Valvole termostatiche: impara a fare la scelta giusta

Le valvole termostatiche sono spesso viste come una soluzione magica per ridurre i consumi energetici, ma non è tutto oro quello che luccica. In questo articolo esploriamo il mondo delle valvole termostatiche: pregi, difetti, e obblighi legali. Ti fornirò una visione completa, essenziale se stai valutando l’installazione in un impianto di riscaldamento a termosifoni o ne hai uno esistente.
Come progettare la zona lavabo del tuo bagno nel modo corretto

Il bagno è uno degli ambienti in cui ci sono più regole da rispettare se vuoi che funzioni. Non ti sto parlando di leggi da seguire (quelle sono comunque in abbondanza…) ma di accorgimenti pratici che, se non rispettati, ti consegneranno un bagno inutilizzabile. E al suo interno la zona lavabo costituisce un piccolo universo da curare maniacalmente e con precisione, perchè è la zona in cui passerai più tempo. In questo articolo ti farò vedere quali sono alcuni degli accorgimenti per la zona lavabo che spesso i tecnici tralasciano di applicare e che potrebbero farti odiare il tuo nuovo bagno. Ho scritto molti articoli sul bagno, qui puoi trovare la mega guida completa in cui ti spiego in cosa consiste realmente la ristrutturazione del bagno e cosa devi fare per non sbagliare. Però in quella guida non approfondisco l’analisi di tutte le zone del bagno e di come dovrebbero essere organizzate. Invece nell’articolo che stai leggendo adesso farò proprio questo per la zona lavabo. In particolare approfondiremo due aspetti: Qui troverai delle informazioni che per gli addetti ai lavori spesso sono automatiche ma che raramente vengono comunicate a dei clienti che, come è normale che sia, non sono esperti del settore e quindi si arrovellano tra mille dubbi. TUTTI GLI ELEMENTI CHE COMPONGONO LA ZONA LAVABO La zona lavabo chiaramente non si compone del solo lavabo. Il lavandino, che sicuramente è il centro di tutto, è comunque solo uno dei molti elementi di cui dovrai preoccuparti: Sono tutti fondamentali e devono essere pensati come fossero un unico grande elemento. Il lavabo e il mobile sottolavabo Stiamo naturalmente parlando dell’elemento centrale non solo di questa parte del bagno ma di tutto il bagno. Da ormai molti anni i vecchi lavabi a colonna sono stati sostituiti, nelle preferenze dei proprietari, da lavabi integrati con i cosiddetti mobili sottolavabo. In realtà parlare genericamente di lavabi e mobili sottolavabo è riduttivo perchè le varianti in commercio sono realmente infinite. Però è possibile individuare quelle principali tra cui poter scegliere. Nella tabella qui sotto te le elenco: I lavabi Lavandino sospeso Si tratta del classico lavandino che è satato sempre installato nei bagni delle case per decenni. Solo che probabilmente tu l’hai sempre visto nella versione qui sotto…cioè il …Lavandino a colonna E’ un lavandino sospeso a cui è stata aggiunta una colonna sotto con duplice funzione: da un lato regge parte del peso del lavandino e dall’altro nasconde il sifone Lavandino a semicolonna Si tratta sempre di un lavandino sospeso a cui è stata aggiunta la cosiddetta “semicolonna”, cioè un elemento alto quanto il sifone che ha lo scopo di nasconderlo. Questa soluzione viene adottata quando si preferice non acquistare un sifone di design (più costoso) e quindi risulta necessario nasconderlo. Lavandino da appoggio Qui cominciamo ad entrare nelle soluzioni di design che si sono diffuse negli ultimi anni. Il lavandino da appoggi non è altro che una ciotola, che può avere varie forme, che viene appoggiata su un piano sottostante. Lavandino da incasso In questo caso il lavandino scompare all’interno di un mobile (in cui appunto viene incassato) C’è da evidenziare un aspetto relativamente ai materiali con cui vengono realizzati i lavabi: fino a pochi anni fa erano tutti immancabilmente realizzati in ceramica, ora invece ci sono molte più alternative in commercio, solitamente vengono dedicate ai lavabi di design. In particolare negli ultimi anni si stanno diffondendo materiali quali il Corian, un materiale composito formato sostanzialmente da resina e alluminio, con i suoi emuli che hanno semplicemente un nome commerciale differente (corian è un marchio registrato). Oppure il gres porcellanato, lo stesso con cui vengono realizzati i pavimenti. Quest ultimo materiale, grazie alle varianti di finiture che