Ventilazione meccanica controllata (VMC): come risparmiare energia, eliminare le muffe e migliorare la salute in casa

La Ventilazione Meccanica Controllata (VMC) è il sistema ideale per chi desidera un’abitazione più efficiente e salubre: garantisce un ricambio d’aria costante e ben filtrato, riducendo consumi energetici, muffe e inquinanti indoor. Scopri come funziona e quali vantaggi offre per il tuo comfort quotidiano.
Come aumentare l’efficienza energetica del tuo appartamento in condominio

Scopri come migliorare l’efficienza energetica del tuo appartamento in condominio affrontando le sfide specifiche di questo contesto. Dall’isolamento termico interno alla sostituzione degli infissi, fino all’installazione di sistemi solari individuali, questo articolo offre soluzioni pratiche per ridurre i consumi energetici e aumentare il comfort abitativo.
Migliora la Tua Casa con il Bonus Infissi 2024: Requisiti, modalità di accesso e consigli utili

Il bonus infissi è una detrazione fiscale per la sostituzione degli infissi che ti permette di migliorare l’efficienza energetica della tua casa. Riduci le bollette e goditi un maggiore comfort abitativo. Scopri tutte le normative, i requisiti tecnici e i vantaggi economici per sfruttare al meglio questa opportunità.
Efficientamento Energetico con la Ristrutturazione: scopri come stimare in pochi minuti le migliori soluzioni per efficientare casa.

La direttiva europea “Case Green” segna un punto di svolta, imponendo una riduzione dei consumi energetici del 16% entro il 2030, rendendo l’efficientamento energetico non più un’opzione ma una necessità. In Hausme ci impegniamo a trasformare la tua casa in un modello di sostenibilità, offrendoti strumenti avanzati come la nostra stima dell’efficienza di una ristrutturazione. Questo ed altri modelli ti guideranno attraverso decisioni consapevoli per ridurre significativamente le bollette, l’impronta carbonica, e migliorando il comfort e la vivibilità del tuo spazio abitativo.
Casa eco-friendly: guida alla ristrutturazione energetica

La ristrutturazione è il momento migliore per migliorare efficienza energetica e comfort. Bollette in crescita e crisi climatica impongono scelte consapevoli: non viviamo in un mondo di energia infinita, quindi ogni intervento conta. Sempre più persone ristrutturano con un focus sull’energia: la ristrutturazione energetica riduce le spese e migliora le condizioni abitative. Con le nuove norme europee (obbligo di classe E entro il 2030 e D entro il 2035), è indispensabile considerare l’efficienza energetica in ogni progetto. In questa guida trovi gli interventi che aiutano davvero a rendere la casa più efficiente durante la ristrutturazione. Benefici ambientali e risparmio energetico della ristrutturazione energetica Non so quale sia la tua sensibilità all’argomento, però quando affronti il tema dell’efficientamento energetico di casa tua devi considerare che le tue azioni non permetteranno solo di risparmiare in bolletta, ma contribuiranno (seppur in minima parte) anche a ridurre l’impatto ambientale e a combattere i cambiamenti climatici. L’efficienza energetica è uno degli strumenti più efficaci per ridurre le emissioni di CO2 e altri gas serra, che sono la principale causa dei cambiamenti climatici. Ecco alcuni dei benefici ambientali più significativi derivanti dall’avere una casa efficiente: Minore dipendenza dai combustibili fossili Riduzione delle emissioni di gas serra Utilizzo di risorse energetiche rinnovabili e quindi più “green” (termine che odio) ed efficiente Inoltre, migliorare l’efficienza energetica dell’abitazione permette di ottenere condizioni più confortevoli all’interno della casa (che poi è quello che interessa te). In questo articolo esploreremo diverse soluzioni per migliorare l’efficienza energetica della tua casa, approfondendo tecniche di isolamento, impianti sostenibili e incentivi fiscali disponibili. Scoprirai