La grande guida al pavimento in gres: impara a conoscere il materiale principe dei pavimenti per fare la scelta giusta

Durante la ristrutturazione di una casa mettere un pavimento in gres è una delle soluzioni più diffuse. In fondo le possibilità tra cui scegliere non sono poi così tante: ceramica, legno, pietra, resina… E tra tutte queste il gres è sicuramente quella che offre (potenzialmente) il rapporto caratteristiche/prezzo più conveniente. Ma ti assicuro che la scelta non è poi così banale e ci scommetto che tu non hai idea precisa di cosa stai per mettere a terra quando ti parlo di gres. Eppure dovresti perchè quella cosa che sta lì e che calpesti tutti i giorni ti accompagnerà per moltissimo tempo, sicuramente più della pittura delle pareti o delle porte. Che ne dici di capirne qualcosa di più prima di prendere una decisione avventata (e costosa)? Articoli che ti parlano del pavimento in gres ne puoi trovare in abbondanza in rete. Te lo dico per certo perchè il mio approfondimento sulla questione è iniziato per una ricerca personale…anzi professionale. Lo ammetto: faccio l’architetto, ristrutturo case…ma non aspiro all’onniscenza. Ho fatto posare migliaia di metri quadri di mattonelle in gres ma ammetto di essermi sempre fidato sulla parola sulla loro superiorità rispetto agli altri rivestimenti ceramici. Negli ultimi tempi però nel mio ufficio c’è stata una vera e propria transumanza di rappresentati di ditte che producono gres. Mai successo prima…così mi sono chiesto: “ma ci sarà qualche novità che mi sono perso?”. Ecco…la mia ricerca è nata proprio così, come probabilmente faresti tu. Ho scoperto tante cose che non sapevo (mea culpa…) e avuto conferme di cose che (per fortuna) già sapevo. Come ti dicevo la mia ricerca è iniziata partendo dalla rete dove ho trovato (stranamente) molti articoli scritti bene e veramente interessanti (te ne linkerò qualcuno qua e là) in un marasma di pagine promozionali curate dai produttori di pavimenti in gres. Però questi articoli hanno la solita cattiva abitudine di spezzettare l’argomento, cosa che io odio. Contengono tante informazioni inutili (almeno per un utente finale come te) in mezzo a pochi dati realmente utili. Qui voglio fare il punto della situazione sul tema “pavimento in gres”, cosa che servirà prima di tutto a me per avere un posto dove tornare quando avrò qualche dubbio (un po’come ho fatto con l’articolo sul pavimento in legno), che servirà ai miei clienti che manderò qui per chiarirgli le idee, e spero che possa servire anche a te che leggi per farti un’idea più chiara non solo sul gres ma in generale sul tipo di mattonelle in ceramica che puoi trovare in commercio. In questa mini-guida affronteremo pochi punti ma essenziali punti: Come sempre non ti parlerò di marche e modelli…non è assolutamente mia intenzione fare una disamina completa di quello che c’è in circolazione (compito tra l’altro arduo dato l’immenso panorama produttivo italiano…pensa che ogni anno vengono realizzati quasi 100 milioni di metri quadrati di piastrelle) anche se probabilmente mi ritroverò a fare riferimento ad alcuni prodotti per farti capire qualche concetto. Non prenderle come marchette…tanto non mi pagano! IL PAVIMENTO IN GRES È L’ULTIMO ARRIVATO TRA I PAVIMENTI CERAMICI Chiariamo subito un aspetto: il gres porcellanato (che è quello utilizzato oggi e che è molto diverso dal gres originario di cui parleremo nel prossimo paragrafo) è una ceramica. Esattamente come il vaso di porcellana della nonna. Oppure come il bidet. La ceramica non è altro che argilla cotta. Un tentativo di imitare le caratteristiche della pietra però con le forme utili all’uomo. O meglio era solo argilla cotta…ora c’è l’argilla ma ci sono anche altri minerali che negli anni sono stati introdotti per migliorarne le caratteristiche. Giusto per conoscenza (anche perchè in fondo sono informazioni che non ti servono a molto…) attualmente i principali componenti di tutte le piastrelle in ceramica che puoi trovare in commercio (non solo del gres) sono: (Ho scoperto che i feldspati sono dei minerali che costituiscono circa il 60% della crosta terrestre…non ne avevo idea). Tolteci le incombenze “tecniche” veniamo al succo di questo paragrafo: che tipo di mattonelle per pavimenti puoi trovare dal tuo rivenditore di fiducia? Il pavimento in gres in fondo è solo l’ultimo arrivato… Infatti il mercato attualmente si divide in tre grossi prodotti: A cui si può aggiungere, anche se con un ruolo molto marginale, il cotto rustico. Però il peso specifico dei vari prodotti all’nterno del mercao è molto differente. Confindustria Ceramica ha rilasciato nel 2015 uno studio che domostra come il Gres porcellanato abbia cannibalizzato il settore. Non è recentissimo ma giusto per capire meglio le dimensioni e i numeri in ballo: Ok, mi dirai “ma che me ne frega a me? Io voglio solo informazioni sul pavimento in gres!” Hai ragione…ma nel negozio che ti vende le mattonelle non troverai solo pavimenti in gres ma anche altri materiali. Se attualmente il mercato è cannibalizzato dal gres c’è un motivo (e lo scopriremo a breve) ma devi comunque capire cosa potrebbe proporti il venditore di turno (magari per liberarsi di un vecchio fondo di magazzino che non riesce a sbolognare a nessuno…). Quindi facciamo un breve approfondimento su questi tre materiali…non prima però di capire quali sono gli strati di cui è composta una piastrella. La struttura della piastrella in ceramica Tranquillo, niente di così complesso (o almeno non nei termini in cui ne parleremo noi). La piastrella infatti si compone essenzialmente di due strati (anche se nel gres porcellanato vedremo che non è sempre così…): Quindi di base si tratta di una struttura abbastanza semplice. Vediamo come questi due strati sono stati sfruttati nell’industria delle piastrelle. Piastrelle in bicottura Partiamo da queste per un semplice motivo: sono quelle che sono entrate per prime in produzione e se hai una casa costruita tra la fine della seconda guerra mondiale e l’inizio degli anni ’60 e mai ristrutturata ci sono buone probabilità che a terra ti possa ritrovare un pavimento in piastrelle in bicottura. Belle ma fragili. Il motivo per cui si chiama bicottura lo dice il nome stesso: vengono cotte due volte. Prima viene cotto parzialmente il