permette di ottenere, è molto utilizzato per realizzare lavandini integrati coi mobili sottolavabi, creando una totale continuità tra i top e la vasca del lavandino. I mobili sottolavabo Piano di appoggio In questo caso stiamo parlando di un semplice “mensolone”, quindi completamente libero sotto, su cui il lavabo può essere appoggiato oppure incassato. Mobile sottolavabo sospeso Il mobile sottolavabo viene appeso alla parete posteriore e resta libero sotto…un vero e proprio pensile. Mobile sottolavabo da appoggio Il mobile sottolavabo appoggia fino a terra, sfruttando al massimo lo spazio. Questi qui sopra sono i tre principali tipi di mobili sottolavabo che puoi trovare nei negozi specializzati. Il design negli anni ha spinto molto verso i mensoloni su cui appoggiare una ciotola quale soluzione estetica preferibile; però la necessità di trovare spazio dove riporre le cose, in un ambiente che effettivamente di spazio non ne lascia molto, ha fatto diffondere i mobili sottolavabo sospesi, che coniugano efficacemente sia l’aspetto estetico che quello pratico. Ti dico ora una cosa che nessuno ti rivela mai: se scegli il mobile sottolavabo sospeso fai in modo che non si trovi troppo vicino al pavimento, altrimenti la pulizia sotto di esso diventerebbe difficoltosa e quello spazio finirebbe per trasformarsi in un ricettacolo di polvere e sporcizia, che in un ambiente umido come il bagno è il peggio che puoi agurarti. Cerca sempre di fare in modo che ci siano almeno 20-30 cm da terra. Nel caso in cui tu abbia proprio bisogno di tutto lo spazio a tua disposizione propendi per un mobile sottolavabo da appoggio, ma di quelli che appoggiano completamente con una base a terra, non solo coi piedini (altrimenti il problema non cambia…). La rubinetteria Pensi che ci sia poco da dire sulla rubinetteria per il lavabo? Ti sbagli di grosso…c’è un mondo anche nel settore dei rubinetti e devi essere consapevole che la scelta di quale rubinetto verrà installato la devi fare nel momento in cui scegli il lavabo. Il motivo è che l’idraulico, quando andrà ad impostare gli impianti, deve sapere l’esatta posizione degli attacchi di carico e scarico, altrimenti potrebbe fare degli errori irrecuperabili. Non è mia intenzione fare una disamina dettagliata su quali siano le caratteristiche tecniche e di materiali che devono avere i rubinetti. In questo articolo mi interessa darti una classificazione dei
Cosa fa un architetto nella tua ristrutturazione? I contenuti di un servizio a regola d’arte (che non tutti garantiscono…)

Ti sei mai chiesto cosa fa un architetto in una ristrutturazione? Molte persone sono convinte che serva solo per preparare le pratiche edilizie e faccia al massimo un paio di scarabocchi. E se non fosse così? E se sotto la facciata di semplicità che fa sentire un po’tutte le persone dei progettisti della propria casa ci fosse un processo lungo e impegnativo fatto di cose che nemmeno immagini? Nell’articolo di oggi voglio prendere le difese dei miei colleghi e ti voglio mostrare, nero su bianco, quali siano gli step attraverso cui deve obbligatoriamente passare il tuo architetto per garantirti la ristrutturazione che desideri… Partiamo da una legge scolpita nella pietra, che forse non sempre è chiara ai committenti: per ristrutturare casa serve un tecnico. Non ho intenzione di discutere su questa cosa: ho già affrontato tante volte l’argomento sia nel blog che nella pagina facebook e ho finito le parole da spendere (e se mi leggi sai che non sono mai avaro di parole…). Se è la prima volta che capiti su queste pagine e hai dei dubbi su tale affermazione vai a leggerti questo articolo così li risolviamo tutti subito: ti serve il tecnico nella tua ristrutturazione? Se invece hai già superato questo primo grande ostacolo e ti sei convinto che aver a che fare con un architetto salverà la tua ristrutturazione da una pessima fine, sono sicuro che c’è un’altra domanda che ti frulla in testa: “Ma cosa fa un architetto per chiedermi tutti questi soldi?” Lascia che ti dica una cosa: se sei il classico committente convinto che il tecnico serva solo a preparare la pratica edilizia sei in alto mare. Non solo non riuscirai mai a sfruttare fino in fondo le sue indispensabili competenze, ma nella maggior parte dei casi ti ritroverai pure con una pratica edilizia sbagliata. Infatti, se ti ritrovi nel profilo del committente di