Carte da parati termoisolanti e fonoassorbenti: come isolare una casa?

Ristrutturare una casa senza pensare al comfort equivale a farlo solo per metà. E a tal proposito c’è un elemento chiave che spesso viene trascurato da chi ristruttura: come isolare la casa per ottenere un ambiente confortevole?
Chiunque abbia affrontato il problema sa che isolare una casa costa tanto. E spesso si preferisce spendere i soldi per ottenere una casa che appaga esteticamente. Però ci sono materiali innovativi che promettono di rendere la casa bella e di isolarla sia termicamente che acusticamente. Ti sto parlando delle carte da parati isolanti.
La carta da parati è tornata di moda da alcuni anni, tanto che è diventata protagonista di molte ristrutturazioni. E i produttori non si sono solo preoccupati di realizzare design moderni ed attuali, ma anche di rispondere alle più recenti esigenze di isolamento. Ma pochi millimetri di spessore riescono veramente a sostituire i classici materiali isolanti?
Cerchiamo di approfondire la questione. Insieme analizzeremo le carte da parati termoisolanti e fonoassorbenti, stilandone pro e contro. Comprendendo vantaggi e limiti, capirai presto se sono la scelta che fa al caso tuo!
L’infisso in PVC che stai per comprare è di qualità o è una fregatura? Scopri quali sono i parametri da tenere sotto controllo

Ormai gli infissi in PVC sono diventati lo standard nel settore edile. Il motivo è che costano (relativamente) poco e garantiscono ottime prestazioni isolanti. Ma anche tra gli infissi in PVC ne puoi trovare di molto costosi…perché spendere tanto per un infisso in PVC quando puoi averne uno apparentemente uguale ad un terzo? La risposta è che gli infissi in PVC non sono uguali. La differenza di valore tra due infissi in PVC sta tutta in alcune determinate caratteristiche (oltre che nella posa in opera…ma è un altro discorso). In questo articolo ti voglio far vedere quali sono le principali caratteristiche che devi valutare quando stai per acquistare i tuoi nuovi infissi in PVC (anche se in realtà vedrai che alcune valgono per tutte le tipologie di infissi). Il PVC è un materiale che ha avuto una fortuna relativamente recente nel settore dei serramenti: infatti sono decenni che è in uso ma, essendo un materiale sostanzialmente molto malleabile, per molti anni è stato relegato a compiti “secondari”. Non certo per realizzare infissi robusti e durevoli. Ma da alcuni anni la tecnologia è migliorata in modo importante e gli infissi in PVC sono diventati una scelta valida oltre che economica, tanto che ormai hanno monopolizzato il mercato del settore, con quote che superano il 40%. E naturalmente, come per ogni cosa, esiste la versione di qualità e la versione economica degli infissi in PVC (con tutte le tonalità di grigio in mezzo). Il fatto è che spesso vengono spacciati come di qualità infissi in PVC che non valgono nulla. Ma quasi nessuno sa quali parametri andare a vedere per capire se gli stanno proponendo qualcosa di buono per chiudere la stalla o il soggiorno di casa. E anche tra i tecnici c’è molta confusione (purtroppo non siamo tuttologhi del settore…). Così i venditori hanno gioco facile a decantare le lodi di prodotti a volte scadenti senza trovare nessun contraddittorio valido. Nei prossimi paragrafi passeremo in rassegna quali sono questi parametri che devi valutare nella scelta dei tuoi nuovi infissi in PVC. Dimensione del telaio e camere d’aria I profili che formano i telai degli infissi in pvc non sono blocchi pieni di PVC, ma sono cavi e all’interno sono divisi in camere d’aria. L’aria all’interno di queste camere è ciò che dà al PVC il suo elevato potere isolante. Però se ci fosse un’unica camera d’aria tale potere isolante sarebbe minore rispetto a quello che si ottiene con più camere d’aria. L’aria isola meglio quando è in quiete rispetto a quando è in movimento, e con “spessori” d’aria superiori ai pochi centimetri si formano delle sorte di correnti d’aria. Si tratta dello stesso principio per cui i muri “a cassetta” con cui sono stati costruiti i tamponamenti esterni della maggior parte degli edifici fino agli anni ’80, non isolano per niente. Così compartimentarla in più camere consente di avere aria in “quiete” e quindi di isolare meglio. Ma il maggior isolamento dato dalla divisione in camere d’aria è solo una conseguenza e non il principale scopo della loro presenza. Infatti la motivazione della loro introduzione è principalmente per rafforzare il profilo dell’infisso. Il PVC, come abbiamo già accennato, è un materiale non particolarmente resistente e soprattutto molto sensibile agli sbalzi termici. Pertanto era necessario rinforzarlo e il primo sistema è stato mettere questi rinforzi verticali internamente (tra poco vedremo che da soli non bastano quindi è