg\" alt=\"messa a norma impianto elettrico protezione sovracorrenti\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Per sovracorrenti si intende <b>quando gli apparecchi collegati ad un impianto chiedono pi\u00f9 potenza di quella che l&#8217;impianto pu\u00f2 fornire<\/b>. In questi casi l&#8217;impianto va in sofferenza per sovraccarico elettrico, generalmente riscaldandosi, fino ad arrivare nei casi pi\u00f9 gravi ad un corto circuito.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo gi\u00e0 detto prima qual&#8217;\u00e8 una delle possibili conseguenze di un cortocircuito: fuoco&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Le protezioni contro le sovracorrenti sono degli <b>interruttori automatici (magnetotermici)<\/b> che, nel momento in cui avviene una richiesta di corrente maggiore di quanto ne pu\u00f2 fornire l&#8217;impianto, stacca la relativa sezione dell&#8217;impianto.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;interruttore magnetotermico si trova nel quadro elettrico (all&#8217;origine dell&#8217;impianto) e da esso partono le varie linee (i sezionamenti)<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">3.Protezione contro i contatti diretti<\/h3>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/hausme.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/messa-a-norma-impianto-elettrico-contatti-diretti.jpg\" alt=\"messa a norma impianto elettrico: contatti diretti\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>I contatti diretti sono abbastanza semplici da capire: avviene un contatto diretto tutte quelle volte che <b>una parte del corpo umano viene a contatto con un conduttore in cui sta passando corrente elettrica<\/b>. Questo purtroppo pu\u00f2 essere causa di morte&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>La protezione dai contatti diretti si ottiene, nel modo pi\u00f9 semplice, <b>rivestendo i conduttori<\/b> con delle guaine isolanti (come per i cavi) oppure impedendo tramite barriere fisiche il raggiungimento delle parti i tensione dell&#8217;impianto (ad esempio gli <i>&#8220;sportellini&#8221; <\/i>delle prese)<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">4.Protezione contro i contatti indiretti<\/h3>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/hausme.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/messa-anorma-impianto-elettrico-messa-a-terra.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>I contatti indiretti sono, in sostanza, i <b>contatti diretti imprevedibili<\/b>.<\/p>\n\n\n\n<p>Se, ad esempio, i conduttori dell&#8217;impianto sono protetti ma tale protezione \u00e8 deteriorta e ha lasciato scoperta una parte del conduttore, l&#8217;utente non pu\u00f2 saperlo e venire accidentalmente in contatto con esso: questo \u00e8 un contatto indiretto.<\/p>\n\n\n\n<p>Un caso frequente \u00e8 quando, a causa di un elemento deteriorato dell&#8217;impianto, un elettrodomestico (come la lavastoiglie) si carica di un potenziale elettrico. Toccare questo dispositivo significa avere un contatto indiretto.<\/p>\n\n\n\n<p>Per proteggersi da questo tipo di contatti il sistema ormai consoldiato \u00e8 l&#8217;<b>impianto di messa a terra. <\/b>Oggettivamente trovarne uno in impianti di oltre 30 anni \u00e8 qualcosa di realmente raro&#8230;<b><br><\/b><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">5.Interruttore differenziale avente corrente differenziale nominale non superiore a 30 mA<\/h3>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/hausme.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/mesa-a-norma-impianto-elettrico-differenziale.jpg\" alt=\"messa a norma impianto elettrico: interruttore differenziale\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>In questo caso la legge fornisce una <b>soluzione alternativa all&#8217;impianto di messa a terra<\/b> quando questo non pu\u00f2 essere realizzato.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo gi\u00e0 detto che non \u00e8 rara la situazione in cui, in condomini molto vecchi (30-40 anni), l&#8217;impianto di messa a terra condominiale a cui dovresti allacciare il tuo non sia presente.