come sia possibile ridurre l’impatto ambientale e ottenere un comfort abitativo ottimale grazie alla ristrutturazione energetica della tua abitazione. Isolamento termico e coibentazione L’isolamento termico si riferisce all’insieme di materiali e tecniche utilizzate per ridurre la dispersione di caloreattraverso l’involucro dell’edificio, ovvero le superfici opache (pareti, soffitti, pavimenti) e trasparenti (infissi). L’isolante è un materiale che ha la capacità di rallentare la dispersione di calore e il valore fisico associato a questa capacità è la trasmittanza termica. Chiaramente più è spesso l’isolante più isola, però lo spessore dell’isolamento termico necessario dipende non solo dal tipo di materiale isolante utilizzato, ma anche dalla zona climatica in cui si trova l’abitazione. In Italia, le zone climatiche sono stabilite dal Decreto Ministeriale 26 giugno 2015, e sono suddivise in: Zona A: solo alcune isole della Sicilia sono in questa zona climatica Zona B: piccole porzioni costiere del territorio (Sicilia) Zona C: Buona parte della cosa del sud Italia Zona D: le restanti coste fino all’entroterra della parte peninsulare Zona E: clima freddo, caratteristico della pianura padana e degli appennini Zona F: clima molto freddo, caratteristico delle Alpi N.B. La normativa di riferimento per l’isolamento termico in Italia è il d.lgs 192/2005 e s.m.i. (con tutti i decreti attuativi), mentre la normativa tecnica che definisce come si calcola l’isolamento è la UNI EN ISO 6946. Come si isola una casa: le principali tecniche di isolamento Le tecniche di isolamento variano a seconda delle esigenze e delle caratteristiche dell’edificio. Ecco le più utilizzate. Cappotto termico È un sistema di isolamento termico che si applica all’esterno dell’edificio. Questa soluzione è ideale per garantire un’ottima protezione termica e ridurre i ponti termici. Tuttavia, per i proprietari di appartamenti in condominio, l’applicazione del cappotto termico richiede l’accordo di tutti i condomini, deve essere realizzato dall’intero edificio e può comportare maggiori tempi di realizzazione (sappiamo tutti quali sono le tempistiche di delibera dei condomini). Insufflaggio Questa tecnica consiste nell’insufflare materiale isolante all’interno delle cavità murarie esistenti. È adatta per la ristrutturazione di appartamenti in condominio, poiché non richiede interventi esterni all’edificio. L’insufflaggio può essere realizzato con diversi materiali isolanti, come lana di roccia, perlite o cellulosa. Tuttavia, questa soluzione potrebbe non essere applicabile in caso di murature prive di cavità o con problemi strutturali. Ho scritto un articolo dettagliato sull’insufflaggio, lo trovi qui. Isolamento dall’interno L’isolamento dall’interno prevede l’applicazione di materiali isolanti sulle pareti interne dell’abitazione. Questa soluzione è adatta per chi vive in condominio e non può decidere autonomamente di fare lavori all’esterno dell’edificio. Tuttavia, l’isolamento dall’interno può ridurre lo spazio abitativo e non è altrettanto efficace nel prevenire i ponti termici come il cappotto termico. Nella scelta della tecnica di applicazione è importante considerare le caratteristiche dell’edificio, le esigenze del progetto e le limitazioni imposte dalla situazione condominiale. Ho scritto un articolo dedicato completamente all’isolamento: come isolare casa. Materiali isolanti I materiali isolanti possono essere suddivisi in tre macro-categorie: naturali, sintetici e minerali. Ognuno di questi materiali ha caratteristiche specifiche che ne determinano l’efficacia, il costo e l’impatto ambientale. Puoi trovare un mio articolo sul sito della rivista 100 idee per ristrutturare, in cui trovi informazioni approfondite sui materiali isolanti: isolamento termico. Materiali isolanti naturali Un esempio di materiale isolante naturale è la fibra di legno, prodotta dalla lavorazione