stato aggiunto anche un altro elemento). Un primo parametro per valutare la qualità del tuo nuovo infisso in PVC è il numero di camere d’aria: il numero minimo che puoi trovare è 5 (in realtà sarebbe 3, ma ormai quasi nessun infisso ne ha così poche) e il massimo è 7. Però non farti ingannare: a livello di isolamento non c’è molta differenza tra un infisso a 5 o a 7 camere. Infatti si tratta di pochi millimetri di differenza tra le varie camere d’aria che hanno influenza nulla sull’incremento delle prestazioni. C’è un secondo parametro che però è significativo e che deve essere letto in parallelo al numero delle camere d’aria: la profondità (spessore) del telaio. Un telaio più profondo vuol dire una maggiore massa d’aria e quindi un maggiore isolamento. Però se in un profilo molto spesso ci sono poche camere d’aria le prestazioni isolanti scendono (anche quelle statiche…). Quindi, per riassumere, la profondità di un telaio in PVC può variare da circa 70mm a circa 85mm. Il numero di camere d’aria da 5 a 7. Un profilo da 70mm dovrebbe avere almeno 5 camere d’aria, e se ne ha di più non garantisce un maggiore isolamento. Un profilo da 85mm dovrebbe avere 7 camere d’aria, sia per garantire un maggiore isolamento, sia per garantire più stabilità. Classe del telaio Questo è un aspetto che in pochissimi conoscono (anche tra i tecnici) eppure è importantissimo per determinare la qualità dell’infisso. La classe del telaio viene determinata dalla norma UNI EN 12608 e ne esistono solo tre: A, B e C. Ma in cosa variano tra di loro? Semplicemente nello spessore delle pareti che delimitano il telaio esternamente ed internamente. L’immagine qui sotto con le relative tabelle penso siano abbastanza chiare a tal proposito: Come puoi vedere le varie “pareti” che delimitano un profilo in PVC hanno spessori differenti: quelle esterne sono più spesse e quelle interne sono più sottili. Sul mercato ormai si trovano quasi solo infissi di classe A e classe B e, sebbene la differenza tra gli spessori possa sembrare minimale, ha notevole influenza sulla resistenza meccanica dell’infisso. E di conseguenza sulla sua durata e stabilità: considera che uno dei requisiti fondamentali per le prestazioni di un infisso è la perfetta tenuta all’aria e all’acqua, delle deformazioni locali potrebbero far venire meno queste caratteristiche. E ancora peggio se tali deformazioni avvengono nelle zone dei cardini, compromettendo tutto l’infisso. Il consiglio naturalmente è optare sempre per infissi di classe A. Classe della mescola Questa è una seconda classificazione data dalla norma UNI EN 12608, che per la mescola con cui sono
Guida alla sostituzione delle tapparelle [Parte 3]: cassonetti e movimentazione

Quando sostituisci le tapparelle non puoi ignorare due elementi: il cassonetto e il sistema di movimentazione. Principalmente perché sarai letteralmente costretto a spendere dei soldi per intervenirci e poi perché (in particolare i cassonetti) sono una delle cause dei problemi che ti stanno facendo sostituire le tapparelle. Io non sono un serramentista, non mi occupo in modo specifico di infissi e tapparelle. Ma sono abituato a inserire la loro sostituzione all’interno di un processo più generale di ristrutturazione di una casa. Quando decidiamo di cambiare infissi consiglio sempre di sostituire sia le tapparelle che i cassonetti…sarà perché nella maggior parte delle case mi ritrovo degli orribili cassoni di legno che sembrano delle bare… Però alcuni clienti, sebbene mi chiedano di sostituire i vecchi infissi “che sono pieni di spifferi e non isolano” e le tapparelle “che sono tutte rotte e poi non chiudono bene”, quando gli chiedo “sostituiamo anche i cassonetti?” mi rispondono “no…i cassonetti no perché sono in buone condizioni”. Fidati di me se ti dico che i cassonetti non sono quasi mai in buone condizioni. Ma non perché stanno cadendo a pezzi… Provo a spiegarmi con un paragone. Sostituire vecchi infissi che isolano poco e sono pieni di spifferi con altri super performanti e non intervenire contemporaneamente anche sui cassonetti è come cercare di chiudere una bottiglia con un tappo più piccolo del foro. Il foro-finestra è quello spazio occupato da infisso e cassonetto. Se sostituisci l’infisso e non tocchi il cassonetto stai mettendo un tappo più piccolo del buco. I vecchi cassonetti, se hanno più di vent’anni, non sono né isolati, né sigillati. E il calore che non viene più disperso dagli infissi viene disperso dai cassonetti. Quindi, se stai sostituendo le tapparelle (o gli infissi), devi intervenire anche su questo elemento. Non necessariamente sostituendolo, come vedremo a breve, ma almeno mettendoci una toppa. Un altro aspetto di cui in pochi sono consapevoli quando sostituiscono le tapparelle è che andrà sostituito anche il