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo caso un interruttore differenziale (che stacca l&#8217;impianto quando percepisce un differenziale di corrente), se molto sensibile, pu\u00f2 ovviare a tale problema. Infatti prima di avere conseguenze nefaste un contatto indiretto pu\u00f2 durare 0,17 secondi. Un interruttore differenziale inferiore a 30mA dovrebbe essere abbastanza sensibile da riuscire a scattare in tempo in caso di contatto indiretto.<\/p>\n\n\n\n<p><b>Nota bene: <\/b>ho scritto dovrebbe! La soluzione consigliata \u00e8 sempre avere sia l&#8217;impianto di messa a terra che un interruttore differenziale a monte dell&#8217;impianto.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">COME SI METTE A NORMA UN IMPIANTO ELETTRICO<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/hausme.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/come-si-mette-a-norma-impianto-elettrico.jpg\" alt=\"messa a norma impianto elettrico\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><b>Se nel tuo impianto manca anche solo uno degli elementi che abbiamo visto qui sopra non \u00e8 a norma!<\/b><\/p>\n\n\n\n<p>La realt\u00e0 dei fatti \u00e8 che quasi sempre quando manca una delle condizioni qui sopra mancano anche le altre perch\u00e8 l&#8217;impianto \u00e8 cos\u00ec vecchio che quando \u00e8 stato eseguito non esistevano proprio (o non erano ancora diffuse) le tecnologie minime di sicurezza attualmente diffuse.<\/p>\n\n\n\n<p>Naturalmente <b>mettere a norma un impianto significa rispettare le prescrizioni in vigore adesso<\/b>, non quelle dell&#8217;epoca in cui l&#8217;impianto \u00e8 stato realizzato&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni interventi di messa a norma raramente sono problematici, mentre altri costituiscono dei veri e propri grattacapi in alcuni casi irrisolvibili se non con la totale sostituzione dell&#8217;impianto (rientrando quindi nel <a href=\"https:\/\/hausme.it\/blog\/rifacimento-impianto-elettrico-guida-completa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rifacimento dell&#8217;impianto elettrico<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>Approfondiamo quali sono le opere che vengono eseguite solitamente nella <b>messa a norma dell&#8217;impianto elettrico<\/b>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le parti che verranno sostituite nella messa a norma di un impianto elettrico esistente<\/h3>\n\n\n\n<p>Abbiamo capito che la <b>messa a norma dell&#8217;impianto elettrico<\/b> in pratica si traduce quasi sempre nella <b>sostituzione di tutti i componenti <\/b>che lo compongono&#8230;l&#8217;unica cosa che rimane invariata \u00e8 il sistema distributivo formato dalle canaline che si trovano dentro il muro e i punti in cui sono posizionati il quadro elettrico e i terminali (punti presa, luce, etc.).<\/p>\n\n\n\n<p>Facendo un <b>paragone con il corpo umano<\/b> la messa a norma dell&#8217;impianto elettrico corrisponde alla sostituzione degli organi e a una trasfusione totale di sangue, lasciando il resto del corpo e il sistema di arterie e vene invariato: rimani sempre tu ma con un sistema meso a nuovo!<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi le parti dell&#8217;impianto elettrico che verranno cambiate sono:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Quadro elettrico<\/li>\n\n\n\n<li>Cavi<\/li>\n\n\n\n<li>Punti di consegna<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Analizziamoli molto velocemente.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Quadro elettrico<\/h4>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/hausme.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/messa-a-norma-impianto-elettrico-centralino.jpg\" alt=\"messa a norma impianto elettrico quadro elettrico\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Spesso la soluzione pi\u00f9 pratica \u00e8 buttare il vecchio quadro elettrico e sostituirlo con uno nuovo.