di scarti di legno e leganti naturali. La fibra di legno presenta un buon valore di lambda (0,038-0,043 W/mK) e si caratterizza per la sua capacità di regolazione dell’umidità e per le ottime prestazioni acustiche. Tra i vantaggi della fibra di legno vi sono la sua natura ecologica e biodegradabile. Tuttavia, ha un costo superiore rispetto ad altri isolanti e una bassa resistenza al fuoco. Materiali isolanti sintetici I materiali isolanti sintetici come il polistirene espanso (EPS) e il poliuretano espanso (PUR), che sono i più diffusi, sono caratterizzati da un’elevata resistenza termica e un’ottima impermeabilità all’acqua e al vapore. L’EPS presenta un valore di lambda compreso tra 0,032-0,038 W/mK, mentre il PUR ha un valore di lambda tra 0,023-0,028 W/mK. Nonostante questi vantaggi, i materiali sintetici sono meno ecologici rispetto ai materiali naturali e hanno una bassa resistenza al fuoco. Materiali isolanti minerali La lana di roccia è un esempio di materiale isolante minerale, ottenuto dalla fusione di rocce vulcaniche come basalto e dolomite. Ha un valore di lambda compreso tra 0,035-0,040 W/mK e offre un’eccellente resistenza al fuoco e al calore. Inoltre, è un materiale ecologico e riciclabile con buone prestazioni acustiche. Il principale svantaggio della lana di roccia è il costo, che è superiore a quello di altri
Gli interventi per migliorare la classe energetica di casa tua

Da quando a maggio 2020 il superbonus ha promesso di ristrutturare casa gratis solo migliorando di due classi energetiche il proprio immobile, tutti sono diventati esperti di efficienza energetica. Dai progettisti che dall’oggi al domani si sono re-inventati termotecnici senza averne reali competenze, fino ai privati cittadini che ormai disquisiscono di impianti, isolamenti e involucro con la stessa facilità con cui commentano le partite della domenica. In realtà l’efficientamento energetico è qualcosa di molto complesso, sia a livello normativo che pratico. Siccome di articoli su come efficientare casa ne puoi trovare a migliaia, in questo ti parlerò di una cosa differente. Cioè cercheremo di capire come ragiona la legge sull’efficienza energetica e perché applicarla alla lettera non è sempre la soluzione migliore per il tuo benessere (e il tuo portafoglio…). È giusto che ti faccia una premessa: io sono un architetto, non mi occupo direttamente di termotecnica e non ho particolari specializzazioni nell’ambito dell’efficienza energetica. E non sono uno dei progettisti che si sono re-inventati termotecnici da quando c’è il superbonus… Già perché ti ribadisco che non sono cose banali, e quando si pensa all’efficientamento di un edificio o di un immobile è importante rivolgersi alle persone con le giuste competenze. Perché ti parlo di efficienza energetica allora? Perché l’efficientamento energetico è una parte del progetto di ristrutturazione, ed è assolutamente importante. Ogni tecnico che possa definirsi tale deve avere almeno le basi per non sbagliare completamente progetto. In tutti i miei interventi l’efficienza è una parte che imposto sempre io. Decido cosa fare e conosco quali sono i risultati che posso ottenere. Ma una volta impostato il progetto, nel mio team di lavoro c’è un ingegnere specializzato a cui passo il mio progetto per le verifiche di legge e con cui mi confronto per apportare le modifiche necessarie (o stravolgerlo se necessario…). Te lo dico perché ci tengo a sottolineare che ogni tecnico ha le proprie competenze. Quando ti ritrovi di fronte ad uno del tipo “so tutto io”, scappa a gambe levate. Tornando a noi, le mie minime competenze nell’ambito dell’efficienza energetica le ho acquisite studiando tanto, seguendo dei corsi, progettando e confrontandomi con colleghi specializzati. E ho capito una cosa: alla classificazione energetica non interessa il tuo benessere in casa ma ha altri obiettivi. Il benessere è un accidente che spesso