rullo di avvolgimento. Il motivo è che i vecchi rulli non sono mai compatibili con le nuove tapparelle (soprattutto se vuoi motorizzarle). Se sostituire un rullo è una spesa irrisoria (spesso non ti viene nemmeno comunicata e viene compresa nel costo della tapparella), mettere un motore, i pulsanti e fare tutti i collegamenti non lo è. In questo terzo e ultimo articolo sulla sostituzione delle tapparelle approfondiremo proprio questi due aspetti: Due elementi che sono strettamente correlati tra di loro perché, in sostanza, occupano lo stesso spazio: quello che si trova sopra la finestra. Prima di procedere ti lascio i link ai primi due articoli che ho pubblicato sulla sostituzione delle tapparelle: Guida alla sostituzione delle tapparelle [Parte 1]: le tapparelle standard Guida alla sostituzione delle tapparelle [Parte 2]: le tapparelle speciali In questo modo puoi avere una panoramica completa dell’argomento. Finiti i convenevoli, partiamo. IL CASSONETTO: SOSTITUZIONE O RIQUALIFICAZIONE? Prima di dire come si interviene su un cassonetto mettiamo a fuoco cos’è. Penserai che sia una cosa banale, ma ho notato che per molti non è ben chiaro di cosa stiamo parlando. Sai che la tapparella si avvolge attorno ad un rullo sopra la finestra. Chiaramente da avvolta occupa uno spazio molto minore in altezza ma molto maggiore in larghezza. In sostanza diventa un grande cilindro che ha bisogno di spazio. Questo spazio lo si crea assottigliando il muro sopra la finestra per la larghezza della stessa (qualche centimetro in più per lato in realtà). Questo spazio ricavato nella muratura NON è il cassonetto. Il cassonetto è quell’elemento che serve per chiudere l’alloggio della tapparella sopra la finestra. Solitamente è composto da un pannello frontale e uno inferiore ma, a seconda dello spessore della muratura, può anche necessario farlo emergere rispetto alla stessa, diventando così un vero e proprio cassone. Una volta venivano realizzati principalmente in legno, ma non è raro trovarne in PVC o alluminio. Lo so che ne avrai visti a decine, comunque qui sotto ti metto un paio di foto, giusto per capirci. I cassonetti non devono solo nascondere la tapparella, ma anche permetterne la manutenzione. Pertanto hanno sempre una sorta di sportello. Una volta questo sportello era solo il pannello frontale. Vedremo che nei cassonetti attuali ci possono essere altre soluzioni. I problemi dei vecchi cassonetti sono essenzialmente due: Scarso isolamento termico e normativa Per quanto riguarda l’isolamento devi considerare che lo spazio racchiuso dal cassonetto non è altro che un grande contenitore di aria fredda in inverno e calda in estate. Aria che entra attraverso la sottile veletta che si trova verso l’esterno (cioè quanto rimane del muro assottigliato per alloggiare la tapparella) e anche dalla fessura inferiore attraverso cui la tapparella entra nel cassonetto. Credi che quest’aria fredda o calda possa essere fermata da un sottile pannello di legno dello spessore di pochi millimetri? Chiaramente no, così il cassonetto è un enorme condizionatore che funziona al contrario: spara aria fredda in inverno e calda in estate. L’importanza dell’isolamento del cassonetto però non me la invento io: la norma prescrive l’obbligo di considerare anche la capacità di isolare dei cassonetti. Per capirci: se stai ristrutturando casa e fai anche una riqualificazione energetica che comprende la sostituzione degli infissi e dell’impianto di riscaldamento, devi rispettare dei parametri di legge. Per gli infissi questi parametri riguardano quanto sono in grado di isolare. Tra i parametri da rispettare c’è anche il contributo che danno i cassonetti. Il rispetto di tutti questi parametri deve essere dimostrato attraverso una relazione (“relazione sul contenimento dei consumi energetici”) ed è indispensabile per sfruttare le detrazioni fiscali. Se vuoi un breve approfondimento scritto molto bene puoi leggere questo articolo (non è un mio articolo). Però quello di interessante che ci dice la normativa (UNI/TS 11300-1) è che i cassonetti non isolati (cioè tutti quelli vecchi) hanno un valore di trasmittanza pari a 6 W/mqk (nb: più basso è il valore migliori sono le prestazioni). Sono valori medi che sono stati calcolati. Considera che per un infisso nuovo i valori devono essere poco superiori a 1
Guida alla sostituzione delle tapparelle [Parte 2]: le tapparelle speciali