<\/p>\n\n\n\n<p>In alternativa, se l&#8217;impianto \u00e8 stato realizzato nella seconda met\u00e0 degli anni ottanta quando gi\u00e0 si usavano standard dimensionali simili agli attuali, si pu\u00f2 sostituire solo tutti gli interruttori che ne fanno parte&#8230;a patto di garantire almeno il 15% di spazio libero all&#8217;interno del quadro per futuri ampliamenti (esplicita richiesta della norma CEI)<\/p>\n\n\n\n<p>Dentro un quadro elettrico troverai sostanzialmente tre cose:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>l\u2019<strong>interruttore generale<\/strong>, che permette di staccare la corrente a tutto l&#8217;impianto;<\/li>\n\n\n\n<li>almeno due <strong>interruttori differenziali <\/strong>(in sostanza il salvavita). Questo interruttore si trova tra l&#8217;interruttore generale e le sezioni dell&#8217;impianto (le linee). Interviene in caso di contatti diretti e indiretti;<\/li>\n\n\n\n<li>gli <strong>interruttori magnetotermici<\/strong>, che si trovano tra il differenziale e le linee di servizio alla casa (i sezionamenti). Questi interruttori intervengono in caso di sovracorrenti o cortocircuiti.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Naturalmente tutti questi elementi si trovano all&#8217;intero di un contenitore, solitamente in materiale plastico, adeguatamente isolato e chiuso, spesso incassato nel muro.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Cavi<\/h4>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/hausme.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/messa-a-norma-impianto-elettrico-cavi.jpg\" alt=\"messa a norma impianto elettrico cavi\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Parlando di cavi dobbiamo parlare anche del numero di linee. Questo rappresenta spesso la parte pi\u00f9 ostica della messa a norma dell&#8217;impianto elettrico.<\/p>\n\n\n\n<p>La norma CEI prevede che un impianto a norma per un appartamento di 76-125mq debba averealmeno 4 linee che partono dal quadro elettrico (collegate ognuna ad un magnetotermico).<\/p>\n\n\n\n<p>Tali linee devono essere realizzate con un sistema &#8220;sfilabile&#8221;, cio\u00e8 con un tubo plastico di tipo corrugato leggero (un tubo con delle nervature) all&#8217;interno del quale devono essere infilati i cavi elettrici.<\/p>\n\n\n\n<p>Tale sistema \u00e8 diffuso ormai da decenni e anche in vecchi impianti \u00e8 possibile trovarlo comunemente. Per\u00f2 il fatto \u00e8 che una volta si usavano tubi con diametri nettamente inferiori in cui i nuovi cavi riescono a passare con difficolt\u00e0 (tra l&#8217;altro la legge impone che almeno il 30% di ogni corrugato sia libero per eventuali futuri integrazioni dell&#8217;impianto).<\/p>\n\n\n\n<p>In questo caso adeguarsi alle prescrizioni diventa complicato a meno di procedere ad un totale rifacimento dell&#8217;impianto elettrico, e non \u00e8 raro che la messa a norma dell&#8217;impianto in questi aspetti &#8220;deroghi&#8221; dalle prescrizioni&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio in merito ai cavi c&#8217;\u00e8 da evidenziare che ogni aggiornamento della norma CEI prevede cavi con sezioni sempre maggiori a causa delle maggiori richieste di corrente delle case moderne. Inoltre, rispetto ai vecchi cavi, ora ogni cavo \u00e8 composto da tre conduttori distinti: fase, neutro e messa a terra, mentre prima quest&#8217;ultima non era presente.<\/p>\n\n\n\n<p>Non posso dirti precisamente la sezione dei cavi necessari in casa tua perch\u00e8 devono essere dimensionati in base alla potenza richiesta dall&#8217;impianto, alla lunghezza, alla dimensione della casa&#8230;Solitamente un impianto di 3kw ha i cavi delle dorsali di sezione 4mmq e i cavi che forniscono corrente ai punti di consegna di sezione 2,5mmq (naturalmente i primi sono pi\u00f9 &#8220;spessi&#8221; perch\u00e8 devono trasportare pi\u00f9 corrente elettrica).<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Punti di Consegna<\/h4>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/hausme.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/messa-a-norma-impianto-elettrico-placche.jpg\" alt=\"messa a norma impianti elettrico placche\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Nei punti di consegna della corrente elettrica possiamo trovare o un apparecchio illuminante, e allora il collegamento elettrico avviene direttamente tra questo e il cavo che vi arriva, oppure un servizio (prese, interruttori, etc.) e in questo caso sono necessari pi\u00f9 elementi:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Una cassetta murata<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>I Frutti<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Le Placche<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Questi, in particolare gli ultimi due, sono elementi sia tecnici che estetici. E i produttori di sistemi elettrici forniscono sempre vari sistemi completi che devono essere in qualche modo coordinati per poter funzionare.