cui ti ho parlato qui sopra, allora finirai per scegliere il tecnico basandoti su un unico parametro: il costo della sua parcella. E naturalmente vincerà il tecnico che ti fa il prezzo più basso. Di miei colleghi masochisti che si svendono per un tozzo di pane ne puoi trovare in quantità industriale: con un po’di ingegno potresti addirittura ritrovarti a pagare un tecnico che non solo non guadagna un euro dal servizio che ti offrirà, ma addirittura ci andrà in perdita. In pratica vieni pagato dal tecnico per consentirgli di fare il suo lavoro: cosa vuoi di più? Bene, ti posso garantire che se sceglierai il tecnico più economico ti ritroverai sicuramente con: No, non ti sto scrivendo questo per metterti paura e convincerti a darmi il tuo incarico di ristrutturazione: probabilmente vivi dall’altra parte d’Italia e non potrei mai accettare di seguire la tua ristrutturazione. Non ho interessi nei tuoi confronti, quindi mettiti l’anima in pace e dammi semplicemente retta perchè quella che ti sto raccontando è la verità nuda e cruda. Affichè un architetto ti fornisca una prestazione minimamente decente devi pagarlo il giusto. Quanto sia il giusto te l’ho già detto in quest’altro articolo: architetto ma quanto mi costi? Però mi spiace darti anche un’altra brutta notizia: pagare tanto un tecnico non ti da in alcun modo la certezza di ottenere una prestazione di alta qualità. Potresti comunque ritrovarti con una casa che non ti piace, con un’esecuzione non a regola d’arte e con errori e storture sulle pratiche edilizie. Quindi come fare? Paghi poco e hai solo problemi, paghi tanto e potresti non aver comunque risolto i tuoi problemi…la soluzione migliore è mandare tutti a quel paese e fare di testa tua! …Onestamente anche io lo farei…ma non è la risposta esatta. Ma proprio per evitarti questo errore madornale ho scritto l’articolo che stai leggendo. Nei prossimi paragrafi ti spiegherò per filo e per segno quali sono gli standard minimi di prestazione che dovrebbe garantirti il tuo tecnico nella tua ristrutturazione. E, eccezionalmente, lo farò usandomi come esempio. Per una volta voglio dirti come lavoro io. Nelle prossime righe ti spiattellerò quali sono i precisi passaggi che compongono il servizio che offro ai miei clienti. Uno per uno. Infatti ho un mio preciso metodo di lavoro grazie al quale garantisco, ad ogni progetto di ristrutturazione che affronto, la precisione estetica, funzionale e burocratica che i miei clienti più esigenti pretendono. E questo metodo di lavoro viene messo in chiaro fin da subito: lo inserisco addirittura nel preventivo in modo che, ancora prima di firmare il contratto, sappiano come lavorerò per garantirgli il risultato che si aspettano. “Si ma che ne so io che il tuo “metodo” è realmente efficace? Magari mi racconti balle…” Hai ragione, è una cosa che penserei anche io. Per questo ti mostro una recensione che è stata pubblicata da poco sulla mia pagina facebook: Se hai ancora dubbi su quanto troverai nel resto dell’articolo non so come convincerti a continuare la lettura. Se invece vuoi finalmente capire cosa deve fare il tuo architetto nella tua ristrutturazione e perchè ti chiede tanti soldi, allora hai pane per i tuoi denti. GLI OTTO STEP OBBLIGATORI PER LA PROGETTAZIONE “A REGOLA D’ARTE” Se parli con un qualsiasi tecnico che si occupa di ristrutturazione di interni ti dirà che la fase progettuale si articola in due parti: la redazione del progetto preliminare, per prendere la maggior parte delle decisioni, e quella del progetto definitivo, che corrisponderà al progetto che verrà presentato in comune. I più temerari ti diranno che in raltà le fasi sono tre: alle due precedenti c’è da aggiungere il progetto esecutivo, con gli elaborati da dare all’impresa per eseguire materialmente i lavori. Io non sono d’accordo: la fase progettuale è divisa in ben otto step. Di alcuni tu non ti renderai mai conto, li farà il tuo tecnico chiuso nel suo studio, ma sono comunque tutti essenziali per garantirti di ottenere esattamente il risultato che ti aspetti. 1. Il preventivo C’è una regola che troppo spesso i miei colleghi non rispettano: ll lavoro di un architetto deve iniziare molto prima di
Rifare il bagno senza sostituire gli impianti: i problemi tecnici, la normativa, le detrazioni