accade…ma che potrebbe anche non accadere. Provo a spiegarti perché…. EFFICIENZA ENERGETICA: COME RAGIONA LA LEGGE Tutto il sistema dell’efficienza energetica è legato alle classi energetiche. Non serve certo questo mio articolo per dirti cosa sono. Puoi trovarne a centinaia in rete che lo fanno bene. Se ti serve un buon riassunto vai su questo articolo di Pedago sulle classi energetiche, è scritto bene e in modo sintetico. Le classi energetiche individuate dalla legge sono 10 e vanno dalla G alla A4, dove A4 è la migliore e G è la peggiore. Probabilmente se pensi a quale classe energetica possa avere casa tua la prima cosa che pensi è: “pago delle bollette per il riscaldamento quanto il PIL di San Marino e comunque batto i denti dal freddo in inverno…per forza ho una classe energetica scarsa” Ma la classe energetica non si calcola sulla base delle bollette che paghi. Per assurdo potresti comunque pagare bollette molto alte e avere una casa con un’ottima classe energetica. Mentre scrivo (dicembre 2020) sto affrontando la ristrutturazione di una villetta a schiera che attualmente è in classe C. Quindi una buona classe energetica…(diciamo sufficiente…) Eppure il proprietario si lamenta di avere zone della casa molto fredde e di pagare bollette salate. Per capire come funziona la classificazione energetica devi conoscere un concetto che per la legge è fondamentale: cioè il consumo di risorse energetiche non rinnovabili. La classificazione energetica di una casa è tanto più alta quanto meno risorse energetiche non rinnovabili consuma. Un bel casino eh? Per questo dobbiamo approfondire due concetti: Come funziona una casa Casa tua è un posto che ti deve proteggere dalle intemperie, ti deve tenere caldo in inverno e fresco in estate. Per fare tutto ciò è formata da un “guscio” che ti protegge dall’esterno, che viene comunemente chiamato involucro edilizio. L’involucro in sostanza sono le pareti, le finestre, i tetti, i solai…tutto quello che ti divide dall’esterno. Questo involucro ti protegge dalle intemperie ma anche dal freddo in inverno e dal caldo in estate. Almeno in parte. Perché sai meglio di me che le sottili pareti delle case costruite negli anni sessanta o settanta, oppure gli infissi con un solo vetro, proteggono ben poco. Per questo ci sono gli impianti che riscaldano la casa in inverno e, se presenti, la raffrescano in estate. Quindi in una casa, dal punto di vista energetico, abbiamo due macro-elementi: Chiaramente gli impianti hanno bisogno di energia per funzionare. Non è che producono calore dal nulla con la sola imposizione delle mani. Devono utilizzare delle risorse energetiche…risorse che possiamo prendere dall’unico posto possibile: l’ambiente esterno. Ecco che arriviamo al secondo punto, cioè: Cosa sono le risorse energetiche rinnovabili e quelle non rinnovabili Più che di “risorse” si parla di fonti energetiche. Partiamo da quelle non rinnovabili: Col petrolio ci facciamo la benzina, col carbone produciamo altra energia (p.e. elettrica), col gas ci scaldiamo le case, con l’uranio ci facciamo le centrali nucleari e con il combustibile da rifiuti funzionano i termovalorizzatori. Perché sono considerate non rinnovabili? In realtà sono rinnovabili…ma per rinnovarle (cioè produrne di nuove) ci vogliono ere geologiche. Tempi che né io né tu possiamo nemmeno immaginare. Quindi non sono infinite: non è che possiamo scavare pozzi sperando di trovare petrolio all’infinito. Sono risorse che si vanno esaurendo (ancora qualche decennio e saranno finite) e costeranno sempre di più. Inoltre inquinano: sono tutte fonti che per fare il loro lavoro (cioè produrre l’energia che ci serve) devono bruciare (ad eccezione dell’Uranio che ha altri problemi). Bruciando producono (anche) anidride carbonica che crea l’effetto serra e il riscaldamento globale… Non approfondisco ulteriormente perché non credo di avere i titoli per fare una lezione su queste cose.