<\/p>\n\n\n\n<p>In sostanza ogni produttore ha varie linee di prodotti per cui sono previste specifiche cassette in cui devono essere installate specifici frutti su cui possono essere posizionate specifiche placche.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal punto di vista tecnico ed estetico il&nbsp;<b>sistema frutto-placca&nbsp;<\/b>ha avuto un\u2019evoluzione importante negli ultimi anni, soprattutto da quando c\u2019\u00e8 stato l\u2019avvento della domotica, arrivando in alcuni casi a prevedere dei sistemi con&nbsp;placche luce&nbsp;in cui vi \u00e8 una ricerca spinta di integrazione estetica tra la placca e l\u2019interruttore, che non \u00e8 pi\u00f9 solo un frutto con una finitura predefinita, ma un elemento tecnico a cui \u00e8 possibile abbinare svariate funzioni (nel caso di impianto domotico) e per il quale \u00e8 possibile scegliere una cover da abbinare al resto della placca. Per darti un&#8217;idea l\u2019esempio pi\u00f9 diffuso in Italia per questo sistema di placche luce \u00e8 sicuramente <a href=\"https:\/\/www.bticino.it\/placche-elettriche\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">bticino<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra l&#8217;altro <b>\u00e8 ormai possibile rendere domotico anche un impianto semplicemente messo a norma<\/b> e non rifatto da capo, grazie alla tecnologia wifi che consente di connettere tutti gli elementi di un impianto alle centraline di controllo situate nel quadro elettrico senza il bisogno di passare altri cavi (chilometri di cavi&#8230;), cosa che fino a poco tempo fa rendeva impossibile un intervento del genere.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">SEI OBBLIGATO A METTERE A NORMA IL TUO IMPIANTO? COSA DICE A LEGGE&#8230;<\/h2>\n\n\n\n<p>La domanda che da il titolo a questo paragrafo \u00e8 una delle classiche domande che tecnici\/imprese\/elettricisti si sentono porre mille volte.<\/p>\n\n\n\n<p>In teoria, leggendo le varie leggi che si sono susseguite negli anni, <b>tutti gli impianti elettrici installati nelle case italiane <i>dovrebbero<\/i> obbligatoriamente gi\u00e0 essere a norma<\/b>.<\/p>\n\n\n\n<p>In particolare lo sancisce la gi\u00e0 citata legge n. 46 del 13 Marzo 1990,&nbsp; Norme per la sicurezza degli impianti.<\/p>\n\n\n\n<p>Tale legge, attualmente quasi completamente abrogata, stabiliva due principi:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>tutti gli impianti realizzati a partire dalla sua entrata in vigore dovevano obbligatoriamente essere realizzati secondo le norme tecniche (UNI e CEI) ed essere dotati di certificato di conformit\u00e0 alla loro conclusione<\/li>\n\n\n\n<li>tutti gli impianti esistenti dovevano essere adeguati alle medesime norme (prevedendo come minimo un impianto di messa a terra e un interruttore differenziale) entro tre anni dall&#8217;entrata in vigore della legge<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p>Naturalmente entrambi gli obblighi sono stati totalmente disattesi&#8230;e, come abbiamo detto nell&#8217;introduzione, 12 milioni di abitazioni hanno l&#8217;impianto elettrico non a norma.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora la legge in vigore \u00e8 cambiato, esiste il D.M. 37 del 2008 che, seppur <b>abbia tolto formalmente <\/b>l&#8217;obbligo di adeguare gli impianti esistenti alle norme, lo ha reinserito in altri modi. Infatti all&#8217;articolo 8 comma 2 ci dice che:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>\u00abIl proprietario dell&#8217;impianto adotta le misure necessarie per conservarne le caratteristiche di sicurezza previste dalla normativa vigente in materia\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Quindi tu, in qualit\u00e0 di proprietario, devi fare in modo che il tuo impianto sia sicuro secondo le prescrizioni dalla legge&#8230;in sostanza <b>deve essere a norma<\/b>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non \u00e8 tutto, infatti ci sono altri aspetti interessanti da evidenziare: ad esempio, sempre nello stesso articolo, si dice chiaramente che in caso di allaccio di nuova fornitura elettrica devi consegnare il certificato di conformit\u00e0 entro 30 giorni, altrimenti<b> il fornitore ti deve tagliare la linea<\/b>.