Per ristrutturare un bagno hai due strade: o prendi il vecchio bagno, lo sventri completamente rimuovendo anche gli impianti e lo rifai ex-novo, oppure sostituisci solo rivestimenti e sanitari continuando ad utilizzare i vecchi impianti. In questo ti parlerò di questa seconda soluzione ed in particolare vedremo: quali sono i problemi tecnici in cui potresti incappare e come la tecnologia ti consente di superarli brillantemente, come sono inquadrati i lavori eseguiti in questo modo e infine ti parlerò delle detrazioni fiscali a cui (non) avrai diritto. Facciamo una premessa: tra le due tipologie di ristrutturazione del bagno di cui abbiamo parlato poco fa determinare quale sia la soluzione migliore dipende da molti fattori, a partire dall’età del vecchio bagno. Per esperienza ti dico che solitamente la prima tipologia di intervento è quella preferibile e ti ho spiegato i motivi in questo articolo. Però ci sono dei casi in cui potresti decidere di eseguire la seconda. Ma se all’apparenza può sembrare un intervento più semplice, prima di avviarti devi sapere che potresti trovarti di fronte ad alcuni problemi inaspettati. SOSTITUZIONE DEI SANITARI SENZA RIFARE GLI IMPIANTI…E’ POSSIBILE? Partiamo con il parlare proprio dei problemi tecnici che dovrai superare per continuare ad avere un bagno efficiente dopo la sostituzione dei sanitari. Il problema principale in realtà è solo uno: la compatibilità tra l’impianto esistente e i nuovi sanitari che devi installare. Infatti ogni sanitario prevede una precisa posizione per i carichi e gli scarichi, e gli impianti del bagno vengono realizzati in funzione di tali posizioni. Per questo gli idraulici, quando impostano un nuovo bagno, pretendono sempre di avere le schede tecniche dei sanitari: servono per posizioare precisamente tutti i tubi. Ma se tu decidi di sostituire i vecchi sanitari senza intervenire sugli impianti come si fa? Il problema non si pone tanto con le tubazioni di carico dell’acqua calda e fredda, che sono di diametro ridotto e vengono collegate ai nuovi sanitari tramite dei tubi flessibili, quanto con gli scarichi del wc, che invece sono di diametro maggiore e richiedono tubazioni rigide per essere realizzati. Se la posizione dello scarico del wc nuovo non coincide con quella del wc vecchio devi rinunciare a sostituire i sanitari? La risposta, per tua fortuna è no. C’è e si chiama scarico traslato. Lo scarico traslato in sostanza è una curva tecnica, cioè un tratto di tubazione curvo, che fa esattamente quello che dice il nome: permette di traslare (cioè spostare da un punto ad un altro) la posizione di scarico di un wc. Chiariamo subito: non pensare che ti consenta di spostare il wc da una parete all’altra. La sua posizione resterà esattamente dove si trovava prima. Ristrutturare un bagno senza rifare gli impianti ti costringe a mantenere la posizione di tutti i sanitari esattemente dove si trovavano prima. Ma lo scarico traslato serve per fare in modo che lo scarico del nuovo wc coincida con la posizione dello scarico dell’impianto esistente. Quindi gli spostamenti sono di pochi centimetri…ma è esattamente quanto basta. La cosa positiva di questi sistemi è che riescono ad essere integrati all’interno dei nuovi wc e quindi sono assolutamente invisibili. In particolare sono utili per passare dai vecchi sanitari che venivano montati distanziati dalla parete posteriore ai più moderni, compatti ed igienici sanitari filo-muro. Un passaggio quasi obbligato se la tua intenzione è svecchiare il bagno. Tra l’altro, proprio per la necessità di nascondere lo scrico traslato, le curve tecniche per consentire l’utilizzo degli impianti esistenti si possono applicare solo ai modelli di sanitari filo parete perché, proprio grazie alla loro forma, consentono di nascondere tutte le tubazioni di collegamento all’impianto idraulico. Scarico traslato: curva autonoma o integrata nel wc? Hai due modi per installare un sanitario con scarico traslato: o acquisti un sanitario filo-parete normale e ci abbini una curva tecnica fatta apposta, oppure acquisti direttamente un sanitario che viene realizzato con lo scarico di tipo traslato. Possono essere entrambe soluzioni valide ma la seconda sicuramente ti consente di non avere dubbi sulla compatibilità tra i vari elementi che vai ad installare (wc, curva tecnica, scarico esistente) e sono completamente integrati nel nuovo wc. Solo alcune aziende producono questo genere di sanitari “universali” che consentono l’utilizzo