Continuiamo con il secondo capitolo della guida alla sostituzione delle tapparelle. Nel primo abbiamo parlato delle tapparelle standard, quelle più diffuse e installate: PVC, alluminio e acciaio. Ma, come abbiamo visto, le tapparelle non rispondono solo ad esigenze di oscuramento. Nell’articolo precedente abbiamo fatto un accenno ai temi della sicurezza antieffrazione. Oggi approfondiremo questo tema e parleremo anche di tapparelle orientabili, areate e bicolore. Parleremo insomma delle tapparelle speciali. Conoscere anche queste tapparelle ti aiuterà a fare una scelta maggiormente consapevole, senza fermarti alla prima cosa che ti propone il serramentista, come avviene quasi sempre. Anche per questo articolo mi sono fatto aiutare da Vincenzo Mancusi di chiudicasa, shop online dedicato proprio alle tapparelle, che con la sua esperienza ci guiderà attraverso le tapparelle speciali. TAPPARELLE E SICUREZZA PASSIVA In tutte le ristrutturazioni che ho fatto recentemente mi è stato richiesto di installare un sistema antifurto o almeno di farne la predisposizione. Si tratta di sistemi di sicurezza attiva: cioè, in soldoni, degli strumenti controllano attivamente che nessuno tenti di entrarti in casa. Sensori volumetrici, a tendina, contatti magnetici, videocamere…ce ne sono in abbondanza. Però il primo ostacolo contro i malintenzionati sono i sistemi di sicurezza passiva: cioè le barriere fisiche che metti tra te e il ladro. E, a parte i fossati con i coccodrilli, le tapparelle possono essere una delle barriere più importanti tra i sistemi di sicurezza passiva. Ti ho già parlato di questo argomento in un articolo: Progettare la sicurezza nella tua ristrutturazione: sistemi di protezione passiva Ma lì ti ho fatto una panoramica generale, in questo articolo invece ci concentreremo solo sulle tapparelle. Ed è importante approfondire questo aspetto perché se le finestre sono facilmente accessibili, i ladri non provano nemmeno ad aprire la porta blindata: sollevano la tapparella rompono il vetro ed entrano in casa. Naturalmente ogni caso va valutato con un po’ di raziocinio: se abiti al quindicesimo piano di un palazzo difficilmente il ladro entrerà dalle finestre…ma tutte le case singole, villette a schiera, bifamiliari e i piani bassi dei condomini devono stare attenti. E cominciamo con lo sfatare un mito: Tapparella in acciaio significa automaticamente sicurezza? Nella prima parte della guida abbiamo visto che le tapparelle in acciaio coibentato sono resistenti e solide, quindi non temono vento forte, grandine e pioggia battente, a differenza di quelle in PVC o alluminio. Ma tapparelle in acciaio non significa automaticamente maggior sicurezza. Infatti il punto debole di ogni tapparella standard, sia essa in PVC, alluminio o acciaio, è che si può facilmente sollevare dall’esterno. Naturalmente i ladri lo sanno e in caso di furto le tapparelle non presentano mai segni di manomissione semplicemente perché i ladri le sollevano dall’esterno forzando l’avvolgimento del telo all’interno del cassonetto. È vero che una tapparella in acciaio pesa di più di una in PVC…ma la realtà è che se non si prendono altri provvedimenti non fa molta differenza se l’avvolgibile è in plastica, acciaio alluminio. Occhio: non voglio negare che l’acciaio sia una scelta migliore in termini di sicurezza rispetto ad altre soluzioni, proprio grazie alle sue caratteristiche. Voglio solo farti capire che senza opportuni sistemi integrativi tali caratteristiche sono inutili. Il più semplice sistema per aumentare la sicurezza delle tapparelle: il chiavistello Il primo vero ed efficace strumento per aumentare il livello di sicurezza delle tapparelle è quello di dotare le stecche di un catenaccio di sicurezza. Di cosa si tratta? Semplicemente di una sorta di chiavistello che viene inserito in una delle prime stecche e che consente, tramite una levetta, di far scorrere un perno nelle guide laterali della tapparella. Tali guide sono murate e incastrate tra ornie/muratura e infisso, e il chiavistello rende di fatto impossibile sollevare la tapparella. Si tratta di una soluzione economica applicabile a qualsiasi tipologia di tapparella. Però non è di certo il massimo della praticità. Infatti ti costringe ad aprire e chiudere costantemente tutti i catenacci. Soprattutto ora che si tende ad elettrificare le tapparelle, che vengono alzate e abbassate con un comando centralizzato, non è una soluzione che utilizzerai ogni volta che esci. E infatti quasi tutte le persone che ce li hanno si riducono ad utilizzarli solo quando si allontanano dalla propria abitazione per lunghi periodi. Inoltre, seppur è vero che il chiavistello migliora sensibilmente la sicurezza della tapparella, un ladro con un po’ di impegno ne avrà facilmente ragione. Esistono altre soluzioni decisamente più efficaci e flessibili per garantire una elevata sicurezza passiva alle tapparelle. Tapparelle come porte blindate Lo sai che esistono tapparelle che hanno un livello di resistenza ai tentativi di effrazione pari a quelli di una porta blindata? E lo sai che queste tapparelle sono solitamente in alluminio e non in acciaio? Per la precisione le stecche di queste