<\/p>\n\n\n\n<p>E infine all&#8217;articolo 9 leggiamo:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>\u00abIl certificato di agibilit\u00e0 \u00e8 rilasciato dalle autorit\u00e0 competenti previa acquisizione della dichiarazione di conformit\u00e0 di cui all&#8217;articolo 7, nonch\u00e9 del certificato di collaudo degli impianti installati, ove previsto dalle norme vigenti.\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Io la leggo cos\u00ec: <b>se l&#8217;impianto elettrico di casa tua non \u00e8<\/b> <b>a norma&#8230;casa tua non \u00e8 agibile<\/b>.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo averti terrorizzato vorrei tranquillizzarti: difficilmente verr\u00e0 qualcuno a contestarti il fatto che il tuo impianto elettrico non sia a norma&#8230;nella pratica non rischi nulla (a livello amministrativo) nel continuare a stare in una casa con un impianto non a norma. Per\u00f2 sappi che, almeno in teoria, per continuare a vivere in casa a norma di legge dovresti provvedere ad adeguarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono per\u00f2 altri due casi che vorrei analizzare velocemente: la locazione e la compravendita di immobili.<\/p>\n\n\n\n<p><i>Cosa succede se la casa che affitti non ha l&#8217;impianto a norma? E cosa succede se la casa che vendo non ha l&#8217;impianto a norma?<\/i><\/p>\n\n\n\n<p>La legge, come sempre in Italia, non \u00e8 molto chiara e le interpretazioni possibili sono infinite. Per\u00f2 qualche paletto fermo lo possiamo dare.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Affittare un appartamento: devo fare la messa a norma dell&#8217;impianto elettrico?<\/h4>\n\n\n\n<p>Quando affitti un immobile ne continui ad essere il proprietario, quindi hai comunque tutti gli obblighi ad esso connessi, tra cui, abbiamo visto, avere un impianto elettrico a norma.<\/p>\n\n\n\n<p><b>Non sei obbligato a fornire al locatario i certificati di conformit\u00e0<\/b> e, nella prassi, ti \u00e8 data anche la facolt\u00e0 di inserire nel contratto di locazione delle dichiarazioni relative all&#8217;eventuale non adeguamento alla norma dell&#8217;impianto elettrico esistente. Naturalmente, firmando il contratto, il locatario accetta queste condizioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2, se l&#8217;impianto non \u00e8 a norma e non viene espressamente dichiarato nel contratto, questo fatto rientra tra i cosiddetti <i>&#8220;vizi occulti&#8221;<\/i> della casa. Infatti, anche se l&#8217;inquilino dichiara di aver preso visione dell&#8217;immobile e di accettarlo com&#8217;\u00e8, gli impianti rientrano tra quelle cose non sono (completamente) ispezionabili e comunque per la cui valutazione \u00e8 necessario un tecnico esperto. Quindi, nel caso in cui l&#8217;inquilino se ne accorgesse dopo la firma del contratto pu\u00f2 chiedere la risoluzione dello stesso o decurtarti il canone di affitto (cosa che per\u00f2 pu\u00f2 essere fatta solo con la sentenza di un giudice).<\/p>\n\n\n\n<p>Detto ci\u00f2, anche nel caso in cui un inquilino accettasse un impianto non a norma, <b>tu rimani comunque responsabile<\/b>: se l&#8217;inquilino (o qualcun altro) rimane folgorato durante l&#8217;uso dell&#8217;impianto elettrico tu sei considerato responsabile (ci sono varie sentenze in merito).<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro caso possibile \u00e8 che tu dichiari che gli impianti sono a norma e, durante la conduzione, l&#8217;inquilino scopre che non lo sono. In questo caso <b>sei obbligato a metterli a norma<\/b>. Anche in questo caso pu\u00f2 essere richiesta dall&#8217;inquilino la risoluzione del contratto per grave inadempimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, in quanto locatore, anche se non sei formalmente obbligato a dare un appartamento con impianto a norma lo sei nei fatti (almeno ti conviene).<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Vendere un appartamento: l&#8217;impianto elettrico deve essere a norma?