Isolare casa: il primo baluardo contro le bollette energetiche prosciuga-stipendi

Nelle ristrutturazioni, soprattutto di appartamenti all’interno di condomini, non viene quasi mai presa in considerazione l’idea di isolare casa. Quello che stai per leggere è la prima parte di un approfondimento in due articoli sull’isolamento delle case, su quanto sia importante e su come, anche se abiti in condominio, ci sono sistemi per intervenire sull’isolamento senza ricorrere al cappotto termico. Solitamente in una ristrutturazione la parte del budget dedicato al miglioramento energetico dell’immobile (sempre che sia stato stanziata una somma a tale scopo…) viene investito nel rifacimento dell’impianto di riscaldamento, nell’installazione di condizionatori e, al massimo, nella sostituzione degli infissi. Tutti interventi giusti e importanti ma che non riescono ad essere sfruttati al massimo in quanto trascurano completamente un aspetto essenziale per garantire il benessere in casa (e il risparmio in bolletta): l’isolamento degli elementi opachi, cioè di pareti e solai. Oggi ti parlerò di come isolare casa può aiutarti in modo significativo ad abbattere le bollette e raggiungere un super benessere in casa. Ti sei mai fermato a guardare la vetrina di un’agenzia immobiliare? Da qualche anno di fianco ad ogni annuncio trovi la scritta “classe energetica ….” seguita da un numero, che esprime il consumo stimato espresso in Kwh/mq anno, e una lettera, compresa tra A e G. Tale cartello ti permette di capire facilmente se ti trovi di fronte ad un buon immobile o a una macchina mangia-soldi. Tieni presente che tutti gli immobili realizzati fino agli anni ’80 solitamente sono in classe energetica G, la peggiore tra tutte, il chè significa che consumano tantissimo senza garantirti un reale benessere interno. Per determinare di quanta energia ha bisogno il tuo immobile vengono considerati essenzialmente due aspetti: L’involucro di un immobile è composto da questi elementi: Affichè gli impianti super tecnologici che installerai in casa siano realmente efficienti, un requisito indispensabile è che anche l’involucro sia efficiente. Anzi, è prioritario. COSA DICE LA LEGGE IN MERITO ALL’ISOLAMENTO DELLA CASA Quando affronto aspetti tecnici cerco sempre di supportare le mie affermazioni con elementi tangibili. E in questo caso partiamo dai parametri di isolamento stabiliti dalla legge e che devi rispettare in una ristrutturazione se decidi di intervenire sull’isolamento. La legge di riferimento in Italia è il d.lgs. 192/2005 relativa al “rendimento energetico degli edifici” che detta i principi generali. A questa sono stati afiancati tre decreti attuativi che invece dettano le procedure, e sono stati pubblicati nel giugno del 2015 (almeno le versioni in vigore al momento in cui scrivo questo articolo). Per quanto riguarda l’isolamento la legge ti dice quanto dovranno isolare le pareti di casa, se decidi di intervenire, e in quali casi sei obbligato a rispettare questi valori, anche se non vorresti. Provo a spiegare questa seconda affermazione: capita spesso, soprattutto nei condomini, che si rendano necessari degli interventi sulle facciate esterne perchè l’intonaco, dopo tanti anni, si sta staccando. Solitamente l’intervento previsto è il solo rifacimento dell’intonaco. Ma la legge ti dice che, se l’intonaco su cui stai intervenendo supera una determinata percentuale rispetto alla superficie complessiva della parete, non è sufficiente rifare l’intonaco ma devi anche adeguare l’intero immobile ai valori di isolamento previsti per legge. Ecco perchè ti ho parlato di obbligo. Cerchiamo di capirne di più. Interventi che richiedono il rispetto dei requisiti di isolamento La legge individua tre tipologie di ristrutturazione a cui associa degli obblighi di rispetto di determinati parametri. Facciamo tre esempi per chiarire: 1.Se cambi totalmente o parzialmente l’impianto di riscaldamento/raffrescamento e contemporaneamente decidi di isolare una porzione importante dell’involucro di casa tua (ad esempio isolando le pareti esterne e cambiando gli infissi) ricadi nel primo caso. 2.Se decidi di isolare una parte dell’involucro (ad esempio solo i prospetti a nord) che supera il 25% dell’involucro complessivo (compensivo dei solai eh!) ricadi nel secondo caso. Anche se non tocchi gli impianti. 