tapparelle sono realizzate in alluminio estruso. Procedimento che fornisce un prodotto notevolmente diverso rispetto alle normali stecche coibentate. Infatti, come abbiamo visto nella prima parte della guida, le stecche coibentate sono composte da lamiere sagomate e riempite di schiuma con lo scopo di renderle più rigide (e solo come scopo secondario di migliorare l’isolamento…). Ma si tratta pur sempre di prodotti molto flessibili e facilmente deformabili. Non in grado di garantire buone prestazioni di sicurezza Invece le stecche estruse consentono di realizzare un prodotto molto più resistente. Infatti si tratta di un unico pezzo (l’estrusione consiste nello spingere un materiale attraverso una sagoma per dargli la forma desiderata) con una parete spessa fino a 2 mm e con un peso finito che può arrivare fino a 12 Kilogrammi a metro quadrato. Parliamo di un prodotto indeformabile e personalizzabile in ogni colore. Dalle foto che vedi qui sopra puoi capire che se parliamo di tapparelle in alluminio estruso stiamo ragionando di prodotti di alto livello con peso e solidità molto diversi anche dalla tapparella in acciaio coibentato. Ma se ci fermassimo qui varrebbe lo stesso discorso fatto per l’acciaio: maggior peso non significa garanzia di sicurezza. Certo, un miglioramento ci sarebbe…ma per trasformare una tapparella in antieffrazione ci vuole altro. E i catenacci di cui
Guida alla sostituzione delle tapparelle [Parte 1]: le tapparelle standard

Se abiti in una casa costruita dopo la seconda guerra mondiale probabilmente hai le tapparelle all’esterno delle finestre. E se con la tua ristrutturazione stai pensando di cambiare gli infissi sono certo che non stai prestando grande attenzione alle tapparelle. Sì, magari hai detto al serramentista “insieme agli infissi cambiamo anche le tapparelle”…ma in fondo per te una vale l’altra… In questa guida ti dimostrerò che anche nella scelta della tapparella ci sono tante cose di cui devi tenere conto. Però cerchiamo di capirci: non è che scegliere la tapparella sia qualcosa di poi così complicato…non voglio passare per l’addetto all’ufficio complicazioni cose semplici. Ma le tapparelle sono comunque il primo elemento a protezione della tua casa (e degli infissi che magari hai pagato uno sproposito). Quando c’è vento, pioggia, grandine o sole battente magari pensi “adesso chiudo la finestra” ma poi ti ritrovi ad abbassare le tapparelle. E siccome la loro sostituzione avviene quasi sempre insieme a quella degli infissi, è importante che tu pensi al foro-finestra come se fosse un’unica cosa, in cui ogni elemento è ugualmente importante. Quindi ti devi occupare tanto dell’infisso quanto del sistema di oscuramento (cioè la tapparella). Invece spesso si tende a risparmiare su questo elemento, o a rimandarne la scelta ad un secondo momento. “Si vabbè…per le tapparelle ce la vediamo dopo” …l’ho sentito dire un sacco di volte… Ma dopo potrebbe non andare bene. Perché magari hai bisogno di tapparelle che risolvano uno specifico problema, e per installarle ci vuole un sistema specifico che magari necessita di spazi e collocazioni diverse da quelli standard. Ad esempio un problema che mi capita di affrontare spesso qui a Salerno è legato al vento. Non so se abiti in una città ventosa…ma qui alle volte il maestrale può essere fastidioso (certo non come la bora di Trieste…). In molti si lamentano che durante la notte non riescono a dormire perché le tapparelle sbattono o i cassonetti fischiano (è successo anche a me nella casa dove abitavo fino a pochi anni fa). In questi casi spesso la causa sono vecchie tapparelle in legno…e quasi tutti pensano che sia sufficiente cambiare quelle per risolvere il problema. Ma non è così: in questi casi, se vuoi veramente risolvere il problema alla radice, devi cambiare anche le guide con quelle anti-rumore. “…Mbè? Dove sta il problema?” Il problema è che queste guide hanno delle dimensioni differenti rispetto a quelle standard. Quindi se non le prevedi insieme agli infissi, ma ti decidi quando ormai il foro-finestra è stato impostato senza tenere conto di questo aspetto, potresti ritrovarti a dover fare modifiche costose per riuscire a metterle…o ad installare guide non adeguate alla riduzione del rumore (o peggio ancora a tenerti quelle vecchie). Così avrai tapparelle nuove…che però continuano a fare rumore tanto quanto quelle vecchie. Ma di certo il vento non è l’unico possibile problema. Un altro che, soprattutto in alcune zone d’Italia, sta diventando importante è quello legato alla grandine. Proprio qualche giorno fa mia mamma (che abita in provincia di Treviso), mi ha detto che una violenta grandinata le ha rovinato la carrozzeria della macchina (nuova…). E non è la prima volta che succede. Ecco: come le carrozzerie anche le