<\/h4>\n\n\n\n<p>Se devi vendere una vecchia casa con un impianto elettrico obsoleto ci sono buone notize per te: <b>puoi farlo tranquillamente<\/b> senza dare un impianto elettrico a norma.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2 devi fare attenzione ad una cosa: \u00e8 necessario <b>dichiararlo <\/b>nell&#8217;atto di compravendita, altrimenti l&#8217;acquirente potrebbe richiedere l&#8217;annullamento del contratto o la riduzione del suo importo per diminuzione del valore del bene venduto.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">LA MESSA A NORMA DELL&#8217;IMPIANTO ELETTRICO IN TRE PUNTI<\/h2>\n\n\n\n<p>Anche questo articolo \u00e8 stato lungo, ma abbiamo visto che l&#8217;argomento della messa a norma dell&#8217;impianto elettrico non \u00e8 n\u00e8 semplice n\u00e8 banale, soprattutto a livello legislativo.<\/p>\n\n\n\n<p>Concludiamo con i tre punti essenziali che devi rispettare nel valutare e (eventualmente) mettere a norma il tuo impianto elettrico:<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">PUNTO 1: chiedi il sopralluogo di un professionista<\/h3>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/hausme.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/messa-a-norma-impianto-elettrico-ispezione-tecnico.jpg\" alt=\"messa a norma impianto elettrico: sopralluogo del tecnico\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Se non hai Dichiarazione di Conformit\u00e0 dell&#8217;impianto chiama un tecnico specializzato ed abilitato (anche un elettricista&#8230;purch\u00e8 in regola!) e fagli fare un&#8217;analisi approfondita del tuo impianto. Dopo questa analisi devi chiedergli due cose:<\/p>\n\n\n\n<p><b>1 &#8211; <\/b>Se l&#8217;impianto \u00e8 a norma secondo le norme in vigore all&#8217;epoca in cui \u00e8 stato realizzato (se realizzato prima del 1990 vai a rileggerti quali sono i requisiti) e in caso affermativo chiedigli una <b>dichiarazione di rispondenza <i>(DiRi)<\/i> <\/b>[Naturalmente questo servizio si paga&#8230;]<\/p>\n\n\n\n<p>PS: ricordati che se il tuo impianto \u00e8 stato realizzato dopo il 2008 non puoi chiedere DiRi&#8230;come si dice in gergo&#8230;ti attacchi&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p><b>2 &#8211; <\/b>A prescindere dall&#8217;essere a norma o meno secondo le leggi <b>chiedigli se \u00e8 sicuro<\/b>. Nel caso in cui ti dica che non lo \u00e8 devi farlo mettere in sicurezza.. [Cerca di rivolgerti ad una persona di fiducia&#8230;potresti trovare chi ti racconta frottole solo per fare un lavoro in pi\u00f9&#8230;]<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">PUNTO 2: chiedi i costi di messa a norma e di rifacimento<\/h3>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/hausme.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/messa-a-norma-impianto-elettrico-costi.jpg\" alt=\"costi messa a norma impianto elettrico\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel caso in cui siano necessari interventi sull&#8217;impianto fatti spiegare bene pro e contro della messa a norma e del rifacimento totale (naturalmente in relazione al tuo specifico caso e alle tue esigenze) e <b>richiedi un preventivo<\/b> per entrambe le operazioni in modo da poter scegliere con consapevolezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel preventivo chiedi che ti vengano indicate marche e modelli dei sistemi che verranno installati&#8230;\u00e8 importante per fare anche una valutazione estetica e di eventuale implementazione della domotica.<\/p>\n\n\n\n<p>PS: ricordati che il rifacimento totale richiederebbe una CILA&#8230;ti conviene adempiere perch\u00e8 cos\u00ec l&#8217;intervento diventa detraibile&#8230;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">PUNTO 3: pretendi la dichiarazione di conformit\u00e0<\/h3>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/hausme.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/messa-a-norma-impianto-elettrico-dichiarazione-conformita.jpg\" alt=\"dichairazione di conformit\u00e0 nella messa a norma dell'impianto elettrico\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Chiariscilo subito con l&#8217;installatore: alla fine dell&#8217;installazione deve consegnarti la Dichiarazione di Conformit\u00e0 dell&#8217;impianto comprensiva di tutti gli elaborati obbligatori per legge.