I livelli dell’impianto elettrico: un aspetto sconosciuto a tutti i committenti di cui dovresti preoccuparti nel rifacimento del tuo

livelli impianto elettrico

Nella tua ristrutturazione con ogni probabilità dovrai rifare l’impianto elettrico. Però non è sufficiente affidarsi ad un elettricista in gamba, delegargli tutto e dormire sonni tranquilli. Ci sono degli aspetti che devi decidere insieme a lui e uno di questi è il livello dell’impianto. Si tratta infatti di una precisa imposizione di legge da rispettare, e se non lo fai il tuo impianto non potrà essere certificato (e quindi non potrà essere a norma). Il fatto che in una ristrutturazione gli impianti elettrici sono sempre da rifare è un’affermazione che faccio per esperienza diretta. Però anche le statistiche mi danno ragione: un’indagine di Demoskopea per Prosiel (associazione per la promozione della sicurezza elettrica) ha fatto emergere che gli impianti domestici non a norma in Italia sono 12.000.000 (dodici milioni) e ogni anno sono causa di 45.000 (quarantacinquemila) incidenti domestici, anche mortali. Per molte persone, messe di fronte all’inadeguatezza e non sicurezza del loro impianto elettrico, la risposta a tale problema è prevederne la messa a norma e non il rifacimento, con la speranza di risparmiare un po’ di soldi e di avere meno caos in casa. Non devi confondere le due tipologie di intervento perché si tratta di modalità molto differenti di affrontare (e risolvere) il problema, che coincidono solo nello scopo di consegnarti un impianto in regola con le leggi, ma quasi mai nell’effettivo risultato. Ti ho parlato di messa a norma dell’impianto elettrico e di come vada fatta in questo articolo, ma voglio essere sincero: non sono assolutamente convinto che sia un’opzione conveniente. Infatti tale tipo di intervento prevede di continuare ad utilizzare vecchie parti dell’impianto elettrico su cui inserire nuovi elementi. E’ un po’ come pretendere di ringiovanire una persona con una trasfusione di sangue e una plastica facciale: il corpo rimane quello e di sicuro non aumenta l’aspettativa di vita. Lo stesso stesso vale per un impianto elettrico di cui viene fatta solo la messa a norma, aggiungendo il fatto che tale intervento impone una forte limitazione alla possibilità di avere un impianto realmente completo e funzionale per quelle che sono le nuove esigenze (che sono diverse da quelle di quaranta o cinquanta anni fa). C’è infine un dato di fatto, che è la cosa più concertante e che troppo spesso viene taciuto dagli installatori che si occupano di mettere a norma gli impianti elettrici esistenti: tutte le dichiarazioni di conformità che fanno, alla luce dei fatti, non sono valide. Sia perché i componenti che non vengono sostituiti nella messa a norma non rispettano le leggi attuali sulle caratteristiche dei materiali (pensa alle tubazioni annegate nella muratura), sia perché non è possibile rispettare appieno quelle che dovrebbero essere le prescrizioni in merito alle dotazioni minime obbligatorie di un impianto certificato. Se i controlli in Italia non latitassero, fioccherebbero multe per dichiarazioni di conformità fasulle. Che poi il problema non è la dichiarazione falsa ma il fatto che la tua casa, con un impianto messo a norma, continua a non essere realmente sicura (naturalmente dal punto di vista dell’impianto elettrico). Quindi, tra messa a norma e rifacimento dell’impianto, è sempre conveniente prevedere questo secondo tipo di intervento, anche se è più costoso ed invasivo. Aspetti che tra l’altro, nell’ottica di una ristrutturazione globale di un appartamento, sono meno rilevanti. Però, prima di chiamare un elettricista e affidargli il tuo nuovo impianto elettrico, ci sono delle cose che devi sapere. Molte le abbiamo affrontate in questo articolo dedicato al rifacimento dell’impianto elettrico. Ce ne sono altre però di cui non ti ho parlato. Si tratta di informazioni che (per legge) dovrebbe fornirti l’installatore (o il progettista dell’impianto elettrico), ma che nessuno fa mai. Ti sto parlando dei livelli dell’impianto elettrico, individuati in modo preciso dalla legge, e tra cui tu devi necessariamente compiere una scelta consapevole prima di rifare il tuo. Immagino che questa cosa dei livelli dell’impianto ti suoni nuova, eppure è un obbligo dal 2012, introdotto proprio per dare una riposta efficace ai dati statistici che hai letto poco fa, oltre che per creare, in modo chiaro e semplice, maggiore consapevolezza nell’utenza finale. COSA SONO I LIVELLI DELL’IMPIANTO ELETTRICO Per parlare di questo concetto è necessario fare alcuni riferimenti normativi. Infatti i livelli dell’impianto elettrico sono riportati all’interno della norma CEI 64-8, quella che in sostanza regola l’impiantistica elettrica residenziale. Il CEI è il comitato elettrotecnico italiano, un’associazione senza scopo di lucro creata nel 1909 con lo scopo di normazione in campo elettrico. In sostanza recepisce le norme tecniche europee e le armonizza al mercato italiano. Che le norme rilasciate dal CEI costituiscano riferimenti obbligatori da applicare affichè gli impianti siano considerati a norma (cioè possano avere la dichiarazione di conformità) è sancito da varie leggi in vigore, tra cui ad esempio il decreto del ministero dello sviluppo economico n. 37/2008, che è il riferimento di legge più importante in vigore in materia di installazione di impianti. La norma CEI 64-8 è nata proprio in seguito alla pubblicazione del d.m. 37/2008 e ha subito nel corso degli anni numerosi aggiornamenti. L’ultimo in ordine di tempo, nel momento in cui scrivo questo articolo, risale al 2019. Quello che interessa a noi però è del 2012, si tratta della settima edizione della norma, in cui vengono per l’appunto introdotti i livelli dell’impianto elettrico. In sostanza sono stati individuati tre livelli crescenti di impianti elettrici, in cui il più basso determina le condizioni minime per cui un impianto possa essere considerato sicuro ed efficiente. E naturalmente possa ricevere la dichiarazione di conformità. I tre livelli degli impianti elettrici I tre livelli individuati dalla norma sono: Come abbiamo già detto il livello base definisce gli standard minimi relativi agli impianti elettrici. Sotto non si può scendere. Attenzione ad un aspetto: far realizzare un impianto che non rispetti il livello base significa automaticamente non poter ottenere la dichiarazione di conformità, cosa che comporta alcune problematiche. Primo problema: l’impianto è “fuorilegge”. Infatti tutti gli impianti realizzati (o sostituiti) dal 2008 in poi devono obbligatoriamente essere provvisti di dichiarazione di conformità. Secondo