tapparelle si possono rovinare con la grandine. Non tutte le tapparelle infatti sono idonee per resistere alla grandine. Solo che se la macchina viene rovinata da una grandinata la porti dal carrozziere ad aggiustare…se una tapparella si rovina a causa di una grandinata la porti in discarica. Se vivi in un posto dove questi fenomeni sono frequenti dovresti installare delle tapparelle adatte. E tu sai che caratteristiche devono avere queste tapparelle? Ma la scelta delle tapparelle non è un problema solo di chi deve trovare la risposta a specifici problemi come quelli che abbiamo appena visto…con tutti i produttori e la scelta che c’è in giro la sòla è dietro l’angolo anche se sei alla ricerca di un prodotto standard… Quando scegli la tapparella devi anche saper distinguere tra i vari materiali. Conosci il PVC? Ormai gli infissi in PVC sono quelli largamente più diffusi. Credi che il PVC non sia arrivato anche alle tapparelle? Anzi…si è iniziato prima a realizzare tapparelle in PVC (da dopo la seconda guerra mondiale) e poi si è passati a realizzare anche gli infissi di questo materiale. Quindi la tecnologia è consolidata. “Bene!” dirai tu…ma anche qui si nascondono delle insidie. Potresti installare delle tapparelle in PVC che il serramentista ti vende a prezzi stracciati come bellissime e che “signora mia durano una vita”… Sei convinto di aver fatto un affare. Ma proprio quando il sole delle 13:30 di un caldo pomeriggio di agosto ti sta facendo sudare anche le sopracciglia mentre provi a mangiarti quello spaghetto alle vongole che ti guarda invitante dal piatto…ecco che la tua unica salvezza, cioè “le tapparelle scese” (come si dice qui al sud) improvvisamente si bloccano…perché le stecche si sono deformate a causa del caldo. È meno inusuale di quello che pensi…e il motivo è che le tapparelle in PVC devono avere delle caratteristiche precise per durare nel tempo (e resistere al calore). E il bello è che alcune normative entrate in vigore alcuni anni fa hanno reso meno banale questo aspetto. (Ne parleremo a breve). Ok, non ti voglio spaventare: ti ho già detto che scegliere la tapparella giusta non è difficile. E lo confermo. Basta avere le informazioni giuste. In questa guida troverai alcune indicazioni su cosa devi sapere quando un serramentista ti propone una tapparella piuttosto che un’altra. In realtà di tapparelle ne abbiamo già parlato un’altra volta nel blog…quando ho pubblicato una mega guida in cinque parti alla sostituzione degli infissi. In un paragrafo di uno di quegli articoli ti ho parlato di tapparelle (lo trovi qui). Ma oggettivamente avevo affrontato l’argomento in modo superficiale e sbrigativo. Così ho deciso di dedicare una guida completa alle tapparelle. E siccome ammetto di non essere proprio ferratissimo sull’argomento, ho chiesto aiuto ad un esperto del settore: Vincenzo Mancusi di Chiudicasa mi
Infissi in legno: ha ancora senso installarli?

Grazie alla cassa di risonanza delle detrazioni fiscali, quando si ristruttura casa la sostituzione degli infissi è ormai considerato da tutti obbligatorio. Ma l’offerta del mercato è vasta, e proprio le detrazioni fiscali stanno spingendo alcune tipologie di infissi, penalizzandone altre. In questo articolo faremo un focus su una tipologia che sta vivendo un periodo di appannamento: quelli in legno. Proverò a spiegarti quali sono i pregi inarrivabili di questo materiale, quali sono i difetti, come i produttori hanno risolto i difetti maggiori e soprattutto quanto costano. Attualmente puoi trovare in commercio infissi realizzati in tre materiali: il PVC, l’alluminio e il legno. Li puoi trovare “puri”, cioè composto da solo di uno di questi materiali, oppure in combinazione tra di loro: legno-alluminio, legno-pvc, pvc-alluminio, alluminio-legno (che sono diversi dal legno-alluminio…). C’è da dire che una piccola quota di mercato è detenuta anche dal ferro e dall’acciaio, ma è trascurabile. Naturalmente quando parliamo di materiale di cui sono fatti gli infissi parliamo dei telai. Ma non devo certo essere io a dirti che la porzione più grande di un infisso è costituita dalla parte vetrata…a cui devi prestare particolare attenzione. Non sarà l’oggetto di questo approfondimento, ma se vuoi saperne di più leggi questo articolo in cui puoi trovare tutte le informazioni che ti servono. Detto ciò, il telaio svolge una funzione altrettanto se non più importante del vetro. E nel costo complessivo di un infisso costituisce la parte più consistente. Attualmente gli infissi maggiormente venduti sono quelli infissi in PVC. La loro quota di mercato è in costante crescita da anni: già nel 2019 sfiorava il 40%. E se l’alluminio da parecchi anni si aggira attorno al 35%, chi sta perdendo colpi è proprio il legno, ormai stabilmente sotto il 30% e continua