<\/p>\n\n\n\n<p>In giro ci sono molti installatori non abilitati e che quindi non possono produrre dichiarazioni di conformit\u00e0 e spesso tali dichiarazioni vengono prodotte &#8220;monche&#8221;, mancano i progetti e gli schemi che l&#8217;esecutore deve allegare obbligatoriamente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le statistiche sullo stato di sicurezza degli impianti elettrici in Italia non sono rassicuranti. Le abitazioni con impianti elettrici non a norma sono 12 milioni e ogni anno vi sono oltre 45.000 incidenti domestici, tra cui anche incidenti mortali. Quindi la messa a norma dell&#8217;impianto elettrico \u00e8 un tema quanto mai spinoso ed attuale&#8230;a cui dovresti essere molto sensibile. Attenzione: ti sto parlando di semplice messa a norma di un impianto elettrico che differisce in modo sostanziale dal rifacimento dell&#8217;impianto elettrico. Questa distinzione pu\u00f2 sembrare una sottigliezza di termini in quanto il risultato di entrambi gli interventi \u00e8 un impianto sicuro e a norma, ma in realt\u00e0 non lo \u00e8. Sia dal punto di vista delle opere reali che verranno eseguite e sia delle incombenze amministrative e burocratiche differiscono sotto alcuni aspetti sostanziali, aspetti che sicuramente in questo momento ti sfuggono perch\u00e8, come \u00e8 normale che sia. Qualche tempo fa ho scritto un articolo sul rifacimento dell&#8217;impianto elettrico, oggi invece parliamo di messa a norma dell&#8217;impianto elettrico. LA DIFFERENZA TRA RIFACIMENTO E MESSA A NORMA DELL&#8217;IMPIANTO ELETTRICO Prima di addentrarci nell&#8217;argomento di questo articolo ritengo importante partire proprio con il chiarire la differenza tra mettere a norma e rifare un impianto. Infatti se \u00e8 vero che il punto di partenza \u00e8 lo stesso, cio\u00e8 un impianto obsoleto e, come abbiamo visto nel paragrafo precedente, poco sicuro, il risultato \u00e8 molto diverso. Puoi considerare la messa a norma come il minimo sindacale per stare tranquillo in casa e il totale rifacimento come il pieno rispetto delle leggi. Peculiarit\u00e0 del rifacimento di un impianto elettrico Quando parliamo di rifacimento dell&#8217;impianto elettrico stiamo parlando di una vera e propria sostituzione totale con tutto ci\u00f2 che ne consegue: 1. Rimuovere totalmente tutto ci\u00f2 che attualmente compone l&#8217;impianto elettrico: si parte dal quadro elettrico, si continua con le dorsali (le linee che partono dal quadro elettrico e si diramano nella casa), con le cassette di derivazione, con i tubi che arrivano fino ai punti di servizio, i cavi elettrici, i frutti e le placchette. 2. Rifare tutti gli elementi che abbiamo appena elencato riprogettando ex-novo l&#8217;impianto in base alle nuove esigenze, sia in relazione alla posizione che al numero di punti di servizio (prese, interruttori, etc.), e soprattutto adeguandosi totalmente alla norma tecnica attualmente in vigore, la CEI 64-8, sia per quello che riguarda le specifiche dei componenti elettrici che per quello che riguarda le specifiche generali dell&#8217;impianto (numero minimo di linee, sistemi di protezione e predisposizioni). Il rifacimento dell&#8217;impianto elettrico richiede sempre l&#8217;esecuzione di opere di muratura, non fosse altro che per realizzare le tracce in cui inserire le nuove canaline in cui passeranno i cavi. E, dal punto di vista amministrativo, \u00e8 considerato un intervento di manutenzione straordinaria: infatti la legge di riferimento (il Testo Unico dell&#8217;edilizia, d.pr. 380\/2001) fa rientrare in questa categoria di intervento &#8220;le opere e le modifiche necessarie [&#8230;] per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici&#8221;. Sostituendo un impianto elettrico stai realizzando un nuovo impianto quindi ci cadi in pieno, con tutti gli obblighi conseguenti (leggi questo articolo in cui ti spiego gli obblighi legati alle opere di manutenzione straordinaria). Peculiarit\u00e0 della messa a norma di un impianto elettrico Quando parliamo di messa a norma dell&#8217;impianto elettrico stiamo facendo tutto un altro tipo di discorso: interveniamo su un impianto esistente sostituendo