della braga con scarico traslato. Tra i primi ad aver sperimentato questa soluzione ci sono i sanitari Ideal Standard, con le serie Tonic 2 e Connect. I sanitari filo parete di cui abbiamo appena parlato presentano forme sia tonde che squadrate, quindi si adattano perfettamente a tutte le tipologie di bagni, sia quelli classici che moderni, e consentono anche di realizzare sanitari di dimensioni ridotte adatti anche agli ambienti più piccoli. Tra l’altro i sanitari filo parete sono più igienici rispetto ai vecchi sanitari distanziati, perché tra il sanitario e il muro non vi è più nessuno spazio in cui può finire sporco e polvere. Quindi i sanitari con scarico traslato, nel caso di sola sostituzione dei sanitari senza rifacimento dell’impianto, consente di sostituire i vecchi sanitari con quelli nuovi in totale sicurezza, SENZA dover rompere pavimento e rivestimento e SENZA dover intervenire sull’impianto ideaulico. L’installatore impiegherà solo un paio d’ore per installare i tuoi nuovi sanitari. Un’ultima raccomandazione dettata dalla sempre maggiore tendenza ad acquistare anche rivestimenti e sanitari online: se decidi di utilizzare uno dei tanti ecommerce che ci sono online, come acquaclick.com, fai attenzione a scegliere la tipologia giusta a seconda dell’intervento che vai ad eseguire e in caso fatti seguire dal loro reparto tecnico. Parliamo ora degli aspetti normativi. RISTRUTTURAZIONE DEL BAGNO “LEGGERA”: COME LA INQUADRA LA LEGGE La prima cosa che devi capire è come la legge italiana inquadra la ristrutturazione di un bagno in cui semplicemente sostituisci sanitari, subinetterie e rivestimenti. Il motivo è che ha una ricaduta significativa sugli aspetti di cui ti parlerò nel prossimo paragrafo. I lavori di cui stiamo parlando consistono, sostanzialmente, nella sostituzione delle finiture del bagno. Non è necessario eseguire lavori di muratura, non devi togliere i massetti per rifare gli impianti, non devi fare le tracce nei muri per
Isolare casa: il primo baluardo contro le bollette energetiche prosciuga-stipendi

Nelle ristrutturazioni, soprattutto di appartamenti all’interno di condomini, non viene quasi mai presa in considerazione l’idea di isolare casa. Quello che stai per leggere è la prima parte di un approfondimento in due articoli sull’isolamento delle case, su quanto sia importante e su come, anche se abiti in condominio, ci sono sistemi per intervenire sull’isolamento senza ricorrere al cappotto termico. Solitamente in una ristrutturazione la parte del budget dedicato al miglioramento energetico dell’immobile (sempre che sia stato stanziata una somma a tale scopo…) viene investito nel rifacimento dell’impianto di riscaldamento, nell’installazione di condizionatori e, al massimo, nella sostituzione degli infissi. Tutti interventi giusti e importanti ma che non riescono ad essere sfruttati al massimo in quanto trascurano completamente un aspetto essenziale per garantire il benessere in casa (e il risparmio in bolletta): l’isolamento degli elementi opachi, cioè di pareti e solai. Oggi ti parlerò di come isolare casa può aiutarti in modo significativo ad abbattere le bollette e raggiungere un super benessere in casa. Ti sei mai fermato a guardare la vetrina di un’agenzia immobiliare? Da qualche anno di fianco ad ogni annuncio trovi la scritta “classe energetica ….” seguita da un numero, che esprime il consumo stimato espresso in Kwh/mq anno, e una lettera, compresa tra A e G. Tale cartello ti permette di capire facilmente se ti trovi di fronte ad un buon immobile o a una macchina mangia-soldi. Tieni presente che tutti gli immobili realizzati fino agli anni ’80 solitamente sono in classe energetica G, la peggiore tra tutte, il chè significa che consumano tantissimo senza garantirti un reale benessere interno. Per determinare di quanta energia ha bisogno il tuo immobile vengono considerati essenzialmente due aspetti: L’involucro di un immobile è composto da questi elementi: Affichè gli impianti super tecnologici che installerai in casa siano realmente efficienti, un requisito indispensabile è che anche l’involucro sia efficiente. Anzi, è prioritario. COSA DICE LA LEGGE IN MERITO ALL’ISOLAMENTO DELLA CASA Quando affronto aspetti tecnici cerco sempre di supportare le mie affermazioni con elementi tangibili. E in questo caso partiamo dai parametri di isolamento stabiliti dalla legge e che devi