3.Se cambi totalmente o parzialmente l’impianto di riscaldamento/raffrescamento ricadi nel terzo caso. Se isoli solo una parte dell’involucro, per meno del 25%, ricadi nel terzo caso. In tutti gli altri casi non hai obblighi. Quindi se decidi di non toccare impianti o involucro non devi fare niente (ma in una ristrutturazione seria è una cosa plausibile?). A queste tre tipologie di ristrutturazione individuate dalla legge sono legati dei precisi obblighi. La legge da molto risalto agli aspetti impiantistici, diversificando in modo sostanziale i requisiti prestazionali da raggiungere nelle le tre casistiche individuate, però anche per l’involucro fornisce delle indicazioni importanti. Vediamole rapidamente concentrandoci solo sugli aspetti legati all’involucro “opaco” (muri e solai). Se invece vuoi sapere qualcosa di più in merito agli infissi puoi leggere questo primo articolo sulla sostituzione degli infissi (fa parte di una guida in cinque parti che ho pubblicato poco tempo fa). I requisiti che l’involucro deve rispettare (se isoli casa) Tutte tre le tipologie di ristrutturazione individuate dalla legge richiedono che gli interventi che deciderai di fare sull’involucro rispettino due requisiti principali: Tali valori di isolamento sono individuati con un dato fisico: la trasmittanza. La trasmittanza, dicendola alla buona, è quanto calore passa da una parte all’altra di un elemento edilizio. Meno calore un muro o un solaio fanno passare, migliore è l’isolamento che garantiscono; quindi valori più bassi significano maggiori prestazioni. I valori di trasmittanza sono tabellati, vediamoli rapidamente. Isolamento, trasmittanza, zone climatiche L’Italia è una nazione con un clima molto vario: tra la Valle d’Aosta e Lampedusa c’è un abisso. Quindi la legge ha individuato delle zone climatiche, con condizioni più o meno omogenee, a cui applicare gli stessi requisiti. Sarebbe assurdo isolare una casa di Palermo come una casa di Aosta. Per mostratele ti faccio vedere un’immagine che ho già utilizzato in uno degli articoli della serie dedicata alla sostituzione degli infissi che ho pubblicato qualche tempo fa: Come vedi il territorio italiano è per la maggior parte in zona D e in zona E. Le zone più calde hanno le lettere A e B e le più fredde la lettera F. Sulla base di questa suddivisione sono stati dettati dei limiti di trasmittanza per le varie zone:
Riscaldare casa: le 5 regole per riscaldare casa in modo efficiente e risparmiare in bolletta

In questo articolo vedremo 5 regole per riscaldare casa che ti consentiranno di stare come un pascià mentre fuori ci sono meno 10 gradi e imperversa la peggior tempesta di neve dell’ultimo secolo senza che il contatore giri all’impazzata rubandosi tutti i soldi che stai faticosamente mettendo da parte per le ferie estive. Ok, questa prima frase è stata un po’ ad effetto, però ti faccio una promessa: non stai per leggere l’ennesimo articolo coi soliti consigli banali e inutili che riempiono la rete all’arrivo della stagione fredda. Non è raro che, anche in case appena ristrutturate, durante la stagione fredda non si riesca a raggiungere una temperatura decente, che ci siano zone fredde, che i consumi siano ancora elevati. In questi casi è semplice trovare in rete articoli che ti riempiono di consigli per mettere una toppa al problema. E i consigli sono sempre gli stessi, è semplice farne un elenco: Ce ne sarebbero ancora a decine e ti assicuro che sono tutti accorgimenti utili ma che non saranno mai in grado di risolvere il problema alla radice. Infatti sono delle toppe messe ad un maglione bucato. Se in casa tua anche con il riscaldamento a palla c’è freddo, se dopo 5 minuti che hai spento i termosifoni la temperatura torna ad essere polare, se le bollette che paghi da ottobre a marzo basterebbero per sfamare un’intera nazione, allora questi consigli sono realmente inutili. In questo articolo proveremo invece ad affrontare la questione da un punto di vista diverso: le 5 regole di cui parlo ti consentiranno di valutare in modo oggettivo quali sono le cause che adesso non ti consentono di riscaldare casa in modo efficace, che ti costringono a consumare tanto e quindi a pagare bollette astronomiche (che col caro dell’energia a cui abbiamo assistito sta diventando un problema drammatico). Lo scopo è darti delle indicazioni realmente valide per ottenere ambienti caldi e confortevoli durante la stagione fredda e