vedere ridursi le proprie quote di mercato. Questo materiale è passato dall’essere il re indiscusso del settore, al fanalino di coda… Il motivo per cui il PVC sta avendo questo enorme successo è che abbina prestazioni elevate a bassi costi di produzione. Ma ruolo importante in questa ascesa lo stanno svolgendo anche le detrazioni fiscali, e nell’ultimissimo periodo in particolare il superbonus. Infatti la presenza di massimali di spesa complessivi ed unitari da rispettare, uniti alla promessa del “tutto gratis” fatta dal sperbonus (approposito…per un approfondimento leggi questo articolo), ha portato a concentrare tutta l’attenzione verso infissi poco costosi…quindi il PVC. Con committenti che spesso non sono disposti a mettere sul piatto neppure un euro per ottenere qualcosa di qualitativamente superiore. E il legno, che non ha rivali non solo in termini di prestazioni termo-acustiche, ha la pecca di costare tanto. Molto più del PVC (Almeno per quanto riguarda gli infissi di qualità e certificati.). E quindi di non rientrare nei massimali di cui parlavamo prima. Inoltre è accompagnato dalla falsa credenza che richieda molta manutenzione perché “a contatto con l’ambiente esterno si rovina”… Per spezzare una lancia a favore degli infissi in legno, nei prossimi paragrafi vedremo come l’industria del legno si è evoluta per rispondere alle problematiche di questo materiale, metteremo in luce quali caratteristiche non devi perdere d’occhio nella scelta degli infissi in legno, e infine ti darò dei costi indicativi. Prima però partiamo da un confronto tra gli infissi in legno e quelli in PVC. INFISSI IN LEGNO O INFISSI IN PVC? PREGI E DIFETTI Chiariamolo subito, se l’unico criterio di scelta che ti guida è quello economico (cioè risparmiare il più possibile) la risposta è una sola: acquista dei nuovi infissi in PVC. Non sarò certo io a dirti che sono il male…ne trovi di estremamente validi (ma anche qui…attenzione a quello che acquisti…gli infissi in PVC di qualità non sono poi così economici!). Ma se affermo che la scelta di un infisso non può basarsi solo sull’aspetto economico, spero concorderai con me. In fondo quando parliamo di infissi ci riferiamo a quell’elemento dell’involucro che ti protegge dall’ambiente esterno, ti consente di avere luce e aria fresca in casa e soprattutto te lo ritrovi di fronte tutti i giorni. Non è come un mobile che puoi cambiare a cuor leggero quando ti pare. E una volta installato dovrebbe durare almeno qualche decina di anni garantendoti prestazioni elevate per tutta la sua vita utile. Analizzando la questione da questi punti di vista gli infissi in legno non hanno rivali. [Te lo dice una persona che non ha una particolare predilezione per gli infissi in legno…(e ancora meno per quelli in PVC per intenderci…)] Credo sia superfluo sottolineare che il legno è un materiale naturale, a differenza del PVC che è composto per oltre il 40% da petrolio. In parole povere il PVC è plastica. “Si ma per fare gli infissi in legno bisogna tagliare gli alberi…non mi dirai mica che è ecologico!” Ecco, sfatiamo il falso mito che il legno non sia ecologico perché per produrlo bisogna abbattere intere foreste. Sì è vero: per fare un infisso in legno bisogna tagliare degli alberi. Ma tutti i produttori di infissi in legno (o meglio quelli seri…) ormai certificano la propria filiera produttiva garantendo così che i legnami utilizzati nei loro infissi provengano da foreste o fonti gestite in maniera controllata (se vuoi approfondire guardati la certificazione FSC ad esempio). Un po’come avviene per i produttori di parquet. In soldoni: tanto tagli, tanto ripianti. Tornando allo scontro PVC-legno, detto del fattore ecologico, c’è da considerare il non secondario fattore estetico. La maggior parte delle persone quando compra un infisso in PVC lo chiede “effetto legno”. E lo fanno perché il valore estetico del legno è irraggiungibile. Il PVC imita il legno…non è il legno che imita il PVC. Per farlo assomigliare al “cugino” nobile, sul PVC vengono incollate delle pellicole di plastica con stampate varie essenze e venature di legno. Ti assicuro che non mi capita di rado di sentire affermazioni tipo “non si riesce a notare la differenza dal legno vero”. Mi spiace ma non è così. Sebbene esistano pellicole molto realistiche, quando provi ad affiancarle ad un vero infisso in legno
Pavimento Sovrapposto: vantaggi, costi, problemi, compromessi

La sovrapposizione di un nuovo pavimento sull’esistente è diventata una pratica diffusa nelle ristrutturazioni.
Questa decisione è più complessa di quanto possa sembrare a prima vista.
In questo articolo, esamineremo i vantaggi e i costi di questa soluzione. E parleremo anche degli aspetti tecnici da considerare e dei compromessi a cui potresti dover scendere.