rispettare in una ristrutturazione se decidi di intervenire sull’isolamento. La legge di riferimento in Italia è il d.lgs. 192/2005 relativa al “rendimento energetico degli edifici” che detta i principi generali. A questa sono stati afiancati tre decreti attuativi che invece dettano le procedure, e sono stati pubblicati nel giugno del 2015 (almeno le versioni in vigore al momento in cui scrivo questo articolo). Per quanto riguarda l’isolamento la legge ti dice quanto dovranno isolare le pareti di casa, se decidi di intervenire, e in quali casi sei obbligato a rispettare questi valori, anche se non vorresti. Provo a spiegare questa seconda affermazione: capita spesso, soprattutto nei condomini, che si rendano necessari degli interventi sulle facciate esterne perchè l’intonaco, dopo tanti anni, si sta staccando. Solitamente l’intervento previsto è il solo rifacimento dell’intonaco. Ma la legge ti dice che, se l’intonaco su cui stai intervenendo supera una determinata percentuale rispetto alla superficie complessiva della parete, non è sufficiente rifare l’intonaco ma devi anche adeguare l’intero immobile ai valori di isolamento previsti per legge. Ecco perchè ti ho parlato di obbligo. Cerchiamo di capirne di più. Interventi che richiedono il rispetto dei requisiti di isolamento La legge individua tre tipologie di ristrutturazione a cui associa degli obblighi di rispetto di determinati parametri. Facciamo tre esempi per chiarire: 1.Se cambi totalmente o parzialmente l’impianto di riscaldamento/raffrescamento e contemporaneamente decidi di isolare una porzione importante dell’involucro di casa tua (ad esempio isolando le pareti esterne e cambiando gli infissi) ricadi nel primo caso. 2.Se decidi di isolare una parte dell’involucro (ad esempio solo i prospetti a nord) che supera il 25% dell’involucro complessivo (compensivo dei solai eh!) ricadi nel secondo caso. Anche se non tocchi gli impianti. 3.Se cambi totalmente o parzialmente l’impianto di riscaldamento/raffrescamento ricadi nel terzo caso. Se isoli solo una parte dell’involucro, per meno del 25%, ricadi nel terzo caso. In tutti gli altri casi non hai obblighi. Quindi se decidi di non toccare impianti o involucro non devi fare niente (ma in una ristrutturazione seria è una cosa plausibile?). A queste tre tipologie di ristrutturazione individuate dalla legge sono legati dei precisi obblighi. La legge da molto risalto agli aspetti impiantistici, diversificando in modo sostanziale i requisiti prestazionali da raggiungere nelle le tre casistiche individuate, però anche per l’involucro fornisce delle indicazioni importanti. Vediamole rapidamente concentrandoci solo sugli aspetti legati all’involucro “opaco” (muri e solai). Se invece vuoi sapere qualcosa di più in merito agli infissi puoi leggere questo primo articolo sulla sostituzione degli infissi (fa parte di una guida in cinque parti che ho pubblicato poco tempo fa). I requisiti che l’involucro deve rispettare (se isoli casa) Tutte tre le tipologie di ristrutturazione individuate dalla legge richiedono che gli interventi che deciderai di fare sull’involucro rispettino due requisiti principali: Tali valori di isolamento sono individuati con un dato fisico: la trasmittanza. La trasmittanza, dicendola alla buona, è quanto calore passa da una parte all’altra di un elemento edilizio. Meno calore un muro o un solaio fanno passare, migliore è l’isolamento che garantiscono; quindi valori più bassi significano maggiori prestazioni. I valori di trasmittanza sono tabellati, vediamoli rapidamente. Isolamento, trasmittanza, zone climatiche L’Italia è una nazione con un clima molto vario: tra la Valle d’Aosta e Lampedusa c’è un abisso. Quindi la legge ha individuato delle zone climatiche, con condizioni più o meno omogenee, a cui applicare gli stessi requisiti. Sarebbe assurdo isolare una casa di Palermo come una casa di Aosta. Per mostratele ti faccio vedere un’immagine che ho già utilizzato in uno degli articoli della serie dedicata alla sostituzione degli infissi che ho pubblicato qualche tempo fa: Come vedi il territorio italiano è per la maggior parte in zona D e in zona E. Le zone più calde hanno le lettere A e B e le più fredde la lettera F. Sulla base di questa suddivisione sono stati dettati dei limiti di trasmittanza per le varie zone:
Sai chi è il “responsabile dei lavori” della tua ristrutturazione?

