Relooking: scopri cos’è realmente questo modo di ristrutturare e guarda un esempio reale (con i costi)

Relooking: come trasformare la casa con pochi interventi mirati

Da qualche anno, nell’ambito della ristrutturazione, è diventato di moda il termine relooking. Una parola inglese per descrivere qualcosa che sembra nuovo ma non lo è. Infatti il relooking non è altro che cambiare le finiture di una casa, con lo scopo di rendere attuale uno stile vecchio o (più spesso) inserire uno stile dove manca. Nell’articolo di oggi vedremo in cosa consiste un intervento di relooking e quali sono i suoi limiti, aspetto importante soprattutto per capire quale sia il professionista adatto a cui rivolgersi. E infine ti mostrerò il progetto di relooking di casa mia, con i costi reali per realizzarlo. Se tu dicessi ad un tecnico di voler fare il relooking di casa tua, nel caso in cui conoscesse il termine (oggettivamrente è ancora poco diffuso in Italia), probabilmente penserebbe immediatamente a delle opere di manutenzione ordinaria, perché in fondo si tratta di questo. Infatti la manutenzione ordinaria è il termine tecnico-normativo in cui rientrano tutti i lavori di modifica delle finiture. Ma “manutenzione ordinaria” è meno suggestivo di relooking (e non è nemmeno corretto al 100%, diciamo al 95%)…quindi qualcuno ha pensato di importare dagli Stati Uniti questo termine. Vuoi mettere dire ad un amico/a “ho fatto il relooking di casa”? Ti fa sentire più figo e sofisticato rispetto a “ho fatto qualche lavoro in casa”. Però il relooking non è una ristrutturazione…allora di cosa parliamo? RELOOKING: COS’È E COSA NON È Ho scritto da poco un articolo in cui abbiamo visto una per una tutte le definizioni e categorie che possiamo trovare nel macrocosmo della ristrutturazione. Purtroppo c’è una grande confusione e non capirci nulla quando si approccia per la prima volta la questione è normale (anche per i professionisti). Se stai per intraprendere la strada di lavori in casa, fare chiarezza in questo caos è fondamentale, trovi l’articolo qui: Home styling, relooking o staging? Scopri le differenze e i professionisti a cui affidarsi. Naturalmente il relooking fa parte di questo macrocosmo e ne ho parlato nell’articolo che ti ho linkato qui sopra. Però è il caso di approfondire un po’ di più. Intanto diciamo che il termine corretto è “home relooking” perché il relooking generico si può fare di tutto (un’auto, un guardaroba, una persona…). Noi naturalmente ci limitiamo al mondo della casa (home per l’appunto). Quando parliamo di home relooking intendiamo tutti gli interventi che modificano l’aspetto esteriore di una casa. Stiamo quindi parlando delle “finiture”: pavimenti, rivestimenti, porte, pitturazioni, etc. A cui vanno aggiunti gli arredi, che possono essere su misura o da industria, e naturalmente tutta l’oggettistica che è presente in una casa. Lo scopo di chi progetta interventi di relooking è quindi dare un nuovo aspetto alla casa, o ad alcuni ambienti della stessa, ponendo l’attenzione sulla ricerca di uno stile e di un design armonioso e coerente. Ma il relooking non ha niente a che vedere con la ristrutturazione di una casa, che prevede interventi ben più approfonditi e invasivi. Per dare sostanza a questa affermazione vediamo anche l’interpretazione che la normativa italiana dà agli interventi di relooking. Naturalmente nella legge non troverai scritto da nessuna parte il termine “relooking”, ma noi sappiamo che la modifica delle finiture rientra nel calderone delle opere edili: quando cambi un pavimento, un rivestimento, le porte o gli infissi, stai facendo opere edili. E la legge italiana si occupa proprio di opere edili (e impiantistiche). A tal proposito il nostro riferimento è il Testo Unico dell’Edilizia (d.pr. 380/2001), di cui ti ho già parlato tante volte, che definisce le cosiddette categorie di intervento (articolo 3). La prima di queste è la «manutenzione ordinaria»: «interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti» A questa definizione dobbiamo aggiungere anche quanto ci dice il glossario dell’edilizia libera, a cui ho già dedicato un articolo che puoi leggere qui: Come ristrutturare casa senza progettista e pratica edilizia. Questo glossario in sostanza definisce in modo più preciso tutti gli interventi sintetizzati nella definizione che abbiamo riportato qui sopra. Ma quello che interessa a noi è se la legge mette delle limitazioni alla possibilità di fare questi interventi e se richiede pratiche edilizie. La risposta è negativa in entrambi i casi: nessuna limitazione alla possibilità di fare questi interventi (tranne per gli edifici con vincolo culturale) e nessuna pratica edilizia. In fondo se rientrano nel glossario dell’edilizia libera non potrebbe essere diversamente. E ci mancherebbe anche il contrario: sono opere che servono per mantenere in efficienza la casa… Cosa non rientra nel relooking Ora però vediamo cosa non puoi far rientrare nella definizione di relooking. O meglio, vediamo quali sono gli interventi che fanno sfociare il relooking in una ristrutturazione vera e propria (o home restyling per dirla all’inglese). Il relooking non comprende interventi di: Questi interventi, a livello normativo, ci portano nella categoria della manutenzione straordinaria (o superiore) e a livello pratico ci fanno entrare nel mondo della ristrutturazione vera e propria. Se prevedi di farne anche solo uno non stai più facendo un semplice relooking.   Naturalmente non sono opere vietate: le modifiche interne sono (quasi) sempre permesse. Ma facendole cambi completamente tipologia di intervento. Questa precisazione è importante anche per definire le competenze delle figure professionali a cui rivolgersi. Chi può occuparsi di un progetto di relooking? La risposta è più banale di quello che pensi: tutti possono farlo. Anche tu. In fondo si tratta di scegliere finiture e arredi. Sia chiaro: questo non significa che si tratti di una cosa banale e alla portata di tutti. Oggettivamente la maggior parte delle case sono delle accozzaglie di cose buttate a caso, come se fosse esplosa una bomba di pittura in mezzo alle stanze (anche quelle di chi pensa di aver fatto una casa bella…). Per questo ci sono delle figure professionali, che stanno cominciando a diffondersi anche in Italia, e che si occupano professionalmente di relooking. Spesso sono tecnici (soprattutto architetti) che si concentrano in