Vetrate per interni: quello che devi realmente sapere prima di installarne una

Da alcuni anni si sta assistendo, nel design di interni, ad un utilizzo sempre più frequente delle vetrate per interni. Sono una soluzione che a me piace molto, soprattutto nella ristrutturazione di appartamenti: consente di ampliare visivamente gli spazi, garantendo comunque una divisione tra gli stessi, e di rendere luminose stanze che altrimenti potrebbero essere buie. Però non è tutto rose e fiori: per installare una vetrata per interni ci sono molti problemi da affrontare e risolvere di cui devi essere consapevole. Ho recentemente fatto montare una vetrata interna della lunghezza di circa 6 metri e ho avuto modo di capire ed affrontare molti problemi legati alla sua installazione. Dopo questa esperienza (per me la prima con queste dimensioni) posso affermare con una certa sicurezza che: In questo articolo ti svelerò molte cose sulle vetrate per interni che gli articoli che puoi trovare in rete non ti dicono: infatti sono tutti realizzati da produttori e rivenditori di vetrate, che ti devono far vedere quanto sono belli i loro prodotti. E i pochi non gestiti da loro, hanno il solo scopo di mostrati qualche bel progetto con le vetrate. Ma in nessuno viene affrontata la questione dal punto di vista tecnico. Tu non devi diventare un esperto, ma conoscere alcuni aspetti tecnici è indispensabile per farti prendere decisioni consapevoli e valutare compiutamente i costi di installazione. DOVE SI UTILIZZANO LE VETRATE PER INTERNI? Capisco che, dal titolo, questo paragrafo possa sembrare all’apparenza inutile ai fini di quanto vogliamo dire in questo articolo, però si tratta di un passaggio fondamentale. Infatti capendo quali sono i principali utilizzi delle vetrate per interni, possiamo anche capire quali sono i problemi correlati e quindi individuare le azioni necessarie per risolverli. Quest’ultima è la cosa che deve interessarti di più: risolvere i problemi legati alle vetrate per interni. Partiamo dall’inizio. Quando parliamo di vetrate per interni possiamo distinguere tra porte vetrate e pareti vetrate. Le prime dividono due ambienti come una normale porta ma permettono il passaggio di più luce. Le seconde si sostituiscono alle pareti, si tratta solitamente di più lastre di grandi dimensioni, spesso con integrati sistemi di apertura a battente o scorrevoli. Gli aspetti positivi delle pareti vetrate per interni li abbiamo già accennati: permettono di mantenere fisicamente separati gli ambienti, dando però la sensazione di un unico grande spazio. Questa cosa è molto utile negli appartamenti, in particolare nelle zone giorno tra soggiorno e cucina, in cui uno spazio piccolo si moltiplica e allo stesso tempo si riesce a mantenere confinato il caos e gli odori che spesso regnano nelle cucine. Personalmente sono sempre stato un sostenitore dei cosiddetti open-space, in cui tutte le funzioni della zona giorno sono concentrate in un unico grande spazio. Però questa predisposizione si è sempre scontrata con alcune considerazioni di tipo pratico legate alla cucina: una cucina dentro il soggiorno costringe a una costante pulizia e la mancanza di separazione fa passare gli odori, che non sempre sono piacevoli. Installare una vetrata per interni che divide il soggiorno dalla cucina è una valida risposta a queste problematiche perché consente grande versatilità degli spazi, dando la possibilità di confinare la cucina all’occorrenza. Nell’ultima parte dell’articolo ti farò vedere un mio progetto in cui ho fatto installare la parete vetrata di cui ti ho già fatto accenno nell’introduzione: 6 metri di lunghezza e 2,7 metri di altezza per un totale di 6 ante di cui 4 scorrevoli. Una bella bestia. Se le porte vetrate non presentano particolari problematiche (anche se non è sempre vero…), le pareti vetrate interne hanno dei problemi che devono essere considerati in modo attento in fase di progetto. Infatti sono composte di lastre di grandi dimensioni, che possono avere problemi di rigidezza e che pesano molto. Quindi vanno fatte riflessioni in merito al tipo di lastra scelto in funzione del tipo di parete vetrata che verrà installata, e riflessioni riguardo al sistema che dovrà sostenere la parete vetrata. Se in merito alla tipologia di vetro i produttori industriali di grandi dimensioni (come Saint-Gobain, il leader mondiale) e le aziende specializzate nella lavorazione del vetro (come Vetromarca ad esempio), hanno un controllo preciso e puntuale per quanto riguarda la tipologia e sicurezza delle lastre, lo stesso potrebbe non dirsi per i piccoli artigiani con in quali ho personalmente più volte dovuto scontrarmi. In merito ai sistemi di supporto, invece, in molti casi si tratta di studiare delle soluzioni apposite che possano supportare i carichi dei vetri e degli eventuali telai in cui sono inseriti. E questo è un aspetto che deve essere considerato e previsto attentamente dal tuo progettista prima di installare la vetrata. In pratica, come per gli infissi viene prima installato un controtelaio nascosto nella muratura, anche per le pareti vetrate per interni deve essere fatta una cosa simile…solo che potrebbe essere molto più impegnativo di quello che credi. Per chiarirti le idee su questi due aspetti nei prossimi due paragrafi approfondiremo i seguenti argomenti: IL VETRO: L’ELEMENTO PRINCIPALE DELLE VETRATE PER INTERNI Naturalmente il vetro è l’elemento principale di questo sistema. Le lastre possono essere inserite all’interno di telai, solitamente di alluminio, oppure totalmente libere, cioè vedi solo vetro. In questo secondo caso chiamate “a filo lucido”. Il filo lucido è una lavorazione che viene fatta dopo il taglio delle lastre per fare in modo che il bordo della lastra sia appunto lucido. Infatti l’operazione di taglio lascia un bordo tagliente, irregolare e scuro. Siccome nelle le vetrate senza telai puoi entrare in contatto anche con il bordo del vetro, allora, tramite delle mole, questi vengono resi regolari, non taglienti e lucidati, così da prendere lo stesso colore della lastra. Sia che tu acquisti una vetrata con telaio che a filo lucido, il vetro deve rispondere a delle precise caratteristiche normate. La norma di riferimento è la UNI 7697 (l’ultima versione in vigore è quella del 2015) che prescrive delle caratteristiche a cui devono rispondere anche le vetrate interne che dividono due ambienti. I vetri che è possibile commercializzare e installare