Il responsabile dei lavori è una figura prevista dalla legge sulla sicurezza dei cantieri e quindi anche per quello della tua ristrutturazione.
La legge non ti obbliga a nominare un responsabile dei lavori, ma se non lo fai affida automaticamente tutte le sue funzioni alla persona meno preparata: a TE.
Scopri cosa fa il responsabile dei lavori.
La movimentazione dei Materiali in una Ristrutturazione

Scopri le sfide e le soluzioni per la movimentazione dei materiali durante una ristrutturazione. Affrontiamo le complicazioni logistiche in condomini e l’uso di sistemi come montacarichi e argani, offrendo consigli per una gestione efficace e per minimizzare i conflitti con i vicini.
Ristrutturazione chiavi in mano: conosci tutta la verità?

Negli ultimi anni la “ristrutturazione chiavi in mano” sta avendo una notevole fortuna. Se anche tu sei in procinto di ristrutturare sicuramente è un’opzione che stai prendendo in considerazione (e probabilmente è la principale opzione). Ma cosa si nasconde dietro alle ristrutturazioni chiavi in mano? In questo articolo ti racconto una ristrutturazione che ho potuto seguire personalmente da “infiltrato”. Nel blog abbiamo già affrontato la questione ristrutturazione chiavi in mano in vari articoli che sono stati pubblicati. Il più completo è sicuramente questo: “ristrutturazioni chiavi in mano: devi fidarti?”, ma spulciando nel sito potrai trovarne altri in cui te ne parlo. Tra l’altro questo tipo di formula, da fenomeno relegato al passaparola in ambito locale, è ormai stato sdoganato grazie ad alcune pubblicità che passano sui principali network televisivi e radiofonici nazionali, con sponsor abbastanza noti. Oggi però non voglio raccontarti per l’ennesima volta tutta la pappardella su pro e contro delle ristrutturazioni chiavi in mano, oggi voglio raccontarti una storia che ritengo molto utile per capire bene come funzionano le cose in queste situazioni. LA GRANDE PROMESSA DELLA “RISTRUTTURAZIONE CHIAVI IN MANO” Partiamo da spiegare cosa è una ristrutturazione chiavi in mano e da cosa si differenzia dal modo classico di ristrutturare. La ristrutturazione come si è fatta per decenni e come si continua a fare in molti casi (chiamiamola classica) prevede che tu trovi un tecnico che ti prepari il progetto e tutte le pratiche edilizie; che tu vada a scegliere le finiture in vari negozi facendoti fare più preventivi; che tu trovi un’impresa a cui affidare i lavori; che tu trovi qualche subappaltatore per opere particolari; che tu (o preferibilmente il tuo tecnico) diriga i lavori; che venga tenuta una contabilità costante e aggiornata; che ci siano confronti continui con impresa e tecnico durante i lavori per risolvere i problemi…insomma: è molto impegnativo. E magari potresti non avere bene idea di come affrontare un processo all’aparenza così complesso. Nella ristrutturazione chiavi in mano invece la promessa che ti viene fatta è di quelle grandi: tutte le scocciature se le prende l’impresa, mentre tu pensi solo a goderti la tua nuova casa ristrutturata. Per essere più chiari: il progettista te lo fornisce l’impresa; le finiture le scegli tra quelle che ti mette a disposizione l’impresa; la direzione dei lavori se la vede l’impresa così come la risoluzione di tutti i problemi…il tutto ad un costo certo pattuito contrattualmente prima di iniziare i lavori. Detta così la formula “ristrutturazione chiavi in mano” sembra decisamente la soluzione migliore…ma è tutto oro quello che luccica? IL TECNICO E’ REALMENTE “IN REGALO”? Uno degli slogan più diffusi per pubblicizzare le offerte di ristrutturazione chiavi in mano è “….e il tecnico te lo regaliamo noi!”