risparmiare in bolletta. RistrutturazionePratica è un sito dedicato alla ristrutturazione, che sarebbe il momento principale in cui porre rimedio a questi problemi. Con le 5 regole andremo alla radice della questione, e ciò spesso significa attuare soluzioni non proprio indolori, adeguate soprattutto al momento della ristrutturazione. Però vedrai che, anche se non hai in programma di ristrutturare, alcune delle possibili soluzioni si possono attuare lo stesso. LE 5 REGOLE PER RISCALDARE CASA EFFICACEMENTE Se, dopo aver tentato di mettere in pratica tutte le cose che abbiamo elencato nell’introduzione, casa tua continua a non riscaldarsi in inverno e/o a consumare tantissimo, potresti rassegnarti all’idea di rifare l’impianto di riscaldamento. Sostituire l’impianto di riscaldamento non è sempre la soluzione corretta. Infatti, anche se il tuo impianto è vecchio come la pelliccia della nonna che puzza di naftalina, potrebbe non essere lui l’anello debole. Solitamente le reali cause del freddo in casa si annidano da altre parti. Una casa calda e confortevole è il risultato di tanti fattori che vanno ben oltre la semplice installazione di un impianto di riscaldamento efficiente (che bada bene: è pur sempre un aspetto fondamentale!), ma che potrebbe non bastare. E, se devi ristrutturare casa, devi affrontare la questione in modo corretto e sistematico così da non sprecare i tuoi soldi in opere inutili. Regola 1: a morte gli spifferi! È assolutamente inutile avere un impianto di riscaldamento che funziona come un orologio svizzero se poi tutti gli sforzi che vengono fatti per riscaldare gli ambienti sono vanificati da spifferi degni di una tempesta in alta quota. La presenza di spifferi non significa solo che entra aria fredda, ma significa anche che esce l’aria calda da casa tua: considera gli spifferi come un portone sempre aperto tra casa tua e il mondo esterno. Non fraintendermi: casa tua non deve diventare un luogo sigillato in cui non entra ed esce un filo d’aria. La ventilazione, cioè i ricambi d’aria, sono fondamentali per la salubrità degli ambienti, e si possono fare in modo mirato aprendo le finestre per pochi minuti al giorno oppure con sistemi di ventilazione meccanica controllata. Ma gli spifferi sono qualcosa di diverso: è aria che entra ed esce 24 ore al giorno, 7 giorni su 7 da finestre, porte-finestre, portoncini di ingresso…dagli infissi in sostanza. Le vecchie finestre sono quanto di peggio ci possa essere per gli spifferi. Il problema più grosso è che mancano completamente le guarnizioni, oppure che sono insufficienti oltre che consumate. Le guarnizioni sono strisce di gomma o altri materiali elastici, che vengono applicate alle battute degli infissi (cioè quella parte dell’anta che va a “battere” contro il telaio per chiuderle), e che garantiscono la chiusura ermetica delle finestre. Fino all’inizio degli anni ottanta nessun infisso aveva le guarnizioni: non importava se fossero di legno o alluminio. Le battute delle finestre erano realizzate legno su legno o alluminio su alluminio. Questo non garantiva in alcun modo la chiusura ermetica in quanto legno e alluminio sono materiali rigidi, che non hanno la capacità di adattarsi l’uno sull’altro come invece fa la gomma. Quindi non si riusciva ad ottenere una chiusura ermetica e si formavano dei minuscoli spazi vuoti sufficienti però per far passare abbondantemente l’aria. Le prime guarnizioni sono arrivate negli anni ottanta, in concomitanza con il diffondersi del vetrocamera. Ma se hai infissi risalenti a questo periodo non puoi dormire sonni tranquilli: infatti se è vero che tali guarnizioni hanno migliorato notevolmente la situazione è anche vero che erano decisamente poco performanti. Ma gli spifferi non entrano solo dalle finestre. Un altro elemento critico sono i vecchi cassonetti delle tapparelle che presentano gli stessi identici problemi degli infissi: nessuna guarnizione e pannelli di ispezione fissati alla bene e meglio, senza nessuna cura per ottenere una sigillatura perfetta. Come risolvere il problema degli spifferi? Trovi in commercio tanti prodotti che ti fanno promesse mirabolanti: profili adesivi in neoprene o gommapiuma, siliconi, paraspifferi…ma dammi retta: lascia perdere! Questi rimedi fai-da-te ti fanno perdere tempo e durano meno di una stagione. Se hai degli infissi in legno potresti pensare di far inserire (da