e integrando quegli elementi ormai vetusti che consentono di metterlo in sicurezza secondo i parametri minimi richiesti dalle leggi attuali. Quando effettui una messa a norma alla fine ti ritrovi con il sostituire quasi tutto, per\u00f2 non cambi la posizione di prese e interruttori, non aumenti il numero di linee e non sostituisci i tubi all&#8217;interno del muro dentro cui passano i cavi (anzi&#8230;li riutilizzi). Si tratta di lavori molto meno invasivi e sicuramente molto pi\u00f9 economici che, sempre secondo il Testo Unico dell&#8217;Edilizia, ricandono all&#8217;interno della manutenzione ordinaria, che appunto contempla: &#8220;gli interventi edilizi [&#8230;] necessari ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti&#8221;. Decidere per la semplice messa a norma dell&#8217;impianto elettrico, invece che per il totale rifacimento, da un lato significa: Ma dall&#8217;altro comporta: Gli unici motivi per cui dovresti scegliere la messa a norma invece del rifacimento Perch\u00e8 scegliere la messa a norma e non il rifacimento? Dal mio punto di vista i motivi sono solo due: Naturalmente se stai ristrutturando casa la messa a norma non devi nemmeno prenderla in considerazione. Sei gi\u00e0 stato costretto ad andartene di casa, stai gi\u00e0 rompendo dappertutto&#8230;che senso avrebbe rattoppare un impianto vecchio per ritrovarti con qualcosa che alla fine non risponde alle tue reali esigenze? Se invece devi intervenire sull&#8217;impianto continuando ad abitare in casa o comunque con tempi brevissimi a disposizione allora la messa a norma \u00e8 probabilmente l&#8217;unica soluzione che hai a disposizione. Nei prossimi paragrafi vedrai che la messa a norma di un impianto elettrico esistente ti consentir\u00e0 di ottenere comunque un impianto sicuro per\u00f2 approfondiremo alcuni aspetti essenziali che devi conoscere se decidi di realizzare questo tipo di intervento. ATTENZIONE: per avere un totale adeguamento alle normative tecniche in vigore l&#8217;unica soluzione possibile \u00e8 il rifacimento dell&#8217;impianto elettrico. I REALI PERICOLI DI UN IMPIANTO ELETTRICO OBSOLETO I pericoli di vivere in una casa con un impianto elettrico obsoleto sono spesso sottovalutati dagli inquilini. Prima di parlarti approfonditamente della messa a norma dell&#8217;impianto elettrico voglio elencarti alcuni rischi a cui stai sottoponendo te e la tua famiglia ogni giorno che rimandi questo intervento. 1. Rischio Folgorazione Ok, te l&#8217;ho messa gi\u00f9 brutta ma \u00e8 la verit\u00e0: la folgorazione \u00e8 una delle morti domestiche (e non) pi\u00f9 frequenti. Ed \u00e8 causata quasi sempre da impianti elettrici non a norma. I motivi sono sostanzialmente due: Se l&#8217;impianto elettrico di casa tua ha pi\u00f9 di trent&#8217;anni la possibilit\u00e0 che ci sia un impianto di messa a terra in casa \u00e8 realmente risibile. E allo stesso modo la probabilit\u00e0 che sia composto da componenti con parti in tensione di facile raggiungimento \u00e8 elevata. Un&#8217;altra cosa da sottolineare \u00e8 l&#8217;alta probabilit\u00e0 che il<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3197,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[16,155,12],"tags":[223,117,224],"class_list":["post-3073","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-burocrazia","category-impianti","category-prima","tag-adeguamento-impianto-elettrico","tag-impianto-elettrico","tag-messa-a-norma-impianto-elettrico"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.5 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Messa a norma impianto elettrico: scopri se puoi farlo e come farlo - Hausme Blog<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Scopri quali sono i requisiti minimi di legge di un impianto elettrico a norma, quali lavori dovrai far eseguire e perch\u00e8 un impianto messo a norma non sar\u00e0 mai come un impianto rifatto...\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/hausme.it\/blog\/messa-a-norma-impianto-elettrico\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_US\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Messa a norma impianto elettrico: scopri se puoi farlo e come farlo - 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