. Non è affatto così. Quando un’impresa nel pacchetto completo della ristrutturazione chiavi in mano ti offre progettazione/pratiche edilizie/direzione lavori devi sapere che il tecnico che le farà non è mai (o quasi) un dipendente dell’impresa ma un progettista esterno che viene pagato dall’impresa esattamente come faresti tu. Certo, grazie al pacchetto chiavi in mano ti eviti qualche scocciatura (trovarti il tecnico, stipulare un contratto con lui e pagarlo direttamente), ma il problema del tecnico compreso nel pacchetto chiavi in mano sai qual’è? Lui, sebbene preparerà le pratiche per te (la pratica edilizia devi comunque firmarla tu in quanto proprietario dell’immobile), avrà come committente l’impresa (cioè chi sgancia il denaro)…e quindi indovina quali interessi saranno tutelati? Chiaramente, anche se ti viene detto che “il tecnico è in regalo”, tu lo pagherai lo stesso, solo che il suo costo viene nascosto in altre voci. In sostanza stai pagando un progettista per fare gli interessi dell’impresa. Intendiamoci: se finisci nelle mani di un’impresa seria, anche con la formula chiavi in mano, sei in una botte di ferro…ma in caso contrario sono guai. E purtroppo, per vari motivi alle volte slegati da colpe delle imprese stesse, le imprese che lavorano bene in questo modo sono poche… UN CANTIERE REALE DI UNA RISTRUTTURAZIONE CHIAVI IN MANO Io ho lavorato per alcuni anni come tecnico di fiducia di un’impresa che offre questo tipo di servizio. Però ti voglio raccontare cosa è successo, ormai qualche tempo fa, nel cantiere di un collega (un amico). Naturalmente parliamo di una ristrutturazione chiavi in mano, in cui il mio collega faceva il tecnico compreso nel pacchetto (quello in regalo). L’impresa con cui si è ritrovato a collaborare si è rivelata essere di quelle poco serie. Una coppia in attesa di un bambino ha avuto la necessità di cambiare casa per passare da un monolocale a qualcosa di più spazioso. Il nuovo appartamento che hanno acquistato doveva essere ristrutturato. Conoscono un’impresa di un amico del padre e si rivolgono direttamente a loro. Questa impresa gli offre la formula “ristrutturazione chiavi in mano” e gli fa un’offerta chiusa tutto compreso. Il prezzo che mi è stato detto, devo essere sincero, non mi è parso molto amichevole…però non è questo il problema. Una delle richieste tassative della coppia è stata finire i lavori in quattro mesi. Il bambino stava per nascere (mancavano 5 mesi) e i lavori dovevano essere finiti almeno un mese prima per riuscire a traslocare e non stressare la mamma nelle ultime settimane di gravidanza. Ecco il racconto del mio collega architetto: “Alessandro non puoi immaginare che volpe il titolare dell’impresa! Ha contrattato tutto lui direttamente coi clienti, io non li ho visti neanche una volta, ho dovuto fare la progettazione rubando informazioni qua e là… la cosa incredibile è il contratto che è riuscito a far sottoscrivere a queste persone: non ha messo né una durata dei lavori e tantomeno una penale per un eventuale ritardo nella consegna, pur sapendo delle richieste dei committenti. Non ti nego che per un bel po’i lavori sono andati avanti bene…ogni volta che andavo in cantiere era tutto in regola e ero convinto che in quattro mesi ce l’avrebbero fatta. Tutto fino a quando l’imprenditore non ha trovato un altro cantiere da aprire: è lì che sono iniziati i problemi!